Street art in Sicilia: un viaggio tra storia, identità e denuncia

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Street art in Sicilia: un viaggio tra storia, identità e denuncia

La Sicilia, terra ricca di tradizioni, terra del mito e dell’arte riscopre la bellezza grazie alla Street Art. Negli ultimi anni, l’isola si è arricchita di numerose e bellissime opere che si sposano con la storia, l’architettura del luogo ma soprattutto denunciano condizioni di disagio ed abbandono.

NemO's a Messina
NemO’s a Messina

A Palermo si inizia da quartieri storici come la Vucciria e lo Zen per poi coinvolgere tutto il tessuto della città. Tra tutti spiccano Ballarò e la Kalsa, in un percorso di scoperta di «scorci inaspettati, spazi nascosti, luoghi surreali». La storia della città che si fonde con l’arte contemporanea. Una via della street art, un museo a cielo aperto che ha visto la partecipazione e l’impegno di molti artisti. NemO’s con i suoi personaggi che trasmettono «fatica, tristezze, ansie, disgusto», C2 15 con le rivisitazioni caravaggesche, Carlos Atoche con l’opera La Madonna del fico, Julieta XLF con i suoi colori caldi e mediterranei, l’inconfondibile HOPNN con la sua campagna pro-bike, I mangiatori di patate, Collettivo FX e molti altri. Ma il vero miracolo è nel quartiere di Borgo Vecchio, una zona che «vive un’evidente condizione di esclusione sociale causata dalla mancanza di servizi e un elevato tasso di criminalità», con il progetto di promozione sociale Borgo Vecchio Factory. Le pareti si colorano, gli artisti si uniscono per lanciare un messaggio ed agiscono in nome del bene comune, i protagonisti sono i bambini, le famiglie, le mura degradate con mostre, interventi, workshop, corsi.

Poki e Collettivo FX a Castell'Umberto (ME)
Poki e Collettivo FX a Castell’Umberto (ME)

Distrart è il distretto di arte urbana della città dello stretto, Messina. Un progetto per la riqualificazione del territorio e la riscoperta del mitologico ed ancestrale legame con il mare. Mai come oggi simbolo di vita e morte. Si inizia con l’arte in pensilina, ovvero la decorazione delle 53 pensiline delle fermate del tram, che si snodano nelle vie principali. I temi sono quelli cari alla città, legati alla storia, le tradizioni, i miti e le leggende. Dai giganti Mata e Grifone di MaCa, al suggestivo richiamo del pittore Antonello da Messina di Tofi ed ancora il mito dei mostri Scilla e Cariddi e Colapesce. Un progetto per una città in evoluzione ed in ripresa, dopo il terribile terremoto del 1908 e gli abusi edilizi degli ultimi decenni, che ha toccato anche la zona portuale, da sempre simbolo cosmopolita di scambio ed apertura con culture diverse, con le opere degli artisti Seacreative, NemO’s, Luca Zamoc, Anc e Poki, Collettivo FX e Julieta_Xlf. È l’identità di un popolo che si riscopre attraverso l’arte, in un percorso che dal mito passa attraverso la tragedia dei migranti. Spostandoci in provincia, un altro esempio di riqualificazione e rinascita. Un antico borgo abbandonato e distrutto, a seguito di una terribile frana, torna a vivere con la street art. Si tratta di Castania, vecchio centro di Castell’Umberto, adesso borgo fantasma ricco di reperti storici e archeologici, che ogni anno si ripopola e rigenera grazie ad Inumani Festival.

Julieta XLF a San Berillo
Julieta XLF a San Berillo

Nella città di Catania, i quartieri San Berillo e Librino rivivono e si salvano grazie all’arte. Un progetto totalmente autofinanziato, chiamato Red Line Distreet, di denuncia sociale, di lotta contro l’analfabetismo, la prostituzione, lo spaccio di droga e soprattutto il degrado. Grazie all’intervento del collettivo Res Publica Temporanea, le periferie emarginate escono dall’indifferenza e diventano scenario del bello, della socializzazione, della rinascita che si intraprende «dal basso» e che coinvolge tutto il tessuto urbano. Si inizia con San Berillo, ex zona di artigiani ed ora quartiere a luci rosse, dove gli artisti si concentrano sulle porte di accesso delle case, simbolo della mala politica degli ultimi anni. Poi Librino per: «Un quartiere invaso da artisti coinvolti nella realtà che li ospita» che trasformeranno «non solo l’aspetto del luogo, ma lasceranno un segno anche nelle persone, che per la prima volta, si vedranno coinvolte nel cambiamento». Sono tanti gli artisti che hanno partecipato per ridare dignità alle periferie: NemO’s, Collettivo FX, Poki, Rosk & Loste, Luvi, I mangiatori di Patate, SinMetro, Blu.

Per le immagini si ringraziano le pagine Facebook: Street Art Palermo, Distrart – Distretto di Arte Urbana, Res Publica Temporanea e Inumani Festival.

Valentina Certo per MIfaccioDiCultura

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