I quarant’anni del Premio Tenco e l’emozione della prima volta

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I quarant’anni del Premio Tenco e l’emozione della prima volta

Il direttore dell'orchestra Mauro Ottolini
Il direttore dell’orchestra Mauro Ottolini

Si è tenuto dal 20 al 22 ottobre 2016 presso il Teatro Ariston di Sanremo l’annuale Premio Tenco, giunto alla sua 40ª edizione.

Presentato dal simpatico Antonio Silva, senza il quale decisamente la Rassegna della Canzone d’Autore non sarebbe la stessa, si è trattata di un’edizione tutta speciale quella di quest’anno, essendo collegata con al cinquantesimo anniversario della morte di Luigi Tenco (Cassine, 21 marzo 1938 – Sanremo, 27 gennaio 1967). Ma come ogni anno, è stata una rassegna all’insegna della musica d’autore di qualità, con un programma davvero d’eccezione. Senza malinconia però, e non per parlare di Tenco, ma per trascorrere del buon tempo insieme come se lui, in qualche modo, fosse ancore qui con noi. Un’edizione che si spera, insomma, a Tenco sarebbe proprio piaciuta.

Morgan
Morgan

Durante le prime due serate tutto si è svolto come ogni anno, fra risate e soddisfazioni che ogni amante della buona musica non può non concedersi, in un susseguirsi di artisti conosciuti e meno conosciuti. Tra gli altri ricordiamo le significative esibizioni dell’inarrestabile Stan Ridgway, Premio Tenco alla carriera, del sempre bravissimo Niccolò Fabi, Premio Tenco al miglior disco dell’anno, e della giovane promessa Motta, Premio Tenco miglior disco d’esordio.

La terza serata è stata invece una sorpresa come un regalo di Natale dopo la vigilia passata in trepidante attesa, che ha visto esibirsi un parterre di artisti tutto da scoprire, rimasto segreto fino a pochi giorni prima del via all’edizione, formato da Ascanio Celestini, Kento, Bocephus King, Diego Mancino, Morgan, Noemi, Roy Paci, Marina Rei, Gli Scontati, Alfina Scorza, Vanessa Tagliabue Yorke.

Durante la serata, intitolata Come mi vedono gli altri… Quelli nati dopo, ciascun autore (rigorosamente nato dopo il 27 gennaio 1967, data della triste perdita di Luigi Tenco) ha reinterpretato a sua discrezione due brani  di Tenco; piccola eccezione per Morgan, che in linea con il suo personaggio eccentrico si è esibito in un uno show tutto personalizzato, addentrandosi un po’ più a lungo nel repertorio di Tenco, anche in vista del suo nuovo disco dedicato appunto al cantautore piemontese.

marina-rei
Marina Rei

Difficile parlare delle emozioni scaturite dalla serata: ogni interprete ha davvero dato il meglio di sé cimentandosi in un’esperienza nuova, ottenendo risultati così di alto livello che davvero ci hanno stupiti. Tutti bravissimi, quindi, ma nel mio cuore alcuni si sono proprio guadagnati un posto speciale, come Bocephus King, songwriter canadese dall’anima che è un’aurora boreale di country, blues e rock, fautore di un genere non identificato che fa davvero bene all’anima. A seguire Marina Rei, così bella e così dolcemente rock da non sembrare quasi una creatura di questo pianeta. Piccola nota di merito a Alfina Scorza, che ho avuto modo di ascoltare per la prima volta in quest’occasione e che davvero ha la voce di un angelo, e Kento, che ha stupito tutti con un inatteso rap su Luigi Tenco e non solo, denso di contenuti e qualità.

Bocephus King
Bocephus King

Da non dimenticare il contributo dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo, che ha accompagnato, diretta dal bravissimo maestro Mauro Ottolini, tutti gli artisti. Piccola chicca, la partecipazione del gruppo torinese BandaKadabra, “tappabuchi” durante tutta l’edizione, che ha saputo portare sul palco dell’Ariston un’energia e una positività inaspettate e che ha davvero allietato il pubblico ad ogni intervento.

L’edizione del Premio Tenco di quest’anno sarà da annoverare negli annali, anche se in realtà non ho memoria di un’edizione del Premio Tenco (almeno quelle che posso ricordare per la mia età, ovviamente) che non sia stata una festa da ricordare con gli occhi pieni di allegria, soprattutto perché il Premio Tenco ci ricorda annualmente che l’arte ha ancora un valore, che le parole hanno ancora un peso. e che la condivisione è ancora alla base del mondo che vogliamo.

Chiara Parodi per MIfacciodiCultura

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