“The Art of the Brick”: i sogni si realizzano… un mattoncino alla volta

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The Art of the Brick: i sogni si realizzano… un mattoncino alla volta

img_1696È tanto bello e importante credere nei sogni e nelle proprie passioni. Questo è quello che ha fatto Nathan SawayaEra un bambino creativo che adorava la magia, scrivere storie, disegnare e ovviamente… ricostruire il mondo con i LEGO®. Una volta entrato all’Università per studiare Giurisprudenza, il giovane Nathan mise da parte immaginazione e creatività per diventare un avvocato. Come si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio e dopo numerosi anni vissuti in maniera frenetica, Nathan decide di lasciare tutto per ritornare ai primi amori: il gioco, l’immaginazione, la creatività.

L’arte rende l’uomo migliore, è necessaria per capire il mondo e conduce le persone alla felicità. Non si discute: l’arte non è un optional!

Oggi Nathan Sawaya possiede più di 4 milioni di mattoncini colorati tra i suoi atelier di New York e Los Angeles, ed espone le sue creazioni in tutto il mondo. È l’esempio vivente che grazie ai propri sogni e alle proprie idee si può diventare un artista creando una nuova forma di arte. Gran parte delle sue creazioni sono ospitate fino al 29 gennaio alla Fabbrica del Vapore di Milano. I visitatori, immersi in uno scenario onirico, grazie a un allestimento tematico, vivono delle esperienze indimenticabili. L’artista per l’occasione ha utilizzato più di un milione di mattoncini, creando opere d’arte in grado di far sorridere e riflettere sia gli adulti che i bambini. Una mostra per tutti, che offre ai visitatori una grande varietà di sculture e soggetti differenti: da Il pensatore di Rodin allo scheletro di dinosauro lungo 6 m e costruito con 80.020 mattoncini, dalla Gioconda alla Venere di Milo.

Ho imparato le regole sugli aggettivi grazie a School House Rock, a contare fino a dieci con Sesame Street e le leggi della gravità grazie a Slinki. Immaginate se i bambini imparassero la storia dell’arte con i LEGO®?

img_1697Le opere dell’artista lasciano, grandi e piccini, senza parole. I soggetti sono cosi iconici che i visitatori di tutte le età li conoscono e li riconoscono. Interessante vedere le didascalie che accompagnano le singole opere: su ogni cartellino viene indicato il numero di mattoncini che sono serviti per costruire il soggetto e c’è sempre scritto un pensiero dell’artista, una riflessione sull’opera creata o una battuta divertente.

Nel tentativo di invogliare i ragazzi alla scoperta della musica ho creato questo violoncello interamente costruito con i mattoncini Lego, ma anche se ha le stesse dimensioni di uno strumento vero, vi prego di non provare a suonarlo: forse assomiglia a un violoncello, ma suona proprio come un LEGO®!

L’ambiente è emozionante, diverse sale totalmente nere che sorprendono i visitatori con grandi opere super colorate, che lasciano senza parole per bellezza e cura dei particolari. The Art of the Brick, infatti, è una mostra di arte moderna che unisce la Pop Art al Surrealismo. Le opere sono una piccola parte di tutto ciò che ognuno di noi, con la propria fantasia, può sperimentare grazie ai mattoncini colorati. La mostra, costruita come un climax, accompagna i visitatori fino al bookshop, ultima sala che però custodisce una sorpresa per tutti. Un grande luogo di creazione, dove ognuno può giocare e realizzare le proprie opere d’arte. Attorno alla piscina di Lego, grandi e bambini (più grandi veramente…) si cimentano con i LEGO®.

img_1727Considerata dalla CNN come “una delle 10 mostre da vedere al mondo” questa esposizione ha intrattenuto e ispirato milioni di appassionati d’arte dagli Stati Uniti, all’Australia, da Taiwan a Singapore fino alla Cina, oltre a importanti città europee come Parigi, Londra e Bruxelles. The Art of the Brick è una mostra itinerante tra le più straordinarie e innovative di recente memoria, che tocca giovani e meno giovani e per questo davvero accessibile a tutti. Sicuramente una mostra da vedere che però fa riflettere.

Cosa piace veramente al pubblico? Cosa lo emoziona? Queste mostre funzionano più che una esposizione di Giotto o Van Gogh. Tutto ciò fa riflettere. Bisogna che i musei e le gallerie, per cambiare questa tendenza, facciano delle mostre che riescano a regalare delle emozioni vere ai visitatori. Questa, per quanto discutibile, sicuramente fa uscire con il sorriso e fa tornare tutti bambini. Mette i visitatori nelle condizione di poter fare quello che più piace: fotografare in primis. Tra le stanze si vedono solo persone con cellulari in mano che scattano foto di ogni tipo alle opere ma che entrano anche loro in relazione ai soggetti realizzati. È una mostra simbolo dei nostri tempi. Racchiude tutto ciò che piace. Il pubblico è contento di vedere Van Gogh piuttosto che Leonardo, di divertirsi, di giocare, di essere protagonista e di interagire con le opere. Forse dovremmo trovare il modo di far diventare anche le classiche mostre, però con i veri quadri, delle esperienze cosi divertenti e che attirino cosi tanti visitatori, disposti a pagare anche 16 € pur di poter dire di esserci stati. Bisogna dire tuttavia che è sicuramente una mostra rivoluzionaria, diversa dalle altre e che colpisce nel cuore tutte le fasce generazionali di diverse nazionalità, accomunate però tutte dalla stessa passione per i colorati mattoncini LEGO®.

Laura Cometa per MIfacciodiCultura

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