“Neruda”: da non perdere il nuovo film di Pablo Larràin

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Neruda: da non perdere il nuovo film di Pablo Larràin

neruda-scena1948, America Latina. Pablo Neruda (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago de Compostela, 23 settembre 1973), poeta cileno amato e contestato, è anche un senatore comunista in aperto scontro ideologico con il presidente Videla. Quest’ultimo ne chiede la destituzione, incaricando un ispettore di polizia ai suoi comandi di arrestarlo. Questa, in breve, la trama di Neruda, il nuovo film di Pablo Larràin su una sceneggiatura di Guillermo Calderón.

Neruda, presentato a Cannes lo scorso maggio e in uscita nelle sale italiane con Good Films il prossimo 13 ottobre, è un omaggio del regista cileno alla sua amata patria. Il film è il racconto di un inseguimento, quello tra Pablo Neruda (Luis Gnecco) e l’uomo incaricato di dargli la caccia, Oscar Peluchonneau (Gael García Bernal), che è anche il racconto di un Paese in dubbio, in piena Guerra Fredda, vacillante tra ideologia comunista e ordine, ma pieno di speranza per il futuro. Un omaggio ad un Paese meraviglioso e ad un poeta che nella storia della letteratura mondiale non ha mai avuto eguali. Il tutto è raccontato da uno dei migliori registi di oggi, che ha saputo creare un film che si presta ad essere un modello per tutto il cinema contemporaneo: un mix perfetto tra noir, dramma, biografia, western, commedia, che arriva a toccare l’animo dello spettatore per il suo essere a tratti tagliente tanto quanto irriverente, divertente, per non dire geniale. L’humor grottesco, smodato, e a volte si tinge però della spensieratezza tipica del’età infantile.

NerudaQuesto film chiama al capolavoro, tenendo il pubblico incollato allo schermo, con in testa null’altro se non un nome, Pablo Neruda: è lui il protagonista indiscusso. Questa pellicola però parla di Neruda, ma non è su Neruda ed è questa la grande trovata di Larràin: non è una biografia, è una farsa, eppure tutto, ogni luce, ogni inquadratura, ogni parola, ogni colore e personaggio rimandano al grande poeta. Il film non parla di lui, ma è come se fosse un’emanazione diretta della sua poesia.

Neruda è un road movie così come è un poliziesco anni ’40, è un’indagine fatta sulla strada della vita stessa: il poeta viene inseguito noi inseguiamo le cose importanti dell’esistenza. Nulla è più importante della poesia al giorno d’oggi e mi sento di dirlo con tutta la convinzione del mondo. Se qualcosa ci salverà dal declino, quel qualcosa sarà la poesia: è questo che vuole trasmetterci Larràin con un film che è un sogno ad occhi aperti. Neruda non è incasellabile in nessun genere cinematografico e riesce nella sua ore e trentasette minuti a toccare le vette di un Surrealismo sperimentale che nel cinema forse non erano mai state esplorate.

Un’opera curata sotto ogni punto di vista, dalle musiche alla fotografia, nella quale ogni parola cade esattamente dove deve cadere, anche quando essa sembra avere poca importanza, esattamente così come avviene nelle poesie di Pablo Neruda. Un film su un poeta, di un poeta, per un poeta. Sicuramente un film sulla poesia, che è una poesia a sua volta. Un’ode, così come quelle che scriveva Pablo Neruda. Un’ode al Cile, alla vita, un’ode alla bellezza, e una storia di inseguimento che alla fine è così delicata da sembrarci una storia d’amore.

Chiara Parodi per MIfacciodiCultura

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