“Il ritorno dei faraoni”: alla scoperta della collezione egizia del MANN

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Il ritorno dei faraoni: alla scoperta della collezione egizia del MANN

Alla scoperta della collezione egizia del MANN di NapoliDal 7 ottobre ha riaperto ufficialmente la sezione del MANNMuseo Archeologico Nazionale di Napoli dedicata alla collezione egizia. Il museo è sicuramente tra i più importanti della città ed ora offre al pubblico anche numerose testimonianze della civiltà egizia dall’Antico regno fino all’età tolemaico-romana. Questa collezione infatti, pur essendo per ordine di importanza la seconda in Italia (il primato spetta a quella di Torino), è però una delle più antiche d’Europa, in quanto la sua costituzione è precedente sia a quella di Torino, che a quella del Louvre e a quella dei Musei Vaticani.
«È un’ulteriore conferma del lavoro di valorizzazione di uno dei musei archeologici più importanti al mondo» è come poi ha commentato questa importante riapertura il direttore del MANN Paolo Giulierini al quotidiano La Repubblica.

Alla scoperta della collezione egizia del MANN di NapoliLa storia di questa sezione è particolare, poiché è stata nuovamente aperta al pubblico dopo ben sei anni di chiusura motivata dalle inaccettabili condizioni ambientali delle sale. Oggi appare completamente ristrutturata oltre che localizzata nei medesimi spazi del 1864; fondamentale è stata la collaborazione dell’Università “L’Orientale” di Napoli e del Museo Egizio di Torino, nonché dei fondi avuti a disposizione.

Come già anticipato, migliaia sono gli oggetti e le testimonianze che percorrono un periodo che va dall’Antico Regno all’età greco-romana: la collezione egizia più antica d’Europa è presentata attraverso un nuovo criterio espositivo e un nuovo allestimento articolato per temi. Infatti dopo una prima sala introduttiva ci si ritrova completamente immersi nel mondo egizio, il cui nucleo principale è quello appartenente alla collezione Borgia, una delle più antiche del collezionismo europeo, seguita per importanza dalla collezione Picchianti, più recente rispetto alla precedente, che prende il nome da Giuseppe Picchianti, viaggiatore veneto che riuscì a raccogliere questo nucleo di reperti durante il suo viaggio lungo il Nilo.

Si è a lungo parlato di questa apertura come de Il ritorno dei faraoni, ritorno che potrà riportare il giusto prestigio al museo archeologico, attrezzato anche con percorsi per bambini, supporti multimediali e offerte didattiche per le scuole, volte a incentivare la partecipazione dei ragazzi, da sempre affascinati dal mondo delle mummie e dei faraoni. Avvincente inoltre è la pubblicazione del fumetto didattico Nico alla scoperta del MANN di Blasco Pisapia, disegnatore Disney, che attraverso il fumetto cerca di raccontare il Museo archeologico ai bambini: un modo divertente ed innovativo per spiegare l’arte anche ai più piccoli, anche se come dice lo stesso Pisapia, il fumetto «non serve a spiegare l’arte, ma ad incuriosire i bambini».

Alla scoperta della collezione egizia del MANN di NapoliProcedendo per la collezione, impossibile non fare riferimento al Naoforo Farnese in granito nero, esposto a Napoli già nel lontano 1803, e ad altre rare testimonianze come la preservazione di bendaggi di mummie di coccodrillo. Il percorso non si ferma alla collezione egizia, ma continua con la sezione dedicata alla raccolta epigrafica che aprirà prossimamente, che vanta una documentazione delle lingue pre-romane dell’Italia centro-meridionale comprendente più di duemila documenti principalmente in lingua latina, oltre a quelli greci e ad un centinaio nei dialetti dei popoli italici.

Si potrebbe parlare dunque di una rinascita artistica ben riuscita, che dà nuovamente vita ad una sezione meravigliosa, precedentemente maltrattata e rimasta chiusa troppo a lungo. È dunque tempo di recuperare e di partecipare a questa straordinaria riapertura, ringraziando tutti coloro che oggigiorno, nonostante tutto, continuano a lavorare per l’arte.

Giusy Esposito per MIfacciodiCultura

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