“La sindrome di Antonio”: l’ultimo amore di Albertazzi al cinema

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La sindrome di Antonio: l’ultimo amore di Albertazzi al cinema

La sindrome di AntonioL’ultimo viaggio di Giorgio Albertazzi nel cinema uscirà nelle nostre sale il 17 novembre con il titolo La sindrome di Antonio, che racconta a sua volta un viaggio, ma del giovane e ribelle Antonio, interpretato da Biagio Iacovelli. Il celebre attore, regista, drammaturgo, e poeta, scomparso il 28 maggio di quest’anno all’età di 92 anni, interpreta invece il ruolo di Klingsor, un uomo che alloggia in una locanda che sarà una delle tappe del percorso formativo del protagonista.
Chi è Antonio? Antonio è un sognatore, un seguace di Platone, che un giorno decide di prendere la 500 della madre alla volta della Grecia per trovare la “caverna delle ombre“, cioè il luogo supremo della conoscenza secondo il suo amato filosofo. Un viaggio alla ricerca del sapere quindi, nella terra dei grandi pensatori e artisti, e anche un viaggio che porta alla scoperta di nuove persone, tutte con la loro lezione, tutte con la loro storia da raccontare.
Ma chi sa davvero qual è la conoscenza pura? Probabilmente nessuno, o comunque ognuno ha la sua opinione in merito e in questo caso lo scrittore e regista Claudio Rossi Massimi, il quale ha tratto il film da un suo omonimo romanzo, ci ha offerto una visione interessante. Il protagonista del racconto, infatti, trova anche l’amore e forse è proprio questo a cui tutti gli esseri umani aspirano, tutti spinti da quel profondo desiderio di provare emozioni forti, di avere accanto qualcuno con cui condividere la propria vita.

giorgio-albertazzi-1Giorgio Albertazzi è ricordato principalmente per la sua attività teatrale, nella quale ebbe spesso a che fare con l’amore e in particolare con le tragedie shakesperiane. Il suo debutto cinematografico risale al 1951, quando recitò nel primo film di Leonardo Cortese Articolo 519 Codice Penale, in cui più che l’amore entra in gioco la seduzione. Anche in L’anno scorso a Marienbad (1961) di Alain Resnais si parla del rapporto tra un uomo e una donna, tra lo straniero interpretato proprio da Albertazzi e la donna che lui sostiene di aver conosciuto l’anno precedente nella cittadina di Marienbad in Repubblica Ceca.

L’Albertazzi regista cinematografico portò alla luce un solo e unico film, intitolato Gradiva (1970), in cui è ancora una volta importante l’amore, o meglio la ricerca del primo amore da parte di un giovane archeologo, che torna all’adolescenza quando incontra dopo molto tempo una sua amica d’infanzia, interpretata dalla sensuale Laura Antonelli. L’opera, purtroppo, andò incontro a diversi problemi tra cui la censura, non arrivando mai in sala perché costruita su un impianto troppo teatrale e quindi più adatta per la televisione.

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Albertazzi con Pia Tolomei di Lippa

Amore al centro di tutto quindi, a teatro, al cinema, e anche nella vita privata, con la sua attrice Anna Proclemer e con la nobile di Firenze Pia Tolomei di Lippa. Quest’ultima ha accompagnato Giorgio Albertazzi negli ultimi periodi, quando nonostante l’età riusciva ancora a recitare, a incantare con la sua voce da grande oratore e addirittura a ballare davanti a una telecamera. Nonostante la sua maggior propensione verso il mondo del teatro, Albertazzi ha dato tanto anche al mondo del cinema, e ora abbiamo l’opportunità di vederlo per l’ultima volta sul grande schermo, a professare ancora l’amore, attraverso la sua profondità d’animo, attraverso il viaggio di quell’Antonio che rappresenta quello spirito ancora giovane e indomito che annida in ognuno di noi.

Giorgio Albertazzi (Fiesole, 20 agosto 1923 – Roccastrada, 28 maggio 2016).

Mattia Lobosco per MIfacciodiCultura

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