La Scapigliata – Pietro Paolo Rubens in mostra a Palazzo Reale

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La Scapigliata – Pietro Paolo Rubens in mostra a Palazzo Reale

Pieter Paul Rubens (1577 – 1640) pittore fiammingo dalla fortissima identità italiana – perché convertito al cattolicesimo e perché fautore del barocco insieme a Caravaggio, tanto da firmarsi Pietro Paolo e da predilire la lingua italiana per la sua corrispondenza – è ospite illustre dell’offerta culturale milanese di questo nebbioso inverno.

Pieter Paul Rubens, Adorazione dei Pastori, 1608, Musei Civici di Fermo, Fermo
Pieter Paul Rubens, Adorazione dei Pastori, 1608, Musei Civici di Fermo, Fermo

La mostra Pietro Paolo Rubens, allestita al piano nobile di Palazzo Reale, è partita molto bene e promette di incrementare i suoi numeri, non per caso ma per merito. Delle settanta opere presenti, quaranta sono di mano dell’artista; la ripartizione tematica mescola il periodo italiano a quello fiammingo e permette intelligenti confronti, non solo fra i dipinti ma soprattutto con i modelli classici a cui l’artista si ispira. I musei prestatori vanno dagli Uffizi di Firenze all’Hermitage di San Pietroburgo.

Il rapporto con l’arte italiana, indagato puntualmente, non si ferma a uno scambio di suggestioni durante la vita del pittore e lo dimostra la tela di Luca Giordano Rubens dipinge l’Allegoria della Pace datato 1660 (immagine di copertina), cioè quasi a quarant’anni di distanza dalla morte del grande artista. L’opera di Giordano in mostra, posta emblematicamente a conclusione, altra non è se non la sua versione dellAllegoria della Pace (1680): un vero tributo a Rubens, del quale riassume i punti di forza: il movimento concitato barocco, l’uso della luce con tocchi di bianco puro alla Tintoretto, l’amore per l’antico, la tensione all’ideale. Il dipinto al quale si rifà Giordano è rintracciabile sotto il titolo Guerra e Pace (1629) – presentato a Carlo I durante il soggiorno londinese di Rubens, con scopi diplomatici per conto dell’arciduchessa Isabella reggente dei Paesi Bassi spagnoli – ed è oggi conservato alla National Gallery di Londra.

Pieter Paul Rubens, Cristo Risorto, 1616 ca., Palazo Pitti, Firenze
Pieter Paul Rubens, Cristo Risorto, 1616 ca., Palazo Pitti, Firenze

Non tutta l’opera del fiammingo italiano è ispirata da valori morali, ai poli opposti dell’esibizione, ad inizio percorso, i ritratti dimostrano la capacità rubensiana di cogliere l’umana espressività, infondendola dei propri sentimenti. Rubens proietta se stesso all’interno delle tele che ritraggono la primogenita Clara Serena a cinque anni – purtroppo scomparsa prematuramente a dodici – in un taglio ravvicinatissimo, e la prima moglie Isabella Brandt scomparsa anch’ella anzitempo, a trentacinque anni.

Pieter Paul Rubens, Ritratto di Clara Serena, 1616 ca. , Liechtenstein The Princely Collections, Vienna
Pieter Paul Rubens, Ritratto di Clara Serena, 1616 ca. , Liechtenstein The Princely Collections, Vienna

In definitiva, Pietro Paolo Rubens prova che una mostra può essere didattica, scientifica, con alti scopi educativi insomma senza dover rinunciare all’appetibilità e al godimento estetico.

Veronica Benetello per MIfacciodiCultura

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