#IncontrArti – La galleria Otto Zoo

Nome: Otto Zoo
Gallerista: Francesca Guerrizio
Anno di fondazione: 2008
Luogo: via Vigevano, 8, Milano
Sito: www.ottozoo.com
Upcoming show: TSSR, attraversare il paesaggio.

Invito mostra Family Guys, past exhibition
Invito mostra “Family Guys”, past exhibition

Iniziamo il nostro viaggio nelle gallerie milanesi con Otto Zoo, interessante realtà in zona Navigli.
Ad aprici le porte di Otto Zoo è Annika Pettini, la collaboratrice che si prende cura, da ormai due anni, della galleria di Francesca Guerrizio. Grazie a lei ci addentriamo nel mondo dell’arte contemporanea cominciando con la storia di questa galleria nata sui navigli di Milano, concepita da Francesca e Maurizio Azzali, suo compagno, nel 2008. Otto Zoo è nata con un intento preciso: proporre un approccio sperimentale e di ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea, concentrandosi sul lavoro degli artisti più giovani e includendo tutte le forme espressive. È una tendenza al provare nuovi progetti, spesso rischiando rispetto alle aspettative del mercato, quella scelta come linea guida dai due partner.
Tanti gli artisti presentati per la prima volta in una galleria, tanti gli artisti più conosciuti presentati per la prima volta in Italia: da Alexandra Catiere a Lillian Bassman, da Serena Vestrucci a Stephen Mueller, dai Masyequoia a Marion Baruch, da Giulio Squillacciotti a Jani Ruscica, da T-Yong Chung a Ebbe Strub Wittburg. E poi molti progetti speciali con Maria Morganti, Sebastiano Mauri, Marjolijn De Witt.

Per quanto riguarda esposizioni ed allestimento, quanto l’artista è coinvolto in questo aspetto? Come viene organizzato il “calendario” delle esposizioni? 
Annika: Stiamo lavorando molto su questo punto: molte cose stanno cambiando nel mondo dell’arte e l’artista ricopre sempre più spesso anche il ruolo di curatore/allestitore. Questo non solo perché le dinamiche si stanno modificando, ma anche perché l’artista sa come valorizzare al massimo i suoi lavori. Si cerca di distanziarsi dalla classica e affermata idea di galleria come white cube per cercare delle forme più accattivanti, coinvolgenti.
Lo stesso vale per il calendario che deve essere univoco, deciso e cadenzato. Ogni dettaglio contribuisce alla personalità della galleria e dello spazio e non bisogna trascurarlo.

Che tipo di rapporto instaurate con gli artisti? E con i collezionisti?
A: Gli artisti e i collezionisti spesso si somigliano: estrosi e creativi. Intrecciare rapporti con loro richiede sempre una grossa messa in gioco e un po’ di coraggio: l’altalena sale e scende ma senza preavviso.

Invito mostra TSSR, upcoming
Invito mostra TSSR, upcoming

Un’opinione sul mercato locale e la concorrenza tra le gallerie del territorio? Sarebbe possibile una collaborazione?
A: Sarebbe bella una collaborazione. Non si può negare che il periodo non è facile per nessuno e sarebbe bello se ci fosse maggiore cooperazione e meno ostruzionismo. La competizione è alta e spesso il piccolo mondo dell’arte gioca di voci e passaparola, che non sempre giovano al risultato finale: ovvero mostrare arte di qualità e lavoratori competenti e creativi.

Qual è l’aspetto, secondo te, più interessante e stimolante di questo lavoro? Quale quello più noioso?
A: Sicuramente la parte più stimolante è il rapporto con gli artisti e le loro opere, entrare in contatto con persone che fanno scelte di vita non convenzionali e molto stimolanti. È sempre interessante installare una mostra e creare rapporti di fiducia con i collezionisti che ci seguono. La parte non noiosa ma sicuramente più difficile è il dover essere sempre ovunque.

Progetti per il futuro?
A: Tanti.

Iniziando dal prossimo opening con il collettivo TSSR. Così nonostante la recente scomparsa di Maurizio Azzali, con la stessa energia e la stessa voglia di fare, i progetti espositivi di Otto Zoo continuano.

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

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By on ottobre 24th, 2016 in Articoli Recenti, Interviews, Visual & Performing ARTs

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