Kengiro Azuma e la fede nella scultura

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Kengiro Azuma e la fede nella scultura

Kengiro AzumaSi è spento nella notte Kengiro Azuma, artista giapponese ma milanese d’adozione, che da 60 anni viveva e lavorava in Italia. Classe 1926 e una tempra d’animo incredibile, che seppe rafforzare nel corso della sua vita lunga 90 anni, la sua ultima grande retrospettiva risaliva al 2010 a Matera.

Kengiro Azuma è un artista che si è formato negli anni più difficili del secolo scorso: da diligente e ispirato studente abbandonò gli studi classici per servire la patria, arruolandosi in aeronautica e servendo così convinto il suo Impero, seguendo anche il corso per diventare kamikaze. Una forte fede nella propria nazione è quello che lo guiderà fino a quel fatidico 1945 in cui l’imperatore smentirà la sua natura divina. Per Azuma è una cocente delusione, che però lo guida con una nuova determinazione verso il mondo a lui completamente nuovo dell’arte.

In particolare scopre la materia e la capacità di plasmarla, anche se da subito è attratto da una filosofia artistica legata alla natura e agli “opposti universali”: pace e guerra, nord e sud, spirito e materia. Azuma li ritiene complementari e indissolubili, coesistenti.

kengiro_azumaSoprattutto, il valore del vuoto è per l’artista fonte di inesauribile creazione e ispirazione; egli sostiene che tutte le cose che noi valutiamo e cerchiamo di ottenere, le ricerchiamo per il vuoto di cui queste dispongono, che può essere fruito dall’uomo e dalle sue idee e azioni. Un appartamento, un bicchiere, un contenitore, hanno importanza in quanto detengono del vuoto da poter colmare.

Una visione a metà strada tra il religioso e il meramente pratico, quella di Kengiro Azuma è anche una ricerca culturale che si incontra con quella di celebri artisti italiani, in quanto egli risiede in Italia fin dagli anni Cinquanta.

C’è anche un interesse politico nel suo credo: che cerca di prendere le distanze da quegli stessi anni Cinquanta e con essi dal consumismo di fine Novecento, avvicinandosi sempre più a una natura scevra da sistemi artificiali. La crisi economica viene affrontata come crisi dell’uomo, che dovrebbe imparare un rinnovato modo di vivere, già in tenera età.

gocciaBronzo, granito, pietra, legno: è importantissimo anche il materiale, che esprime e trasmette con poesia il sogno, il desiderio che Azuma porta con sé. Un altro notevole simbolo è la goccia, “forma perfetta che in un attimo si crea e in un attimo sparisce”: interessante e arcana perché presenta il ciclo della vita in una dimensione minuscola e compie un viaggio invisibile ai nostri occhi, da secoli.

Quello che colpiva e continua a colpire di questo scultore è la grande forza e grande fede nella sua stessa visione del mondo, così semplice e allo stesso tempo così sentita e vissuta. Un artista che è quasi un sacerdote del suo tempo, pacato nei gesti e nelle forme, sperimentale nella ricerca di nuove vie:  nell’arte di Kengiro Azuma traspare un forte tradizionalismo legato ai suoi luoghi d’origine e una grande sapienza e aderenza al concettuale occidentale, aspetti che non contrastano ma trovano una perfetta soluzione di continuità.

Gaia Boldorini per MIfacciodiCultura

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