Giuseppe Verdi: va, pensiero, sull’ali dorate… della musica

0 1.448

Giuseppe Verdi: va, pensiero, sull’ali dorate… della musica

La bellezza e la forza di sua vita,
che parve solitaria,
furon come su noi cieli canori.
Egli trasse i suoi cori
dall’imo gorgo dell’ansante folla.
Diede una voce alle speranze e ai lutti.
Pianse ed amò per tutti.

Tratto da Elettra/Per la morte di Giuseppe Verdi, Gabriele D’Annunzio

giuseppe-verdi-ritratto-nel-1886-da-giovanni-boldini-1
Giuseppe Verdi ritratto da Giovanni Boldini (1886)

Il 10 ottobre 1813, nasce nella piccola frazione di Busseto, Le Roncole (oggi Roncole Verdi), il compositore Giuseppe Verdi, tra i personaggi più illustri e significativi del panorama artistico italiano e mondiale, autore di alcune tra le maggiori e più rappresentate opere musicali di tutti i tempi.
Figura emblematica del 1800 e in particolare del periodo risorgimentale che ha caratterizzato l’Italia e la sua successiva unità, Verdi ha segnato con la propria immensa arte la storia della scena lirica, portandola ad un livello qualitativo e rappresentativo difficilmente ripetibile. Unendo innovazione, novità, rottura con le tradizioni canoniche, ma pur sempre con un occhio di riguardo al passato operistico italiano, il musicista ha anticipato di fatto un futuro musicale pervaso di modernità e nuovi stili che favoriscono il gusto di una società in continuo cambiamento. Numerose sono le opere e le arie conosciute in larga scala, dal Nabucco, che contiene la celebre Va, Pensiero, passando alla cosiddetta Trilogia Popolare (Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata), arrivando fino alla Aida. Capolavori senza tempo tra i più eseguiti e apprezzati in ogni teatro del mondo, che rendono immortale e unica la figura di Giuseppe Verdi.

Giuseppe Fortunino Francesco Verdi, nato da modesta famiglia, fin da piccolo coltiva la passione per la musica, anche grazie al padre, che lo spinge ed incoraggia negli studi. Il bambino non delude le aspettative dimostrando già precocemente un talento musicale raro ed innato. Dopo aver preso il diploma ha la possibilità di coltivare a tempo pieno la sua più grande passione, con il sogno giovanile di trasferirsi a Milano, capitale culturale italiana del periodo, e frequentare il prestigioso Conservatorio (che oggi porta il suo nome). Purtroppo per limiti di età non riesce ad essere ammesso, ma studia privatamente con il maestro concertatore della Scala. È proprio in questo contesto che inizia a frequentare il mondo musicale e culturale milanese, trovando l’ispirazione per la sua prima opera, Oberto Conte di San Bonifacio.

aida_libretto_1890Nel corso degli anni ’30 del 1800 Verdi riceve alcuni incarichi lavorativi importanti e nel contempo sposa Margherita, dalla quale avrà due figli, che moriranno in brevissimo tempo, seguiti anche dalla scomparsa improvvisa della moglie. I gravi lutti segneranno profondamente il compositore, che avrà però la forza di reagire componendo ad inizio degli anni ’40 il suo primo capolavoro, Nabucco, che andrà in scena il 9 marzo 1842 alla Scala di Milano. Il successo fu clamoroso tanto che l’opera venne riproposta in giro per il mondo con numerose repliche.

Prende  quindi avvio la carriera entusiasmante di Giuseppe Verdi, il quale sfornerà nei successivi dieci anni quasi un lavoro all’anno, tra cui autentiche perle come I Lombardi alla Prima Crociata, I due Foscari, Giovanna d’Arco e Macbeth. La fortuna lavorativa del periodo assicura a Verdi grosse remunerazioni, che gli consentono di impegnarsi nell’acquisto di terreni, fino all’anno 1848 con la presa in possesso della terra e delle case a Sant’Agata di Busseto, dove fa costruire la famosa Villa Verdi, nella quale visse fino alla sua morte.

Tornato in Italia dopo vari successi in giro per l’Europa, nel 1853 il compositore mette a punto Rigoletto, dando il via a quel Trittico Popolare (che comprende anche Il Trovatore e La Traviata) che stabilisce la sua definitiva fama. Dopo questo periodo di grande successo Giuseppe Verdi, fino all’inizio degli anni ’70, diminuisce notevolmente il proprio lavoro (anche se sono del periodo alcune importanti opere tra cui Simon Boccanegra, Don Carlos ed Aida) concentrandosi sul mantenimento delle proprietà terriere acquisite e sulla seconda moglie, Giuseppina Strepponi, che sposerà nel 1859 e che gli rimarrà vicina fino alla morte.

il-parco-di-villa-santagata-2
Villa Verdi

Nel 1971 con la composizione di Aida, Giuseppe Verdi raggiunge la piena maturità artistica, dimostrando una volta di più la propria inesauribile grandezza  Sempre richiesto da ogni parte d’Italia e all’estero per le rappresentazioni dei suoi lavori musicali, si mette al lavoro per completare quella che sarà la sua ultima fatica, Falstaff, nonostante la depressione causata dalla morte di amici e cari. L’opera ha la sua prima rappresentazione alla Scala il 9 febbraio 1893, rimane una perla rara del repertorio verdiano, poiché stilisticamente differente dalle altre composizioni e anticipatrice dei gusti futuri del pubblico. Da questo momento in poi, Verdi si impegna in lodevoli iniziative filantropiche, come ad esempio la costruzione di una casa di riposo per musicisti, sita a Milano, dove lo stesso compositore riposa dopo la sua morte, avvenuta nella città meneghina il 27 gennaio 1901 all’età di 87 anni. Tante sono le celebrazioni e gli eventi che dopo la scomparsa omaggiano tuttora il grande operista, segno di un’importanza artistica assoluta resa eterna dalla sua musica che riecheggia gloriosa.

Ivano Segheloni per MifacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.