“A Life in Death” al FFE: quando il cancro non divide ma unisce

0 782

A Life in Death al FFE: quando il cancro non divide ma unisce

A Life in DeathPoche mostre al Festival della Fotografia Etica di Lodi (8-30 ottobre) sono toccanti come A life in death. Emozionante non solo per il contenuto ma soprattutto per la fotografa che racconta, tramite scatti in bianco e nero, una vicenda che colpisce a fondo l’animo dello spettatore. Essa è Nancy Borowick e, nel corso degli anni, ha immortalato momenti quotidiani dei suoi genitori. Al padre Howie era stato diagnosticato un tumore inoperabile del pancreas al quarto stadio mentre la madre Laurel da 17 anni combatteva contro una neoplasia maligna della mammella.

A Life in death: vita e morte nelle stesse stanze

La storia non finisce bene, lo spettatore è avvisato. Purtroppo il padre muore un anno dopo la diagnosi del tumore, la moglie un anno dopo il lutto del coniuge. Grazie a Nancy Borowick lo spettatore entra in punta di piedi, quasi vergognandosi per tutte le volte che al minimo problema esclama «Come è orribile la vita!» L’esistenza non è semplice: Laurel e Howie hanno lottato assieme, sapendo che purtroppo il tempo a loro disposizione stava per finire. Entrambi si adeguano alla malattia, godono di ogni istante che possono, come può essere una giornata al mare in Florida o il matrimonio della figlia. Howie in una foto cerca di esorcizzare la paura (sua come quella della sua famiglia) con balletti divertenti, come se il problema fosse distante, quasi non dovesse giungere mai. Laurel è una pianta impossibile da sradicare, il suo senso dell’umorismo e la sua gioia di vivere non sono stati mai intaccati dalla malattia. I momenti di chemioterapia passati assieme mano nella mano sono l’immagine simbolo del loro rapporto.

Il 7 dicembre 2013. L’inizio della fine

relax-in-florida-1Questa è la data della morte di Howie. Verrà sepolto con la maglia della sua squadra di baseball preferita e il suo cappello preferito, come per ricordare i momenti felici passati. È un colpo troppo duro per Laurel che si lascia lentamente sovrastare da un male troppo grande per lei. Aveva passato metà della sua vita con il suo amato e purtroppo il destino ha deciso di portarlo via nel momento in cui la malattia si stava aggravando. Poco per volta diventa sempre meno autonoma (toccante la foto della posta accumulata nella casella delle lettere, lei che era sempre puntuale a ritirarla), rendendola incapace di comunicare con i figli e conoscenti. Morirà il giorno prima dell’anniversario della morte di Howie, il 6 dicembre 2014.

Cosa lascia allo spettatore la mostra?

Ho fotografato i miei genitori per mantenere la loro memoria e per catturare la loro essenza e forza in un momento così triviale. Tutti vogliono trovare uno scopo nella loro vita. Il fine ultimo dei miei genitori si è realizzato in questo momento, nel dono che mi hanno fatto di poter raccontare la loro storia, una storia d’amore, la storia della nostra famiglia e l’eredità morale che hanno lasciato. Quando il tempo si ferma, qual è stato lo scopo di tutto ciò? Lo hanno fatto per noi.

Nancy Borowick

Il visitatore è scosso. È scosso per come è finita e per come possa essere lontano da capire il senso della vita. Eppure Nancy Borowick ha regalato un ritratto favoloso dei suoi genitori, mai arresi nonostante le orribili malattie. Il loro affetto e la loro gioia li hanno accompagnati fino a quei giorni tristi di dicembre, facendoli superare le avversità della chemioterapia. Howie e Laurel hanno dimostrato che finché c’è amore, ci può essere la speranza.

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.