Georges Bizet, paure esistenziali e sonorità inesplorate

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Georges Bizet, paure esistenziali e sonorità inesplorate

georges_bizet_flipped-1Il 25 ottobre 1838 nasce a Parigi Georges Bizet, tra i più rappresentativi e interessanti compositori del periodo ottocentesco. Nonostante la sua breve e complicata esistenza, segnata da depressione, paure psicologiche e una malattia che lo debiliteranno in poco tempo sia mentalmente che fisicamente, ha saputo portare una ventata di innovazione e rinnovamento musicale, grazie soprattutto alla celebre Carmen, opera ancora oggi simbolo di un movimento artistico.

Linee melodiche e armoniche ricche, sinuose, che percorrono movimenti sonori ampi ed eleganti, abbracciando stili e generi differenti, fanno di Georges Bizet uno dei compositori più apprezzati del panorama operistico, senza distinzioni di pubblico. Purtroppo, proprio a causa di un malessere psicologico che accompagnerà il musicista per tutta la sua vita, e che si rifletterà nei suoi lavori, molte delle sue composizioni risultano disperse o incomplete, nascondendo così parte della sua inventiva e geniale vena artistica.

Georges Bizet nasce a Parigi da una famiglia modesta, ma musicalmente attiva. Questo porta Georges ad un interesse musicale già in tenera età, nonostante egli, almeno inizialmente, prediliga le arti figurative. Dopo gli studi al Conservatorio parigino, il giovane compositore tenta di farsi conoscere partecipando al prestigioso concorso musicale Prix de Rome, ma il successo non arriverà nell’immediato, ma solo alla seconda partecipazione. Il periodo romano è certamente molto florido e ricco di opportunità, tanto che il rientro a Parigi nel 1860 risulta amaro e privo di interesse, situazione questa che non aiuta le precarie condizioni fisiche e psicologiche del compositore, portando a conseguenti delusioni lavorative e artistiche.
Le composizioni del periodo, quali ad esempio Les Pecheurs de Perles, non vengono accolte di buon grado da un pubblico e una critica esigenti, e Bizet, in condizioni economiche precarie, si trova costretto ad accontentarsi di lavori minori e meno appaganti. Depressione e paure aumentano nel suo animo, conducendolo  ad un crescente isolamento e decadimento interiore, temporaneamente accantonato nel 1866 con la produzione dell’opera La Jolie fille de Perth. Nonostante le profonde difficoltà esistenziali ed artistiche, l’avvento del nuovo decennio comporta positive novità, sia in campo lavorativo che personale, segnando il migliore periodo artistico del musicista.

xl_avatar-1Dopo aver sposato nel 1869 Geneviève Halévy, figlia del suo ex insegnante, dalla quale avrà pochi anni dopo il suo unico figlio, nel 1872 comincia a lavorare alle musiche del dramma Arlésienne. Come già accaduto in altre occasioni, la prima messa in scena dell’opera non convince, ma finalmente Bizet sente di aver trovato la propria strada musicale, e tra il 1873 e 1875 compone il suo capolavoro per eccellenza, quella Carmen che segnerà una vera e propria innovazione nel teatro d’opera europeo, grazie a movimenti melodici e armonici delicati ma allo stesso tempo chiari e distintivi. L’opera ambientata in una Spagna romantica e sensuale scandalizza il pubblico durante la prima e riceve severe critiche dalla stampa, segnando definitivamente la crisi dello stato psico-fisico del compositore, che morirà nella notte del 3 giugno 1875 in circostanze ancora del tutto misteriose.
Sepolto nel Cimitero di Père Lachaise nella sua città natale, Georges Bizet rimane ad oggi uno dei compositori più eclettici e ancora inesplorati del panorama operistico musicale.

Ivano Segheloni per MIfacciodiCultura

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