#ArtSpecialUNESCO – L’Orto Botanico di Padova

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Struttura dell'Orto botanico di Padova esterna all'Hortus Cinctus, Orto botanico di Padova -Ph. A. B.
Struttura dell’Orto botanico di Padova esterna all’Hortus Cinctus, Orto botanico di Padova -Ph. A. B.

Tra i siti italiani patrimonio dell’umanità che vogliamo passare in rassegna nelle pagine di questa rubrica, non possiamo non celebrare l’Orto Botanico di Padova il cui valore storico e scientifico ne fanno un esempio unico in tutto il panorama mondiale.

Che si trovi in Italia un sito UNESCO di tale importanza, non deve meravigliarci, non solo perché l’Italia è lo Stato che detiene il maggior numero di siti UNESCO nel mondo (ben 53), ma anche perché è la storia della medicina, che trova in Italia molti punti di riferimento, a darci le chiavi di lettura corrette per ricostruire il passato di questo magnifico luogo.

L’Orto Botanico infatti viene fondato per volere del Professore di “Lettura della materia medicinale”, Francesco Bonafede che, volendo dotare l’Università di Padova di un Hortus Semplicium, cioè di un giardino dei “semplici” (per “semplici” si intendevano i farmaci ottenuti dagli elementi naturali), porta la sua proposta di Orto Patavino in Senato Accademico il quale, con un decreto, ne sancisce la costituzione nel 1545.

Da quel momento, l’Università di Padova, già affermata nel panorama degli Atenei europei (è infatti la seconda Università a nascere in Italia nel 1222, dopo quella di Bologna), diventa centro di studio fondamentale per gli studenti di medicina. Questi, infatti, potevano istruirsi sulle caratteristiche morfologiche delle piante direttamente osservando le stesse e studiandone gli effetti nella cura delle malattie. Dunque centro di ricerca: laboratorio concepito ad uso didattico ma anche sperimentale.

Il Giardino della Biodeiversità, Orto botanico di Padova - Ph. A.B.
Il Giardino della Biodeiversità, Orto botanico di Padova – Ph. A.B.

L’Orto presenta ancora oggi la struttura originale di un grande cerchio recintato da alte mura che raccoglie al suo interno quattro settori in cui le piante sono disposte secondo la classificazione botanica di Engler (botanico tedesco dei primi anni del ‘900). Tale Hortus cinctus rappresenta il nucleo centrale e più antico del parco che negli anni ha visto allargarsi nelle aree limitrofe con la costruzione di serre, alcune delle quali così recenti da essere dotate di moderne tecnologie utili per regolare temperatura e areazione degli ambienti. Parliamo del Giardino della biodiversità: la parte più moderna del sito.

Nella zona più antica del giardino troviamo una serra che si sviluppa in verticale, costruita appositamente per la palma che ospita. Si tratta della famosa Palma di Goethe che fu oggetto di un interessante studio compiuto dall’intellettuale in occasione del suo primo viaggio in Italia (di cui ricordiamo decorre il duecentenario) e che fu pubblicato dallo stesso nel  Saggio sulla metamorfosi delle piante (1790). La palma costituisce il vegetale più antico dell’orto: teniamo presente che quando Goethe si trovò a studiarla (nel 1786) essa aveva già 200 anni di vita alle spalle.

Entrando nell’orto botanico di Padova fui abbagliato. Una palma a ventaglio attrasse tutta la mia attenzione. Le prime foglie che sorgeano dal suolo erano semplici, e fatte a lancia; poi andavano dividendosi sempre più, finché apparivano spartite come le dita di una mano spiegata.

Wolfang Goethe nel Saggio sulla metamorfosi delle piante, 1790

Foglie caratteristiche della palma di Goethe, Orto botanico di Padova - ph. A.B.
Foglie caratteristiche della palma di Goethe, Orto botanico di Padova – ph. A.B.

Per merito dell’ottima gestione portata avanti dai prefetti che si sono succeduti, nei secoli, ad amministrare la struttura sperimentale, oggi, l’Orto botanico di Padova raggruppa 6000 piante provenienti da tutto il mondo e coltivate in una superficie di circa 22.000 metri quadrati. Tra gli esemplari vegetali di maggiore interesse, perché storici, oltre alla Palma di Goethe ricordiamo la Ginkgo biloba e la Magnolia grandiflora provenienti la prima da dall’Asia orientale e la seconda dal sud-est degli Stati Uniti.

L’Orto Botanico di Padova rappresenta una tappa fondamentale del nostro viaggio attraverso i luoghi protetti dall’organizzazione internazionale perché crediamo incarni lo spirito stesso dell’UNESCO: negli anni ha saputo creare una rete internazionale di contatti tutta tesa non solo al raggiungimento di risultati scientifici, ma anche a conservare, in un luogo protetto, la cultura della biodiversità e della collaborazione tra scienziati di Paesi lontani, in pieno spirito pacifista.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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