Margaret Mazzantini e lo “Splendore” dell’amore

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Margaret Mazzantini e lo Splendore dell’amore

14859565_10209425241300692_108609103_o-1Classe 1961, Margaret Mazzantini nasce a Dublino, il 27 ottobre. Madre pittrice irlandese e padre scrittore romano, sente fin da subito di appartenere al mondo artistico: frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico dove si diploma nel 1982.

Negli stessi anni, Margaret esordisce a teatro con il ruolo da protagonista di Ifigenia, nell’omonima tragedia di Goethe, e in seguito ricopre altri ruoli femminili interpretando personaggi importanti nati dall’ingegno di Cechov, Strindberg e Sofocle.
Nel 1987 sposa il regista e attore Sergio Castellitto, con cui avrà quattro figli: sarà lui a condurla sulla strada della letteratura. Margaret a quel punto sente che la scrittura le appartiene: in tutto sono otto i romanzi ad oggi, libri che l’hanno resa celebre in quasi tutto il mondo.

Nel 1994 Margaret Mazzantini esordisce con Il cantino di Zinco, pubblicato da Marsilio, col quale vince i premi Opera Prima Rapallo-Carige e il Campiello, mentre nel 1995 scrive ed inscena l’opera teatrale Manola, affiancata dall’attrice Nancy Brilli, che darà ufficialmente alle stampe per Mondadori nel 1998.

Ma il vero successo letterario arriva con Non ti muovere del 2001: il libro racconta la storia di Angela e suo padre, Timoteo, nonché il chirurgo che la opererà a seguito del suo grave incidente in moto. Arrivato sul punto di una profonda crisi emtoiva, date le condizioni della figlia, le racconterà attraverso un lungo monologo una sua storia d’amore passata, rimasta nascosta per troppo tempo nei meandri del suo cuore. È un romanzo emozionante, vivo, passionale, acclamato positivamente dalla critica e che permette alla Mazzantini di vincere un altro premio Rapallo-Carige, l’ambito Premio Strega e il premio Rinzane Cavour. Dal libro è stato tratto un intenso film nel 2004, diretto ed interpretato da Castellitto insieme a Penelope Cruz.

14813082_10209425241260691_1556478239_o-1Con Venuto al Mondo, opera edita nel 2008, stavolta la scrittrice si propone di mostrare le due vite, quella presente e quella passata, della protagonista del romanzo, Gemma. Vite vissute in un nuovo ed emozionante viaggio nel tempo dei ricordi, che avviene dopo un vera e propria fuga dalla routine, affrontata insieme a suo figlio Pietro, per raggiungere un suo caro e vecchio amico bosniaco, Gojko. Il presente, non ancora del tutto accettato da Gemma, le riporta alla mente scelte ed errori passati, come l’accettazione di un amore sbagliato o di un matrimonio triste con lo squattrinato fotografo genovese Diego. Sarà l’intrecciarsi della sua con le altre piccole storie dei personaggi di contorno che alla fine l’aiuteranno a ritrovare un equilibrio più stabile, nella sua travagliata vita. Venuto al Mondo è il vincitore del Premio Campiello 2009 e anche da questo romanzo, Sergio Castellitto ne trae un film nel 2012 che vede ancora una volta protagonista la Cruz: stavolta ad affiancarla c’è Emile Hirsch e… Pietro Castellitto, figlio della scrittrice e del regista.

Dopo una breve pausa di due anni che segue la pubblicazione di Venuto al Mondo, Margaret scrive Nessuno si salva da solo, pubblicato nel 2011. Inutile dire chi dirigerà nel 2015 il film omonimo. Con la sua solita tecnica del doppio protagonista e dei flashback, Margaret Mazzantini percorre l’inizio della storia d’amore fra Delia e Gaetano, arrivando poi ai problemi di coppia e alla loro separazione, vissuta in maniera negativa soprattutto dai figli. È la classica storia realista che si propone come uno specchio della società, dei problemi di coppia, di due persone tra alti e bassi si ricongiungeranno verso una fine positiva: Gaetano e Delia capiranno grazie al fugace incontro con una coppia anziana ma ancora molto innamorata che «nessuno si salva da solo».

Amori delusi, finiti, interrotti e malattie, eventi che prendono il sopravvento sul destino sono gli elementi principali che contribuiscono a rendere realisti, a tratti tragici, i romanzi scritti da una penna romantica e passionale come quella della Mazzantini.

14872536_10209425241220690_1999036438_n-1In Splendore, l’ultimo romanzo edito nel 2013 da Mondadori, Margaret Mazzantini affronta una tematica altrettanto dura e complessa: l’omosessualità. I due protagonisti, Guido e Costantino, si chiedono spesso «Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?» per via della loro condizione esistenziale: sono i protagonisti di una storia d’amore disperata e tormentata. Inciampano spesso nei propri passi e non si schierano mai del tutto con la vita che non hanno scelto di volere, con il loro amore, che si divide fra Roma e Londra.

Tutti i libri della Mazzantini sono stati tradotti in trentacinque lingue ed alcuni di essi sono stati riadattati per il cinema come già detto, ottenendo sempre un grande successo. Ma il vero talento di questa donna consiste principalmente nel saper dare voce all’intimità di ognuno di noi, ponendosi come il portavoce ufficiale delle “storie d’amore”, essendo la sua principale vocazione. Ha inoltre dichiarato che l’esperienza teatrale l’ha aiutata molto nell’analizzare e comprendere ogni tipo di personaggio.

Nel 2013, in un’intervista a La Repubblica, ha spiega per l’appunto:

[..] E poi io parlo delle difficoltà dell’amore, del socialmente impresentabile che contrasta sempre col mondo interiore di ciascuno. Non ci credo, all’accettazione pacifica di tutto quello che c’è dentro ogni persona. Vale per gli omosessuali, per gli eterosessuali e per i miei personaggi, che nella loro vita hanno anche mogli, amanti, donne importanti e belle. 

 

Maria D’Urso per MIfacciodiCultura

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