Back toDay. 10 ottobre

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Ogni 10 ottobre abbiamo un appuntamento con una personalità il cui nome sovrasta da più di centosettant’anni la vita cultural-musicale del nostro paese (la sua prima opera, “Oberto, conte di San Bonifacio”, risale al 1839); sto parlando, manco a dirlo, di Giuseppe Verdi (1813-1901).

Eppure ogni 10 ottobre soccombo all’urgenza di festeggiare più calorosamente un altro compleanno, quello di Midge Ure, che quest’anno compie sessantatré anni. Sul palco Midge non li dimostra, ma la sua discografia è diventata gradualmente vecchissima interiormente (come dimostra l’ultimo infelice capitolo, l’ignorato “Fragile”). Comunque chi vive di musica new-romantic/new-wave/synth-pop lo conosce come il secondo cantante degli Ultravox, e gli deve eterna gratitudine per quel collage di pulsazioni robotiche e di atmosfere tese e comunicative che costituisce la seconda fase del gruppo (“Rage in Eden”, “Vienna”, “Quartet” e “Lament”).

Ma l’autore del Back toDay non può parlare di chi gli sta simpatico senza connetterlo a niente (a maggior ragione se chi gli sta simpatico non ne azzecca una da trent’anni). Permettetemi allora un riferimento tirato per i capelli: Midge Ure, nella buffa trasmissione “PopStar to OperaStar”, si è cimentato nell’aria “Questa o quella”, cantata nel “Rigoletto” verdiano dal Duca di Mantova (ricollocata in Scozia dall’accento di Midge). Mi si potrebbe dire che questo non è un collegamento ineccepibile. Beh, neanche quell’interpretazione lo è!

 

Del Duca non badate all’inflessione,

o dame, ma capite l’intenzione!

(Fossi stato una cortigiana, se mi avesse approcciato con quell’accento, avrei riso senza ritegno)

 

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

 

 

 

 

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