Giovanni Gastel: 40 anni di carriera in mostra a Milano

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Giovanni Gastel: 40 anni di carriera in mostra a Milano

Ho esordito con una copertina che di solito arriva alla fine di una carriera.

Giovanni GastelPer festeggiare i 40 anni di carriera di Giovanni Gastel, la città di Milano, presenta un’ampia antologia, a cura di Germano Celant, che racconta il suo percorso di fotografo dagli esordi negli anni Settanta fino ad oggi. La mostra a Palazzo della Ragione, visitabile fino al 13 novembre, fa comprendere al pubblico la complessità della ricerca, sempre mutevole, del fotografo nell’ambito della moda, dell’informazione e della sperimentazione visiva.

Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone ed è l’ultimo di sette figli. Il primo contatto con la fotografia arriva nel 1973 sempre a Milano, precisamente alla Rotonda della Besana, che ospita quell’anno una mostra di fotografi americani. Da quel giorno decide di intraprendere questa professione. Lo stesso anno comincia a lavorare per la casa d’aste Christie’s ma la svolta avviene nel 1981 quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa la sua agente e lo introduce al mondo della moda. Collabora con Vogue Italia e poi, grazie all’incontro con Flavio Lucchini e Gisella Borioli, con le riviste Mondo Uomo e Donna.
Al curatore di questa mostra, Gastel deve la sua consacrazione artistica nel 1997 quando la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale, curata appunto da Germano Celant. Il successo professionale si consolida nel decennio successivo, grazie anche alle collaborazioni con fotografi di spicco come Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna, Helmut Newton, Richard Avedon, Annie Leibovitz, Mario Testino e Jürgen Teller. Nel 2002, nell’ambito della manifestazione La Kore – Oscar della Moda, riceve l’Oscar per la fotografia.

Dai primi anni Ottanta a oggi Gastel ha collaborato con più di 50 testate italiane e internazionali e pubblicato circa 130 copertine, ha prodotto più di 500 tra campagne e cataloghi per diverse maison di moda e grandi firme di beauty, gioiello e design, ha scattato più di 300 fotografie in prevalenza a colori.

Sono un colorista convinto. La prova provata: la mia produzione, che per il 90% è a colori, appunto. Non che abbia qualcosa contro il bianco e nero, però l’ho sempre considerato una scorciatoia, fin da ragazzo. Mi spiego: per me la fotografia è pantomima, teatro; non ha alcun legame con la realtà. Quest’ultima è movimento e, ogni volta che aziono l’otturatore, scelgo di fermarlo con un atto di forza. Il bianco e nero lo fa al posto mio: troppo comodo. E poi, cercare sfumature personalissime è stimolante.

Giovanni GastelLa mostra presenta ai visitatori scatti di moda, copertine e campagne pubblicitarie ma anche foto di vita comune del fotografo, intrecciando cosi vicende professionali ma anche familiari. Il visitatore si trova a passeggiare in un labirinto bianco costruito e pensato cronologicamente dallo studio Lissoni Architettura che amplifica la creatività molteplice di Gastel che si muove tra fashion, design, ritratto e still life. È un gioco di intrecci che conducono lo sguardo e il corpo dei visitatori a scoprire sempre nuove sale in cui non sono esposte singole opere, ma sequenze seriali dello stesso soggetto o della stessa campagna. Quello che si percepisce è la varietà della sua produzione, una varietà che trova però sempre un filo conduttore, come ad esempio, una modalità tutta personale dell’uso della luce. La mostra si conclude con un’ultima sala in cui vengono presentate diverse foto di Gastel. Un colpo d’occhio finale che spiega ai visitatori tutta la poetica dell’artista.

Alla domanda di Chiara Oltolini su Glamour del 2 settembre, «Come si coltiva l’incontentabilità per 40 anni?» Giovanni Gastel ha risposto:

Non mi fermo mai alla prima idea. Lavoro costantemente sulla diversità, sull’unicità, sulla variazione della norma. Non è che non ci siano stati momenti difficilissimi. Il più difficile: quando lo slancio generazionale è finito. E finisce sempre: a 20 anni sei trendy proprio perché hai 20 anni e sei portavoce di un’estetica originale, innovativa. A 30, devi confrontarti con una nuova generazione e la sua fresca visione del mondo. Allora lì decidi se fare l’eterno ragazzino o puntare all’autorialità.

Giovanni GastelGastel, come afferma Domenico Piraina, è un fotografo che portato il nome di Milano nel mondo attraverso le sue creazioni che sono delle icone come ad esempio: Moda Milano (Arianna) o ancora Cover & Fiches. In mostra è possibile ammirare anche la bellissima serie di Ritratti di Living realizzata per Elle Decor, reminiscenza pittorica che ci fa pensare ai meravigliosi quadri di Hopper o ancora le immancabili foto pop della Ferrari e della Coca-cola. Perdendoci e ritrovandoci, tra gli scatti di Gastel, comprendiamo durante il percorso di visita, l’evoluzione artistica del fotografo che adotta delle tecniche definite old mix, ovvero delle rielaborazioni pittoriche e dei ritocchi digitali che rendono le sue foto più accattivanti. Un appuntamento milanese da non perdere per gli amanti della fotografia ma non solo, che ripercorre quarant’anni di storia di questo artista ma anche della fashion e glitterata città di Milano.

Laura Cometa per MIfacciodiCultura

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