Back toDay. 13 ottobre

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Se sei un fenomeno musicale esploso tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, in tutta probabilità sei stato incoronato da un’esibizione nell’“Ed Sullivan Show”, un varietà essenziale per la cultura statunitense andato in onda dal 1948 al 1971. Il titolare dello show Ed Sullivan – che moriva quarantadue anni fa – col suo sorriso leggermente digrignato (i maligni sostenevano che avesse l’espressione di chi sta succhiando un limone) ha presentato big come Elvis, i Beatles, i Beach Boys, Janis Joplin e i Doors. Insomma, quel programma è una sorta di Monte Rushmore per la cultura musicale occidentale.

Se passiamo invece alla cultura musicale orientale, oggi abbiamo un super-faccione che riempirebbe da solo tutto il Monte Rushmore: il pakistano Nusrat Fateh Ali Khan (1948-1997), nato sessantotto anni fa. Egli fu un formidabile cantante di qawwali, musica della tradizione sufi. A dispetto di tutta la sua genialità, se fosse apparso all’“Ed Sullivan Show”, suppongo che alla famigliola media americana sarebbe andato il polpettone di traverso di fronte ai suoi melismi, ai suoi quarti di tono (che all’orecchio occidentale paiono stonature) e alle sue debordanti infiorettature.

Bambini, presto a letto / e stop televisione

sennò ci va a ramengo / la vostra intonazione!

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

 

 

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