Back toDay. 16 ottobre

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Il 19 giugno avevo parlato di morti tragiche – in particolare esecuzioni – che hanno ispirato opere d’arte. Anche allora avevo commentato che la soddisfazione era molto ridotta per i giustiziati, ma non per i beneficiari delle opere. Duecentoventatré anni fa Maria Antonietta d’Asburgo (1755-1793) saliva sul patibolo, evitando con alterigia di degnare del proprio sguardo quel popolo che era riuscita a tagliar fuori dalla propria vita negli anni dorati di Versailles. Tra il pubblico tumultuante c’era Jacques-Louis David che abbozzava sul suo quaderno la nuova veste della ex-regina condannata, coi capelli tagliati malamente fino alla nuca e insaccata in un vestitaccio.

Il 16 ottobre del 1834 offriva un altro spettacolo raggelante e interessantissimo: in questa data il Palazzo di Westminster veniva sventrato dalle fiamme; galvanizzato dal sublime incendio, J.M.W. Turner si calava in una barchetta per avvicinarsi alla girandola infuocata che si specchiava nel Tamigi. Cotanta abnegazione ha fatto di Turner un faro (e a momenti pure una torcia umana) nella vita di ogni pittore.

 

Tra l’altro il grande Wilde / nasceva in questo dì;

si sa che pure lui / non troppo ben finì.

Ma invero la sua morte / aveva un suo perché,

poiché un capolavoro / ambiva far di sé.

[«O si è un’opera d’arte o la si indossa»]

 

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

 

 

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