La prima mostra a Parigi su Oscar Wilde, 116 anni dopo la sua morte

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La prima mostra a Parigi su Oscar Wilde, 116 anni dopo la sua morte

Oscar Wilde. L'impertinent absoluIl Petit Palais ospita fino 15 gennaio 2017 la prima esposizione parigina dedicata ad Oscar Wilde, che sotto lo pseudonimo di Sebastian Melmoth trascorse proprio a Parigi miseramente, tra oblio, miseria e solitudine, i suoi ultimi giorni, fino alla morte avvenuta il 30 novembre 1900, all’età di 46 anni.

Nel 2000 ricorreva quindi il centenario della sua morte, ricorrenza che a Parigi passò quasi completamente inosservata, mentre a Londra, con due esposizioni in sedi prestigiose, la vita e l’arte di Wilde vennero ripercorse sotto il profilo letterario e teatrale con ragionevole successo. Ben 116 anni dopo la sua scomparsa, Parigi con Oscar Wilde. L’impertinent absolu, ricorda l’autore, irlandese di nascita e francese di spirito dichiarato, con un percorso espositivo in 7 sezioni e 200 opere tra fotografie, dipinti e manoscritti, alcune delle quali mai esposte prima d’ora. La vita, le ambizioni, i successi e i drammi dell’impertinente assoluto vengono inoltre collegate agli incontri con altri artisti e intellettuali del ‘900.

Ritratto di Constance e Cyril Wilde, 1889
Ritratto di Constance e Cyril Wilde, 1889

La sua ammirazione per la Francia, e in particolare per Parigi, si fa sempre più viva dal 1883, quando Wilde, quasi trentenne, si reca nella capitale francese di ritorno dall’America. A New York la sua personalità caustica e fuori dalle righe si consolida nella fama di esteta, immortalata dal fotografo Napoleon Sarony in una ventina di ritratti, 13 esposti alla mostra parigina. A partire dal 1883 l’esteta si recherà di frequente a Parigi, sia per motivi intellettuali che di piacere, tra cui la luna di miele con la sua sposa Constance Lloyd, da cui avrà due figli, Cyril e Vyvyan.

Oscar Wilde scrisse in francese uno dei suoi capolavori, Salomè, considerato immorale e censurato nel Regno Unito fino al 1931. La prima traduzione del dramma in inglese, indecorosa e poi soppiantata, fu ad opera di Bosie, l’amante di Wilde. L’amore per Lord Alfred Douglas non si spegnerà se non con la morte. Bosie non era certo un grande poeta, non capiva la profondità dell’arte, come dichiarato dallo stesso Wilde nel De Profundis, lunga lettera pedagogica all’amante scritta durante la prigionia nel carcere di Reading Gaol. L’amore per questo giovane capriccioso degenerò in un processo per indecenza e sodomia, seguito da due anni di lavori forzati in Inghilterra, divorzio dalla moglie e allontanamento dei figli ed esilio a Parigi fino al giorno della morte. Gli anni della relazione tra con Alfred Douglas furono i più intensi anche in senso creativo.

Guido Reni - San Sebastiano (1616 circa, Palazzo Rosso, Genova)
Guido Reni – San Sebastiano (1616 circa, Palazzo Rosso, Genova)

L’allestimento dell’esposizione in Petit Palais è curato da Philippe Pumain. All’entrata ci accoglie lo stesso Wilde, in fotografia ed accompagnato da un aforisma (ovviamente…). Altre massime di Wilde si susseguono nelle successive sezioni, che si concludono col periodo buio in un’atmosfera incantata da spezzoni estratti dal De Profundis. La mostra si conclude con un’intervista al nipote Merlin Holland, figlio di Vyvyan. L’incursione nella vita privata di Oscar Wilde e in quella dei suoi familiari è un tassello interessante, soprattutto se si pensa che i suoi figli sostituirono il proprio cognome in Holland, in quanto considerati eredi di un mostro, marchiato da quella morale vittoriana che aveva sempre rifuggito.

L’impertinent absolu ospita oggetti personali di Oscar Wilde, tra cui una ciocca di capelli dell’amata sorella morta prematuramente, e prestiti illustri, tra cui il San Sebastiano di Guido Reni dal Palazzo Rosso di Genova. Non è un caso che, una volta uscito di prigione, Wilde visse i suoi ultimi mesi sotto lo pseudonimo di Sebastian Melmoth, Sebastian come quel martire che tanto lo avevo colpito nel dipinto di Guido Reni durante uno dei suoi viaggi in Italia.

Oscar Wilde. L’impertinent absolu
dal 28 settembre al 15 gennaio 2017
Petit Palais, Parigi
Ingresso 10€, ridotto 7€

Annalisa La Porta per MIfacciodiCultura

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