“In extremis”, l’ironica mostra fotografica di Sandro Giordano

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In extremis, l’ironica mostra fotografica di Sandro Giordano

162452010-f95c0e88-1d1f-49ca-8285-6f1f469e4028-1Tra i tanti eventi che “invaderanno” Torino in occasione di Artissima, da segnalare c’è sicuramente In Extremis (bodies with no regret), mostra personale del fotografo romano Sandro Giordano, in programma fino al 20 novembre presso  il Teatro Paesana. In questa esposizione vediamo una trentina di fotografie che ritraggono persone intente a cadere, a schiantarsi contro gli ostacoli che incontrano sulla loro strada, tentando però di salvare ciò che hanno in mano.

Impossibile scorrere le foto di In Extremis e non sorridere: è ancora sconosciuto il motivo per cui vedere qualcuno che cade ci fa ridere, forse per la vulnerabilità della persona, forse per la rottura della normalità, in ogni caso Giordano sfrutta questo elemento comico per comporre le sue foto e darci spunti di riflessione.

Le mie foto sono racconti di persone che cadono, che “toccano il fondo” di un mondo dominato dall’apparenza e dagli stereotipi, reso bulimico dal consumismo di oggetti che diventano più importanti delle loro stesse vite.

162452962-34806fe7-2305-4d40-8f14-a75c1e47bdc9-1L’idea di questi progetto nasce da un episodio capitato al fotografo in prima persona: in sella alla sua bicicletta purtroppo Giordano qualche anno fa è stato coinvolto in un incidente e al momento dell’impatto ha preferito salvare ciò che aveva in mano piuttosto che attutire l’urto, con conseguenze dolorose. Un po’ come il suo amico che sugli scogli, per salvare l’iPhone da una rovinosa caduta in acqua, si è rotto una gamba.

Questi episodi hanno fatto sì che il fotografo si domandasse cosa oggi è importante per noi e soprattutto perché lo è: com’è possibile che alla nostra incolumità preferiamo quella degli oggetti? Cosa è andato storto nella creazione della scala dei valori? E allora eccole lì, persone sopraffatte dalla forza di gravità, col viso premuto contro il pavimento e le proprie cose sparse ovunque.

Queste sono immagini che spiazzano, tanto ironiche quanto disturbanti in un certo senso: ci mostrano la vulnerabilità umana e l’impossibilità di sfuggire da una scelta. O noi o le cose. Un aut aut molto attuale.

Le cose che possiedi alla fine ti possiedono.

162452042-f241cb71-a50e-459a-b31f-cf14203d5075-1Dice il protagonista di Fight Club ed effettivamente è proprio così. Forse di cose ne abbiamo meno rispetto agli esagerati anni ’90 in cui è stato girato il film, ma gli oggetti continuano ad avere la precedenza sulla persone.

Ovvio, non sarà certo In Extremis, una semplice mostra fotografica, a cambiare il corso delle cose o la cultura occidentale, ma ci dà comunque la possibilità di meditare sull’argomento, magari indirizzandoci verso il cambiamento nel nostro piccolo. Di ripensare a quante volte avete preferito salvaguardate l’integrità di qualsivoglia oggetto piuttosto che la vostra (come ustionarsi un braccio per salvare un ferro da stiro… ehm).

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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