Cinquant’anni dall’alluvione fiorentina: un libro la ricorda

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Cinquant’anni dall’alluvione fiorentina: un libro la ricorda

alluvione_firenze_17-1A cinquant’anni dall’accaduto, esce nelle librerie italiane Firenze 1966: l’alluvione. Risorgere dal fango, il nuovo libro a cura dei giornalisti Franco Mariani e Mattia Lattanzi per commemorare, attraverso fotografie e testimonianze, la tragica giornata che vissero i cittadini fiorentini durante la gelida e devastante alluvione che inondò la bella città rinascimentale, culla dei più grandi artisti della storia italiana.

«Smette, ora smette per forza», dicevano i fiorentini riferendosi alla pioggia, nei giorni precedenti all’inondazione. Senza dubbio l’autunno del 1966 fu particolarmente piovoso, ma le violente precipitazioni che si stavano verificando nel capoluogo toscano non lasciavano ad intendere che stessero portando con sé una conseguenza ben più grave di una semplice tempesta autunnale.

alluvione_firenze-1La vita scorreva normalmente tra i vicoli ed i negozi  della città. Tutti quanti si preparavano a trascorrere con le loro famiglie il giorno di festa nazionale del  4 novembre, volta a commemorare la vittoria italiana durante la Prima Guerra mondiale. E poi la catastrofe. Erano circa le 10 del mattino quando l’Arno straripò ed invase con tutta la sua furia e violenza le strade della città, fino ad insinuarsi nelle sue parti più recondite. Un evento che scatenò il panico tra i cittadini, dato che la città di Firenze non assisteva ad un alluvione di tale forza da ben più di cento anni.
Oltre agli edifici e le strade resi inagibili, si perse gran parte del patrimonio artistico e culturale della città. L’acqua ed il fango arrivarono fino agli Uffizi, Santa Croce, la Biblioteca Nazionale ed i musei Archeologico e del Bargello, e portarono via tra le loro onde furiose i capolavori del Botticelli, Paolo Uccello, Vasari ed il crocifisso di Cimabue.

Firenze 1966: l'alluvione. Risorgere dal fango
Firenze 1966: l’alluvione. Risorgere dal fango

In questo grande libro fotografico si vuole quindi ripercorrere la vita di quei giorni, in cui Firenze fu assediata dal fango e della disperazione dei cittadini, che si ritrovarono a camminare in una città trasfigurata, segnata dalla forza devastatrice dell’alluvione e la cui bellezza aveva lasciato il posto al disincanto ed all’amarezza di chi, coscientemente, si sente impotente di fronte alla forza implacabile della natura.
Quelle ore apocalittiche sono qui ricostruite grazie alla raccolta di testimonianze, documenti e foto, effettuata dai due giornalisti. Tra le voci del coro emergono anche quella di Piero Bargellini, il Sindaco in carica durante l’alluvione, il direttore del carcere delle Murate, i bottegai ed i cittadini. Una panoramica completa, quella che cercano di fornirci i due ideatori del libro, che ci offrono ora le testimonianze dei più giovani, ora quelle dei più anziani. Un affresco ricco dei più diversi strati sociali della popolazione fiorentina, che vuole mettere in luce i sentimenti e le emozioni provate dai veri protagonisti di quei giorni: i cittadini.

Una testimonianza collettiva, alla quale fanno da cornice le foto scattate in quei giorni dai fotografi più audaci, che mette in luce lo spirito dei fiorentini che, dopo la catastrofe, è risorto dal fango senza lasciarsi piegare dalle forze devastatrici della natura.

 

Martina Baronti per MIfacciodiCultura

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