#ArtSpecialPlay, Amsterdam non è più di moda

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#ArtSpecialPlay, Amsterdam non è più di moda

amsterdam-2-1Chiamata persa da Walter. Richiamo.

«Ciao, scusa non ho visto la chiamata, vieni da me che prenotiamo il volo. Sì, tranquillo, ho già controllato io, non dura molto: Milano Linate-Amsterdam in due ore la fai».

Metto giù, cerco su internet qualche itinerario da seguire.

Al di là del fatto che due ragazzi da soli ad Amsterdam di cose da fare ne avrebbero a sufficienza anche senza cercarsi un itinerario, però meglio controllare cosa dice la rete, magari troviamo qualcosa che non sapevamo.

Arriva Walter, gli propongo subito il Van Gogh Museum.

Mi dice che ormai Van Gogh non va più di moda, che se lo rubano solo i mafiosi.

«Non hai sentito il Pagante? Ha scritto una canzone su Amsterdam, senti questo pezzo: “Cazzo mene di Van Gogh, dei mulini e dei musei. Shopping dentro i coffee shop, solo super lemon haze”. Lo vedi? Non va più di moda».

E io che pensavo di andare in un bel posto.

«Vabè, c’è il Rijksmuseum» gli dico.

amsterdam-3-1«Ma se non sai nemmeno dire il nome. E poi cosa andiamo a fare a vedere la pittura fiamminga? Tre mulini e due tramonti, dai. Non vanno più di moda. Piuttosto, c’è un pub lungo il canale principale che con 10 euro ti porta di tutto e di più. Bello no?»

Non posso dirgli di no. Prenotiamo. Partiamo settimana prossima.

Speriamo che appeso al muro di quel bar ci sia almeno una stampa di Van Gogh, come quei quadri sottratti alla mafia trovati in un comune locale di Castellammare di Stabia.

Mi sentirei molto simile a quel quadro.

Solo in mezzo a tanti soli.

Filippo Caccamo per MIfacciodiCultura

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