La Grande Brera: dopo 113 anni la Porta Gregotti apre i battenti

0 1.260

La Grande Brera: dopo 113 anni la Porta Gregotti apre i battenti

james-nuovo-ingresso-1Alle ore 11.00 del 13 ottobre 2016, il portone principale di accesso alla Pinacoteca di Brera, è stato aperto dopo ben 113 anni. La Porta Gregotti che si affaccia sulla Sala Maria Teresa della Biblioteca Braidense, è stata reinvestita del suo ruolo e contemporaneamente l’orologio sovrastante ha ripreso a suonare. Si tratta di magia? No, si tratta dell’ultimo tassello della riorganizzazione del polo culturale milanese avviata da James Bradburne, da pochi mesi direttore della Pinacoteca e della Braidense. La rivoluzione è in atto. Si è cominciato dalle didascalie, dalla nuova collocazione del Cristo Morto di Mantegna e da alcune sale ridipinte. Il direttore punta in alto: riallestimento di tutte le 38 sale in tre anni, nuova biglietteria, caffetteria e bookshop. 

Il nuovo ingresso della Pinacoteca entrerà in funzione una volta completati i lavori di realizzazione del centro di accoglienza con biglietteria, punto di informazioni, guardaroba e spazio per la vigilanza. Cento anni fa la porta veniva usata, in base al progetto di Giuseppe Piermarini (l’architetto della Scala), come accesso alla sala Maria Teresa della Biblioteca nazionale braidense. Per la prima volta diventa l’ingresso principale della Pinacoteca. Il progetto è di Vittorio Gregotti, che ha disegnato l’infisso in metallo brunito realizzato nel 2001. Già negli anni ’80, con il soprintendente Carlo Bertelli aveva per primo ipotizzato l’utilizzo della porta centrale come entrata. All’inaugurazione era anche presente il ministro della Cultura Dario Franceschini che afferma:

quello che si celebra oggi non è solo un fatto materiale, ma anche simbolico. Brera è un museo straordinario che ha la più grande potenzialità di crescita insieme a quello di Capodimonte. Nei suoi certo, non vastissimi spazi, sono ospitati capolavori assoluti come Lo sposalizio della Vergine di Raffaello, Il Cristo morto di Mantegna e La cena in Emmaus di Caravaggio.

conferenza-stampa-1Un atto simbolico quello celebrato oggi dal padrone di casa, il direttore della Pinacoteca James Bradburne, con tanto di taglio di nastro da parte del Sindaco di Milano Giuseppe Sala. E’ una porta che si apre sulla Grande Brera, un progetto fortemente voluto da James Bradburne.

La Grande Brera è una visione di Brera nel cuore della sua città che prevedere la riqualificazione del Palazzo con caffè, shop, attività per le famiglie e un nuovo accesso all’Orto Botanico e all’Osservatorio, e con l’apertura nel 2018 di Palazzo Citterio. Questo farà di Milano, insieme al Museo del 900 e la GAM la capitale dell’arte moderna italiana. Io credo che l’atto simbolico di oggi è di abbracciare Milano, questo è un nuovo legame con la città e questa è chiaramente la porta. Chi può dire che questa non sia la porta centrale. E’ dunque il frutto di tutta una serie di riflessioni e abbiamo colto l’opportunità di creare una nuova area per l’accoglienza, un nuovo banco informazioni e nuove sedute. Andiamo cioè verso una accoglienza aumentata dei nostri ospiti che sono i nostri visitatori.

Questo primo passo è finalmente una risposta concreta alle esigenze del visitatore contemporaneo, che sempre di più è in cerca di esperienze soddisfacenti. Spesso noi italiani non capiamo che la soddisfazione dei visitatori durante la visita non è connessa soltanto alle meravigliose opere che le nostre istituzioni culturali preservano e custodiscono ma ai servizi che offrono, elementi fondamentali per la costruzione di reputazione e di fidelizzazione nella mappa mentale delle aspettative dei diversi pubblici. I nostri musei, e Brera sta cominciando a farlo, devono implementare un percorso di customer experience management utile al museo sia per sviluppare, sia per migliorare i processi e le modalità di interazione con i visitatori. Bisogna inoltre sottolineare l’importanza di mantenere l’attenzione sui bisogni del pubblico, eliminando le barriere all’entrata, oltre che incentivando nei visitatori il senso di appartenenza e la voglia di conoscenza. Accessibilità e accoglienza rappresentano infatti il primo biglietto da visita di ogni museo. I temi dell’accessibilità prima e dell’accoglienza poi, diventano fondamentali per i nuovi scenari del pubblico museale: una visita che nasce “per caso” nelle scelte del consumatore culturale può non essere totalmente casuale qualora il museo si sia adoperato per promuovere una politica di accesso che faccia percepire un tempo impiegato bene. La presenza di servizi di accoglienza e di ospitalità adeguati ed efficaci quindi gioca un ruolo chiave non solo durante la visita, ma anche in fase successiva, concorrendo a determinare il gradimento complessivo dell’esperienza.

Il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschin (C), l'architetto Vittorio Gregotti (D) e il direttore della Pinacoteca di Brera, James Bradburne in occasione dell'inaugurazione a Brera della Porta Gregotti, il nuovo ingresso centrale della pinacoteca, 13 ottobre 2016.  ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO
Il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, l’architetto Vittorio Gregotti e il direttore della Pinacoteca di Brera, James Bradburne

Per quanto riguarda la Pinacoteca di Brera, i problemi logistici e i disservizi erano diversi. I primi problemi riguardavano l’entrata. Per anni si è creduto che, per problemi di temperatura all’interno del museo, la porta principale sarebbe rimasta chiusa per sempre. I visitatori quindi, erano costretti a passare dal bookshop, che in teoria dovrebbe essere l’ultima sala della visita, per poi arrivare alla biglietteria. La biglietteria, molto sacrificata, si estendeva in lunghezza e non era adatta a contenere flussi massicci di visitatori che dopo aver acquistato il biglietto si trovavano direttamente nella prima sala. Adesso il direttore innalzando una porta di ingresso trasparente e automatica che ci introduce nelle sale, è riuscito a sancire un inizio della visita, che da prestigio e ordine ai visitatori.

James Bradburne, sulla scia dei grandi musei internazionali, sta poco per volta rivoluzionando la nostra Brera. Con piccoli ma necessari cambiamenti che fanno la vera differenza nell’esperienza di visita. Sta finalmente tenendo conto di tre concetti fondamentali: l’accoglienza, l’accompagnamento e il coinvolgimento dei visitatori. Sta creando un dialogo con il pubblico, avvalendosi di strumenti tecnologici e non solo, puntando alla partecipazione dei giovani, ma sta soprattutto lavorando alla creazione di un’esperienza unica e indimenticabile per il pubblico italiano ma anche internazionale. Quello che è evidente è che una tale strategia non può essere il frutto di un singolo ma deve avvalersi di svariate professionalità e deve basarsi sul coordinamento di tali professionalità, tutte cose che stanno avvenendo in questi mesi a Brera. Speriamo si continui cosi. Come si dice… chi ben comincia è a metà dell’opera.

Qui il video dell’inaugurazione

Laura Cometa per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.