“Digitalife”: l’interazione tra le discipline artistiche oggi

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Digitalife: l’interazione tra le discipline artistiche oggi

3d-water-matrix-st-ll-shiro-takatani-2016Digitalife: Immersive Exhibit è il titolo della mostra inaugurata a Roma l’8 ottobre presso gli spazi de La Pelanda – Centro di produzione culturale. L’esposizione, come lascia intendere il titolo, è dedicata alle arti digitali e alla loro interazione con realtà e virtualità. Una vera e propria full immersion di visioni artistiche che le opere sono in grado di assumere attraverso la tecnologia. L’impatto che questa ha avuto nell’arte contemporanea ha suscitato dei cambiamenti sotto tutti i punti di vista. È attraverso la tecnologia che molti artisti contemporanei riescono a costruire ad hoc le loro opere manipolando contesti reali. Ma non è tutto. Attraverso l’uso della tecnologia l’artista è in grado di manipolare la nostra visione suscitando emozioni altrimenti impossibili. La cultura digitale si sta impossessando di noi e l’arte per suo conto non ne è rimasta indifferente.

Fluidità, immersione e de-virtualizzazione sono le parole che meglio descrivono le impressioni che questa esibizione vuole ottenere. Ad affermarlo è il curatore: Richard Castelli, figura chiave per l”arte contemporanea e per le sperimentazioni che ne derivano. Le opere in mostra si snodano in percorsi il cui filo conduttore imprescindibile è la sinestesia. Essere in grado di percepire un’opera attivando tutti i nostri sensi è fondamentale. Il movimento che per primo cercò questo tipo di effetto fu il futurismo. Allora i tempi non erano abbastanza maturi nonostante i futuristi ci abbiano provato parecchio. Oggi invece questo concetto è finalmente possibile grazie alle infinite possibilità offerte dall’evoluzione tecnologica.

digitalife_immagine_evidenzaLe figure di riferimento che sono state selezionate dal curatore contribuiscono a trasmetterci proprio questo tipo di sensazione. Stiamo parlando di Shiro Takatani, Christian Partos, Kurt Hentschläger e il collettivo italiano NONE.

Tra gli obiettivi di questi artisti c’è l’interazione tra spazio reale e spazio virtuale. L’intenzione è quella di lasciare che lo spettatore si lasci trasportare in un contesto atemporale. Lo spazio, per suo conto, assume una nuova prospettiva e non è più legato al tempo. Si è completamente immersi in un altrove in bilico tra l’utopico e l’allucinatorio.

Parlare oggi di interazione in ambito artistico è un concetto fondamentale. Gran parte degli artisti ricercano nelle loro opere uno scambio attivo con lo spettatore che diviene una parte fondamentale dell’opera. Attraverso esperienze tattili, visive, olfattive gli artisti cercano di fare in modo che lo spazio reale e lo spazio virtuale si interscambino continuamente cercando un dialogo in continua evoluzione. Interagire vuol dire letteralmente provocare una serie di azioni e reazioni. Relazionarsi e subire degli effetti. Questo è ciò che accade attraversando le opere esposte a La Pelanda. L’azione è mossa dall’istallazione che invita a reagire. Ognuno lo fa a suo modo ed è questo il grande traguardo dell’arte di oggi: la varietà di effetti indotti.

kurt_hentschlager_zeeShiro Takani presenta ST/LL: opera nata per la macchina 3D Water Matrix da lui stesso realizzata. Si tratta di  una macchina robotizzata che scolpisce sculture d’acqua in tempo reale. La sensazione è una continua illusione di forme e immagini. A utilizzare questa stessa macchina come uno sculture è invece Christian Partos. L’opera usa le 900 valvole per creare figure che abitano lo spazio in una danza fluida.

Kurt Hentschläger,artista tedesco sperimentatore nell’ambito dei linguaggi elettronici e digitali presenta  Zee. L’opera ospita gli spettatori in un ambiente nebbioso, in cui non si riconosce e individua neppure il vicino più prossimo stimolando la nostra allucinazione.

Infine l’opera degli italiani NONE (Gregorio De Luca Comandini, Mauro Pace e Saverio Villirillo). Deep Dream_Act II è una riflessione sull’immaginario digitale collettivo come espressione del voyerismo più subdolo.

Il percorso espositivo Digitalife: Immersive Exhibit è affiancato da una serie di eventi e concerti musicali.

Flavia Annechini per MIfacciodiCultura

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