Se dici Rock & Roll dici Chuck Berry

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Se dici Rock & Roll dici Chuck Berry

Chuck BerryRicordate la scena di Ritorno al Futuro dove Marty McFly suona al concerto di fine anno scolastico? Dopo che il padre ha steso Biff Tannen e riconquistato l’amata? Marty, che per chi non avesse visto il film (anche se non capisco come sia possibile) arriva dal futuro. Bene, la canzone che decide di suonare è Johnny B. Goode di Chuck Berry. Ovviamente la canzone ha subito successo, almeno finché Marty non si lascia andare all’entusiasmo in un lungo assolo Power Metal, lasciando perplessi i ragazzi presenti, cosa più che plausibile considerando che il tutto è ambientato negli anni Cinquanta. Al di là della comicità della scena, e  della bellezza del film scritto e diretto da Robert Zemeckis, penso che l’immagine di questa canzone che arriva dal futuro rappresenti in pieno quella che è stata, nella storia della musica, la rivoluzione portata da Chuck Berry.

Charles Edward Anderson Berry nasce a Saint Louis il 18 ottobre del 1926. Charles vive con la sua famiglia nel quartiere benestante di Saint Louis chiamato The Ville. Il padre è un imprenditore nonché diacono della locale chiesa battista. Pur provenendo da una situazione agiata Charles ha però la tendenza a frequentare brutte compagnie (come direbbe mia nonna). Si mette spesso nei guai, quello più grande è un furto d’auto che gli è costato una condanna per rapina a mano armata e diversi anni di riformatorio. Spesso Berry si troverà nella sua vita a scontrarsi con il sistema giudiziario americano, risultando quasi sempre colpevole e scontando diverse pene, dal carcere ai servizi sociali.

Chuck BerrySullo scenario di queste disavventure Chuck, come viene soprannominato, coltiva assiduamente la passione per la musica, in particolare per la chitarra (la sua Gibson ES-335 cherry red diventerà parte integrante della sua figura di artista). A metà degli anni Cinquanta, sotto raccomandazione di Muddy Waters (padre indiscusso del blues) Berry si reca a Chicago, per iniziare una collaborazione con la Chess Records, fucina da cui si gettarono le basi per la nascita e lo sviluppo del Blues. Per questi motivi Chuck era convinto che alla Chess Records interessassero i suoi brani blues, difatti si presentò con questi alla casa discografica. Leonard Chess, proprietario dell’etichetta discografica, invece si dimostrò più interessato ad alcuni pezzi in particolare del repertorio di Berry. Delle canzoni che, già suonate nei locali notturni di Saint Louis, fecero prima deridere Chuck dal pubblico, ma che a poco a poco vennero sempre più richieste. Queste canzoni erano il Rock and Roll.

Quello che fece Berry, e che portò una così devastante risoluzione nel mondo della musica, fu fondere il Blues intimo e potente degli afroamericani con il Country estroverso e gioioso degli angloamericani. Generando difatti il genere Rock and Roll. Una musica allegra, veloce, elettrizzante che poteva essere ballata. Forse, come afferma lo stesso Berry nella sua autobiografia, fu proprio questa la svolta. Per la prima volta i ragazzi che trascorrevano le serate nei locali potevano ballare e scatenarsi al ritmo veloce di questo nuovo genere.

LChuck Berrya produzione musicale di Chuck Berry si concentra principalmente tra metà degli anni Cinquanta e metà dei Sessanta, anche se i brani di successo si racchiudono nel periodo che va dal 1955 al 1959. I capolavori di Berry, che gli sono valsi lodi e riconoscimenti da tutto il Mondo (soprattutto dai lungimiranti inglesi), sono Maybellene, Roll Over Beethoven, School Days, Rock and Roll Music, Sweet Little Sixteen e Johnny B. Goode.

Il 1963 fa da spartiacque nella vita di Berry. Finito in carcere per l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con una ragazza minorenne nel 1959, Berry ottenne una riduzione di pena nel 1961 dopo che chiese di riesaminare il caso perché inficiato da pregiudizi razzisti. Due anni dopo, scontata la pena, la figura di Chuck Berry ebbe un sorta di rivalsa. Grazie soprattutto all’interesse dimostrato per la sua musica da gruppi inglesi come i Beatles, i Rolling Stones che durante i loro concerti proponevano cover dei brani di Berry, o come i Beach Boys che con il brano Surfin’ USA (reinterpretazione non autorizzata di Sweet Little Sixteen, che costò al gruppo di Los Angeles 1 milione di dollari) scalarono le classifiche.

Negli anni successivi Chuck Berry continuò a suonare in giro per il Mondo, cosa che prosegue ancora oggi. Alla veneranda età di novant’anni mister Berry vive come ha sempre fatto, portando l’originale Rock and Roll a spasso, su e giù dai palchi. Forse combinando meno disastri che in gioventù. Forse.

https://www.youtube.com/watch?v=LvKDr8AgvK8

Damiano Sessa per MiFaccioDiCultura

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