Moda e letteratura: due mondi diversi uniti nella personalità di Coco Chanel

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Moda e letteratura: due mondi diversi uniti nella personalità di Coco Chanel

La vita che conduciamo non è mai granché, la vita che sogniamo è invece la grande esistenza, perché la continueremo oltre la morte.

coco-chanel-1Con questo appunto scritto a mano da Gabrielle Chanel, tratto da L’iniziazione sentimentale di Josèphin Péladan, si apre la mostra che Venezia, presso la Ca’ Pesaro, dedica a questa grande stilista: Culture Chanel. La donna che legge. L’esposizione è il nuovo capitolo della collezione di mostre Culture Chanel curate da Jean-Louis Fromet e realizzate con il sostegno della maison francese, che, con un tema ogni volta differente, raccontano la storia di Gabrielle Chanel e della casa di moda da lei creata.

L’argomento di questa esposizione riguarda il rapporto tra mademoiselle Coco e la letteratura: in effetti quando si parla di lei non si pensa di certo ad un libro, quindi che legame potrà mai esserci tra una celebre stilista parigina e la letteratura? Il legame c’è ed è più stretto di quanto si possa pensare.

Gabrielle Chanel, Coco come si faceva chiamare, amava molto leggere come testimonia la ricchissima biblioteca presente nel suo appartamento al 31 di Rue Cambon a Parigi. I numerosi libri che possedeva hanno rappresentato per lei una guida fondamentale; è tramite ad essi che Coco inizia a modellare la sua personalità, a sognare il suo destino aprendo gli occhi sul mondo, a fare della sua vita quasi un romanzo. Grazie ai libri nasce Chanel. I libri l’hanno accompagnata in ogni tappa del suo percorso, dall’infanzia all’orfanotrofio di Aubazine, dove fu abbandonata dal padre all’età di 12 anni, all’incontro con il suo primo e indimenticabile grande amore Boy Capel, alla consacrazione come icona del mondo della moda ed infine alla sua morte.

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Chanel e Boy

Grazie anche alle frequentazioni con autori a lei contemporanei come Pierre Reverdy, Max Jacob o Jean Cocteau, i quali le dedicano numerose poesie, Chanel sviluppa sempre di più questo suo attaccamento nei confronti della letteratura, in particolare della poesia, che riesce abilmente a trasfigurare nella modernità della moda da lei creata.
L’incontro con Arthur “Boy” Capel è significativo: gentleman inglese appassionato di letteratura, con lui Coco instaura una relazione molto passionale. Boy le regala un quaderno in cui, appositamente per lei, ha racchiuso alcuni dei suoi appunti e riflessioni sui libri che le ha fatto conoscere. Sarà proprio in questo quaderno che, dopo la tragica morte dell’amato Boy, Coco troverà conforto chiusa nella sua biblioteca avvolta dal silenzio del suo dolore

Si dice che quella fu l’unica occasione in cui Coco fu vista piangere: si rifugiò nel silenzio e nei libri che lui le aveva fatto leggere e che a lui erano appartenuti, conservati come reliquie.

logo-chanel-n5-1Proprio da quel straziante dolore Chanel creò il famoso profumo Chanel N°5, un’essenza che doveva “profumare di donna”. La tipica scritta che caratterizza il N°5 si ispira ai primi libri utilizzati degli scolari per imparare a leggere e a scrivere.

La mostra, oltre a libri, dediche, fotografie, appunti e disegni, comprende anche alcune delle sue creazioni: dai capi di Haute Couture ai profumi e ai gioielli, che, se analizzati, svelano il suo gusto seppur moderno per il classicismo e l’età barocca, come il suo amore nei confronti di Venezia, fonte per lei di ispirazione, e della Russia.

In merito a Gabrielle “Coco” Chanel lo scrittore e critico Roland Barthes scrisse:

Se apriste oggi una storia della nostra letteratura dovreste trovarvi il nome di un nuovo autore classico: Coco Chanel. Chanel non scrive con carta e inchiostro ma con tessuti, forme e colori […].

La mostra rimarrà aperta fino all’8 gennaio 2017.

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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