Sorpresa d’autunno: torna la rassegna “La Grande Arte al Cinema”

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Sorpresa d’autunno: torna la rassegna La Grande Arte al Cinema

Cosa succederebbe se l’arte venisse a contatto con il cinema?

Botticelli. Inferno
Botticelli. Inferno

Probabilmente è questa la domanda che si posero alla Nexo Digital quando nel 2012 si decise di dare l’avvio a un progetto rivoluzionario e totalmente innovativo: La Grande Arte al Cinema. Proprio in questi giorni è iniziata la stagione 2016/2017 di questa rivoluzionaria rassegna caratterizzata da  una serie di documentari tecnologicamente evoluti che verranno proiettati sul grande schermo per la gioia di tutti gli appassionati di arte e non solo. La scommessa vincente della  Nexo Digital sta segnando il cinema italiano e mondiale degli ultimi anni, ponendosi  come avanguardia di un genere nuovo, propulsore del connubio tra pittura e settima arte. Infatti vedere al cinema le grandi opere del passato e della contemporaneità non è solo per cultori, ma per tutti coloro che, comodamente seduti in poltrona, potranno sperimentare la bellezza di un’opera d’arte senza doversi spostare dalla propria città.

Quindi cari appassionati di arte segnatevi in agenda questi appuntamenti che vi accompagneranno da ottobre a febbraio, in un tripudio di colori, giochi di luce ed emozioni.

Le danze si sono aperte il 3 ottobre con The Space in between, docu–film con protagonista Marina Abramović che ripercorre il viaggio in Brasile dell’icona assoluta dell’arte contemporanea. Un viaggio stremo che è un percorso personale, spirituale e artistico in cui entrano in contatto arte e ritualità in un vortice di vita e di morte, di ricerca interiore e di ricerca creativa che ha come finalità il risveglio delle coscienze.

Il 7, 8 e 9 novembre  si farà un tuffo nel passato sino al Rinascimento italiano con Botticelli. Inferno. Cosa si cela dietro a questo Botticelli quasi sconosciuto, distante da La Primavera e La nascita di Venere? Cosa spinse il maestro fiorentino a disegnare l’inferno descritto da Dante? Qual è il significato di questa enigmatica opera d’arte? Per secoli, la mappa dell’inferno è stata conservata nei depositi del Vaticano. Da quando è riemersa dal dimenticatoio, ha stimolato la fantasia di molti, tra cui lo stesso Dan Brown e ha posto diversi interrogativi agli studiosi di ogni dove. Ciò che c’è di certo è che l’esperienza dantesca rivive  in questi 102 disegni, con una particolare attenzione all’imbuto infernale con i suoi 9 cerchi abitati da demoni, corruttori e peccatori di ogni genere.

Il 13 e 14 dicembre toccherà, invece, a Il curioso mondo di Hieronymus Bosch raccontato attraverso la retrospettiva sold out della città natale dell’artista olandese. Considerato da alcuni  ultimo esponente del Medioevo e da altri  pioniere del Rinascimento nordico, le sue visioni tra sacro e profano, i suoi lavori ermetici, arcani ed enigmatici  affascinano da sempre generazioni di studiosi e appassionati.

Loving Vincent
Loving Vincent

Ad inaugurare il nuovo anno (17 – 18 gennaio) sarà Segantini. Ritorno alla natura, un documentario dedicato a Giovanni Segantini, massimo esponente del divisionismo italiano, con il tentativo di interpretare le parole espresse dall’artista nelle sue numerose epistole attraverso i luoghi in cui ha vissuto. Sempre in bilico tra tradizione e innovazione, cosmopolitismo e provincialismo, fra metropoli  e  natura, amava definirsi «l’orso della montagna», alla continua ricerca della natura genuina dell’infanzia.

Last but not least, dal 13 al 15 febbraio sarà proiettato il film più atteso, Loving Vincent, il primo lungometraggio dipinto su tela, intessuto di 56 mila immagini dipinte nello stile di Van Gogh. Un kolossal nel suo genere che ha impiegato 40 artisti internazionali nella realizzazione di un lavoro originale e di grande impatto. Un viaggio nel mondo dell’artista olandese e nella sua vita tormentata, fino alla misteriosa morte avvenuta a soli 37 anni.

Infine, è da menzionare il film che esce quest’oggi nei cinema italiani: Magie della luce, non firmato dalla Nexo, ma dedicato sempre a Giovanni Segantini, che ne ricostruisce le vicende biografiche  ricorrendo ancora una volta alla sua corrispondenza, alle immagini dei luoghi in cui ha vissuto e alle opere che ha realizzato.

Insomma si prospetta un inverno molto caldo all’insegna del cinema e dell’arte, in sala come se fossimo al museo, il grande schermo come un enorme quadro in movimento a ricordare che l’arte sussiste sempre a chi l’ha creata.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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