Il genio artistico di Pablo Picasso in mostra a Verona

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Il genio artistico di Pablo Picasso in mostra a Verona

picasso_verona_1-1Un viaggio nel mondo delle figure, dei colori e dei significati di uno dei più importanti ed eclettici artisti dell’arte del Novecento: questo è quello che ci propone AMO – Arena Museo Opera di Verona, ospitando la mostra Picasso. Figure (1906-1971) resa possibile grazie alla collaborazione con il Musée National PicassoParis.

Dipinti, bozzetti e tele spettacolari si possono ammirare in un percorso espositivo che propone un’opera per ogni anno della vita di Pablo Picasso. Dal 1906 sino all’inizio degli anni ’70 pittura, scultura e arti grafiche si alternano in un viaggio in grado di narrare i cambiamenti che l’artista compie affrontando le fasi del precubismo, del cubismo e del surrealismo. Sei le sezioni che si susseguono nel mondo creativo picassiano dove la figura umana è spesso astratta, inquietante e concettuale così come lo è lo stesso cubismo che vuole rappresentare le persone e le situazioni non così come sono realmente ma come le immaginiamo nella nostra mente. Forme geometrizzate e, a seguire, decostruite e più sintetiche. Corpi in movimento, anche, capaci di dare vita ed espressione a opere quasi cinematografiche.

Una forma d’arte come il cubismo, sempre in evoluzione, quando venne in contatto con il surrealismo venne intesa come percorso di ricerca interiore: in questo momento i personaggi sono, spesso, filiformi e senza forma specifica. Si palesa un bisogno di essenzialità che si rispecchia all’esterno ma che parte da una ricerca ben più profonda e importante di cui lo stesso Picasso è esponente principale.

Da non dimenticare, poi, l’impegno civile che l’artista espresse personalmente e che in mostra ha dedicato uno spazio specifico. L’opera più nota e simbolica di questo momento è senza dubbio Guernica dal nome della città basca bombardata il 26 aprile del 1937. Questo quadro esprime un ritorno agli ideali e una presa di posizione in una situazione che non lascia scampo e che viene vissuta in prima persona senza filtri, in un processo creativo importante che permette all’artista di esprimere la sua posizione politica grazie anche all’appoggio della fotografa e militante Dora Maar che lo accompagnerà in questo momento di cambiamento e di evoluzione.

guernica-1Il dopoguerra, invece, sarà segnato da un ritorno alle origini. Picasso utilizzerà di nuovo il segno primitivo tornando a dipingere come un bambino: colori, semplicità e attenzione alle forme naturali e vegetali porteranno alla creazione di opere non formalizzate e non viziate dall’accademismo. Opere che rispecchiano una nuova luce e una nuova vita.

Picasso. Figure (1906-1971) è una mostra da non perdere non solo per la qualità e il livello espositivo ma, soprattutto, perché sono abbattute le barriere e le categorie di ritratto e scena di genere per arrivare a un concetto sempre nuovo di figura. Quella stessa figura che rese Picasso il genio artistico di un’arte solo sua rendendolo costruttore e distruttore, allo stesso tempo, della sua espressività che ancora oggi ha un fascino inesauribile.
Rossana Cavallari per MIfacciodiCultura

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