#ArtSpecialUNESCO – Il centro storico di Siena

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Stando alle valutazioni del Comitato dell’UNESCO – il cui compito consiste nel valutare, secondo criteri prestabiliti, l’inserimento dei siti patrimonio dell’umanità nella relativa lista – la regione Toscana è, in Italia, quella che ha saputo conservare meglio nel tempo i centri storici delle sue città. Infatti oltre al centro storico di Firenze, di San Gimignano e di Pienza quello di Siena rappresenta un validissimo esempio di antico borgo medievale che è possibile ammirare nell’originaria conformazione urbanistica.

Palazzo Pubblico in Piazza del Campo, Siena. Ph. A.B.
Palazzo Pubblico in Piazza del Campo, Siena

La città di Siena, famosa in primo luogo per il Palio che, dal 1660 ogni 2 luglio e 16 agosto, vede competere, in una sfrenata corsa di cavalli, le principali contrade della città, esercita la propria forza attrattiva anche grazie alle sue bellezze artistiche e architettoniche – la maggior parte delle quali risalenti al periodo repubblicano.

È proprio durante questa fase storica – che va dal 1147 (con la cacciata del Vescovo Rainero) al 1555 (quando Siena cade sotto l’assedio spagnolo) – che la struttura urbana del centro si arricchisce di tutti quegli edifici, sia religiosi che laici, che ancora oggi lo rendono tappa fondamentale per gli appassionati di storia dell’arte.

Parliamo innanzitutto di Piazza del Campo. La resa scenografica di questa si coglie non solo guardando la particolare pavimentazione a forma di conchiglia, divisa in nove spicchi di mattoni in cotto, o il Palazzo Pubblicopunto focale della pianta medioevale –, ma anche tenendo in considerazione tutti i palazzi che si affacciano sulla Piazza stessa rispettandone il perimetro.

Torre del Mangia, Piazza del Campo, Siena. Ph. A. B.
Torre del Mangia, Piazza del Campo, Siena

Si tratta di edifici storici fatti costruire tra il 1300 e il 1400 tra i quali spicca, per maestosità, Palazzo Sansedoni, sede della fondazione della longeva Monte dei Paschi di Siena. La facciata con tre ordini di trifore fu rifatta nel 1700 con gusto gotico ed è frutto dell’ingegno dell’architetto Ferdinando Ruggieri. Ma non si esauriscono, solo con i palazzi, gli elementi architettonici che contribuiscono a rendere la Piazza tra le più belle d’Italia: ci riferiamo ad altri dettagli che possono passare inosservati all’occhio del turista che si senta folgorato dalla visuale d’insieme del campo. Parliamo dunque della Fonte Gaia i cui rilievi originali, scolpiti da Jacopo della Quercia, sono custoditi all’interno del Palazzo Pubblico; della Torre del Mangia, fatta costruire tra il 1338 e il 1348, opera dei fratelli Minuccio e Francesco di Rinaldo da Perugia; e infine della Cappella di Piazza, eretta nel 1352 (per ringraziare la Vergine Maria della fine della peste che aveva colpito la città) e che oggi osserviamo secondo la rinascimentale ed elegante risistemazione dello scultore e architetto Antonio Federighi.

Simbolo della lupa che allatta i gemelli, copie degli originali di Giovanni Pisano e Urbano da Cortona, Duomo di Siena. Ph. A.B.
Simbolo della lupa che allatta i gemelli, copie degli originali di Giovanni Pisano e Urbano da Cortona, Duomo di Siena

Se il Palazzo Pubblico rappresenta il fulcro della vita civile della comunità senese, il Duomo è il polo religioso più rilevante della città. Tra i tanti pittori, scultori e architetti che lavorarono alla realizzazione dello stesso, vogliamo ricordare il grosso contributo dato da Niccolò Pisano e dal figlio Giovanni. Mentre dobbiamo attribuire ad entrambi gli scultori l’esecuzione magistrale del Pulpito (all’interno del Duomo), alla facciata esterna inferiore, di stile romanico-gotico, lavorò solo Giovanni fino al 1297, contribuendo ad arricchire la composizione d’insieme con statue marmoree rappresentanti profeti, patriarchi e filosofi le cui versioni originali si trovano nel Museo dell’Opera del Duomo.

Per chi volesse avere chiara la struttura urbana medioevale del borgo, consigliamo di fare una passeggiata lungo le antiche mura che si aprono all’urbe per mezzo di storiche porte (le più antiche risalenti al primo ventennio del 1300, le più moderne ai primi anni del ‘600) tra le quali ricordiamo Porta Pispini, Porta Romana, Porta Tufi, Porta Ovile e Porta Cammolia.

Duomo di Siena. Ph. A. B.
Duomo di Siena

Per chi invece volesse contemplare le pitture senesi più significative, consigliamo oltre al ciclo degli affreschi di Ambrogio Lorenzetti, nella Sala dei Nove all’interno del Palazzo Pubblico, raffigurante le allegorie e gli effetti del Buono e del Cattivo Governo, anche gli affreschi del Pinturicchio, nella Libreria Piccolomini, che ripropongono con vivacità di colori gli eventi principali della vita del committente, il Cardinale Francesco Todeschini Piccolomini.

Infine per chi volesse solo perdersi tra i vicoli curvilinei del borgo raccomandiamo di osservare i simboli di Siena: oltre agli stemmi delle contrade, la lupa che allatta i gemelli ci ricorda la leggenda per la quale Siena sarebbe stata fondata da Seno, figlio di Remo. E infine l’arco senese, costituito da un arco acuto iscritto in un triangolo equilatero è una costante nelle strutture architettoniche del centro e rappresenta la declinazione più viva del gotico in Siena.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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