#EtinArcadiaEgo – Fabi-Silvestri-Gazzè: leggerezza nell’era dei concertoni

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#EtinArcadiaEgo – Fabi-Silvestri-Gazzè: leggerezza nell’era dei concertoni

biglietti-1Quante volte nella nostra vita abbiamo sentito il bisogno della musica? Ogni psicologo, vero o della strada, saprà confermare il suo straordinario potere terapeutico, che sa creare con l’ascoltatore un rapporto privilegiato, capace, se non di cambiare la prospettiva almeno di alleggerirla. Però, accettando questo rapporto molto singolare e personale fra il singolo e la musica, non si capisce perché i concerti, sempre più incentrati sullo show e sulla cornice dell’evento, vanno in direzione diametralmente opposta?

Il fondo è stato toccato, a mio parere, qualche settimana fa, quando il web è stato intasato da decine di migliaia di persone che disperatamente cercavano un biglietto per il futuro concerto a Milano della band inglese dei Coldplay. I biglietti sono andati esauriti dopo meno di dieci minuti dall’inizio delle vendite e la spesa per i pochi fortunati è stata decisamente elevata. Ansia, delusioni e folli spese: ma la musica non deve essere un piacere che possa rendere più leggera e dolce la nostra vita?

Il problema, come al solito, è tutt’uno con la soluzione: la tecnologia e la rete. Infatti, grazie al web è possibile ascoltare musica di qualunque genere in modo molto semplice. L’altra faccia della medaglia però è il crollo delle vendite dei dischi (ormai ad uso quasi puramente collezionistico) e il costante aumento della pirateria. Così band e cantanti puntano sempre di più sui grandi concerti-evento, super pubblicizzati e, ovviamente, super-costosi per poter guadagnare dalla propria arte. Inoltre i concerti, soprattutto quelli delle grandi star della musica, diventano sempre più brevi, dando maggiore importanza alla cornice piuttosto che al con il concerto in sé.

Una domanda mi sorge spontanea: ma il piacere di ascoltare musica? Nessuno stress per i biglietti o spese indecenti, ma una serata allegra e rilassante dove si può godere di un musicista o un cantante suonare dal vivo davanti ai propri occhi.

Il padrone della festaQualcuno ci ha provato. O meglio, sono stati in tre: tre amici, tre romani, tre stili simili ma diversissimi e, grande scoperta, complementari. Si sono trovati, si sono piaciuti: il risultato è un disco, Il Padrone della Festa, assolutamente meraviglioso, al quale è seguito un tour in cui Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè si sono fondamentalmente divertiti a suonare insieme e il pubblico li ha amati, tanto da “obbligarli” ad aggiungere date non previste alla fine del tour, per accontentare i tantissimi appassionati rimasti affascinati dai “menestrelli” romani.
Una mia amica, a Rock in Roma 2015 ha visto il concerto dei Muse il 16 luglio, spendendo ottanta euro per un’ora di concerto, quindici giorni dopo, il 30 luglio, quello del trio Fabi-Silvestri-Gazzè, è durato tre ore e il biglietto è costato “solo” 20 euro. Non credo ci sia bisogno di specificare quale dei due mi abbia raccontato con maggior emozione negli occhi.

La musica, così visceralmente legata alle emozioni dell’uomo, non può essere costretta alla fruizione da parte di pochissimi “fortunati” e intrappolata in tanti effetti e in poco tempo: per un appassionato, niente può dare un’emozione più grande del vedere il proprio idolo davanti a sé a suonare. Fabi-Silvestri-Gazzè lo hanno capito e hanno girato l’Italia come menestrelli medievali, toccando i più deserti lidi come per esempio Castagnole delle Lanze in provincia di Asti, ad esempio, in cui per il solo Gazzè un intero paese si è mobilitato e nella piazza quella sera si sono presentati bambini, anziani e giovani, e il menestrello Max si è divertito, improvvisando anche la sua Mentre Dormi, inno d’amore fuori dal tempo, usando solo strumenti a fiato, perché la bellezza della musica, in ogni caso, sa riempire i cuori di chi ascolta.

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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