“L’azione espansa”: Gina Pane e Silvia Giambrone dialogano

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L’azione espansa: Gina Pane e Silvia Giambrone dialogano

Gina Pane, Action Psyché (Essai), 1975
Gina Pane, Action Psyché (Essai), 1975

La Galleria CreArte Studio di Oderzo, in provincia di Treviso, presenta Gina Pane – Silvia Giambrone. L’azione espansa, a cura di Carlo Sala, mostra che rappresenta la possibilità di mettere in dialogo i lavori di Gina Pane con l’opera di Silvia Giambrone. Si presenta come un’ottima occasione per sottolineare l’importanza dell’interazione tra arte passata e presente.

Gina Pane e Silvia Giambrone si sono affermate nel mondo dell’arte con lavori incentrati sull’importanza del corpo e riflessioni sulla femminilità. I momenti storici sono stati differenti così come i risvolti.

Gina Pane è un’artista francese naturalizzata italiana particolarmente attiva negli anni ’70: allora era la body art a fare il suo ingresso nel mondo dell’arte attraverso performance al limite della decenza. Il corpo è al centro dell’interesse della Pane: ciò che con esso si può esprimere è il fulcro della sua arte. L’artista si ferisce con spine di rosa o lame, rotola su dei vetri per denunciare la concezione maschilista della figura femminile. Le sue performance preparate meticolosamente e quasi tutte documentate, riguardano azioni spesso legate ad una gestualità dolorosa in cui il corpo viene martoriato come forma di liberazione rituale.

Vivere il proprio corpo vuol dire allo stesso modo scoprire sia la propria debolezza, sia la tragica ed impietosa schiavitù delle proprie manchevolezze, della propria usura e della propria precarietà. Inoltre, questo significa prendere coscienza dei propri fantasmi che non sono nient’altro che il riflesso dei miti creati dalla società […], il corpo (la sua gestualità) è una scrittura a tutto tondo, un sistema di segni…

Silvia Giambrone, Teatro anatomico, 2012
Silvia Giambrone, Teatro anatomico, 2012

Silvia Giambrone è una giovane artista emergente. Il corpo nei suoi lavori non è messo in scena direttamente come in quelli di Gina Pane: il concetto di “azione” si espande verso forme oggettuali che ne evocano lo svolgimento, ne sono una diretta derivazione o ricoprono un valore complementare per sviluppare una specifica riflessione.

Di Gina Pane saranno esposti alcuni dei più celebri lavori della stagione della body art: Action Je (1972), Transfert (1973), Action mélanconique (1974) e la celebre Azione sentimentale (1973). La Pane usa il suo corpo come veicolo espressivo, le immagini appaiono di grande pathos emotivo e il suo corpo diviene vera materia creativa “aperta” verso gli altri.

Di Silvia Giambrone sarà invece esposta una selezione di opere che partono dalla sua performance Teatro anatomico (2012): l’artista si cuce direttamente sulla pelle un colletto ricamato, elemento per lei carico di ambiguità ma anche di un’adesione inconsapevole della donna ad una cultura di genere.

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Gina Pane, Azione Sentimentale

La mostra cerca di enfatizzare il rapporto delle artiste, infatti alcune fotografie tratte dalle performance più importanti di Gina Pane sono accostate alle più recenti installazioni di Silvia Giambrone. La relazione che si crea tra le opere è inevitabile e nasce da una riflessione sull’importanza della gestualità del corpo e sulle infinite possibilità che può offrire. Esso è inteso come forma espressiva fondamentale in grado di dare realtà e forma a importanti riflessioni sul rapporto tra individuo e società.

Flavia Annechini per MIfacciodiCultura

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