A Gallarate i 50 anni del MA*GA: una mostra poetica li celebra

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A Gallarate i 50 anni del MA*GA: una mostra poetica li celebra

L'allestimento del 15 ottobre 1966
L’allestimento del 15 ottobre 1966

Il 15 ottobre 1966, in due appartamenti attigui di via XXV Aprile a Gallarate, viene inaugurata la Civica Galleria d’Arte Moderna, dal 2010 ribattezzata MA*GA con lo spostamento nell’attuale e prestigioso polo museale in via De Magri 1, sempre a Gallarate: oggi, 15 ottobre 2016, il MA*GA compie 50 anni. Per festeggiare il mezzo secolo è stata inaugurata una mostra, Ritmo sopra a tutto. Cinquant’anni di storia e arte al MA*GA, curata con un taglio peculiare dal poeta Franco Buffoni.

Ritmo sopra a tutto è un’esposizione al contempo artistica e poetica, in cui una selezione di opere della vasta collezione del MA*GA dialoga con la poesia, con risvolti molto interessanti sia per quanto riguarda la ricerca verbo-visuale, sia per le nuove forme ibride di arte, quelle dal lato più sperimentale, meno narrative. La mostra, al MA*GA fino al 5 febbraio 2017, segue una linea cronologica e tematica. Apre il percorso la sezione dedicata al Movimento Arte Concreta (di cui il museo possiede gli archivi), movimento di orientamento geometrico fondato a Milano nel 1948 e che in questa esposizione si raffronta con la poetessa Amelia Rosselli e il suo poemetto La libellula.

Si passa poi in una sezione rivolta ad un contesto più concreto, intimo, quello della quotidianità e dello sguardo sul paesaggio, in cui Montale e Pavese accompagnano, tra gli altri, Mario Sironi, Giorgio Morandi, Felice Casorati. Dalla geometria, dalla ricerca pura, ci si sposta su un piano evocativo, di sguardo verso l’esterno e di ombre, ma anche di denuncia, come in L’accusa di Ernesto Treccani. L’ambiente sta drasticamente cambiando, la città si fa selvaggia, l’artista spaesato.

ugo-la-pietraÈ il tempo dell’attesa, «siamo tutti sospesi» recita Vittorio Sereni in Terrazza (1941), è il tempo della gestualità, dello spazialismo, del tempo e dello spazio che si arrestano con Ennio Morlotti e Lucio Fontana. Dopo queste ricerche la parola non solo accompagna le opere, ma entra dentro le opere, con la Poesia Visiva: il messaggio si fa potente attraverso l’accompagnamento della pittura e siamo ormai nella stagione delle Neoavanguardie. Anni ’60 e ’70 significano anche militanza, contestazione, grandi battaglie, emancipazione. La speranza di un grande futuro dopo la rivoluzione fa a botte con i risvolti più subdoli della contemporaneità, con il malumore e il pessimismo. Ci si avvicina dunque all’arte degli ultimi decenni, con nuovi mezzi espressivi – con il meccanismo per cui spesso è il processo stesso a costituire l’opera – e nuove tecnologie, le prime opere multimediali di Studio Azzurro, i video di Luigi Presicce, la fotografia di Adrian Paci.

Il MA*GA per i suoi 50 anni ha inoltre ricreato l’atto della sua nascita, quel 15 ottobre 1966 con le 123 opere donate dal Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, il primo nucleo di quello che oggi chiamiamo MA*GA, la cui collezione si arricchisce di anno in anno per testimoniare la scena artistica nazionale dalla metà del ‘900 ad oggi. Oggi, con lo stesso allestimento del 15 ottobre 1966, è stata ricreata la prima esposizione storica del museo cittadino. In quella data venivano esposte le opere delle prime sette edizioni del Premio e quelle dell’ottava, l’idea di un museo contemporaneo prese corpo e non ci si fermò più.

locandinaNon ci si fermò nemmeno quando nel 2013 il MA*GA rischiò di essere distrutto da un incendio: l’attività espositiva continuò negli spazi della Triennale di Milano e della Villa Reale di Monza. Il cuore dell’istituzione batteva ancora forte. Un grande impegno e amore per la cultura ha fatto sì che il MA*GA continuasse ad arricchirsi di arte, festeggiando i suoi 50 anni insieme a chi continua a sostenere quel progetto.

Ritmo sopra a tutto. Cinquant’anni di storia e arte al MA*GA
a cura di Franco Buffoni
Museo MA*GA, via De Magri 1, Gallarate
Dal 15 ottobre 2016 al 5 febbraio 2017

Annalisa La Porta per MIfacciodiCultura

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