Hassan Sharif e l’arte concettuale in Medio Oriente

0 629

Hassan Sharif e l’arte concettuale in Medio Oriente

Hassan SharifHassan Sharif (1 gennaio 1951 – 18 settembre 2016) è stato un’artista concettuale che ha lavorato e vissuto a Dubai. Considerato il pioniere di un’arte che fa del concetto la sua sostanza, l’artista ha rappresentato per il Medio Oriente e i paesi del Golfo una figura di riferimento.

Prendere cose dalla realtà sociale, portarle nel mio atelier, sottoporle ad un procedimento ossessivo, fatto di processi molto semplici, ingenui, stupidi, silenziosi, inetti, non-sense, inutili, falsi e goffi. Dopo tutti questi processi, le riporto nella società come oggetti all’interno del contesto delle opere d’arte contemporanea, così da erigerle a rappresentanti del mio stato d’animo e della mia idea di natura e funzione dell’arte nel tempo presente.

Questa è una frase estrapolata dalle pagine del catalogo della mostra Too Early, Too Late tenutasi nel 2015 a Bologna: tutta l’essenza dell’arte di Sharif, le sue osservazioni acute del mondo, delle situazioni, trovano un riscontro in questa dichiarazione. La semplicità con cui l’arte è in grado di trasformare le situazioni reali è la chiave interpretativa dei suoi lavori.

Hassan Sharif, Cotton Rope N° 8 (2012)
Hassan Sharif, Cotton Rope N° 8 (2012)

Hassan Sharif è sempre stato molto legato alla sua terra e nonostante gli innumerevoli viaggi in giro per il mondo, non volle mai abbandonarla del tutto. Dopo aver vinto una borsa di studio a Londra, negli anni ’80 decide infatti di tornare a casa, concentrandosi sulla maniera in cui trasmettere l’amore per l’arte. Erano anni difficili per il pensiero contemporaneo, infatti in paesi come quelli mediorientali, la mentalità non è mai stata troppo “aperta” al riguardo. Il grande merito di questo artista è stato dunque quello di aver voluto educare in qualche modo le persone ad oltrepassare i pregiudiziA tal proposito creò proprio in quegli anni Al Marijah Art Atelier a Sharjah oltre ad essere tra i membri fondatori della Emirates Fine Art Society e dell’atelier artistico di Youth Theater and Arts di Dubai. 

Hassan Sharif sin da giovanissimo aveva le idee chiare sul suo credo artistico, ovvero sfidare le convenzioni sempre. Un primo approccio all’arte arriva col disegno caricaturale ai tempi della scuola, ponendo la politica e la società alla base della sua critica pittorica. Successivamente sarà il movimento Fluxus ad influenzarlo: seguire il flusso delle cose, abbandonarsi ad una sorta di anti-arte decontestualizzando oggetti quotidiani, questo è il pensiero che sintetizza al meglio tutto il lavoro di Sharif.

cardboard-wire-1996-hassan-sharif-1
Hassan Sharif, Cardboard & Wire (1996)

Il consumismo è il male dei nostri giorni secondo Hassan Sharif, che attinge ad una serie di oggetti di vita quotidiana (cartoni, matite, giornali…) e costruisce le sue sculture. Collage, libri, performance e fotografie, tutte le forme di arte vengono utilizzate dall’artista per creare un movimento visivo in cui l’arte sia osservabile a 360 gradi.

Non c’è più differenza tra esistenza e creazione artistica, tutto è sperimentabile al fine di creare situazioni nuove. L’arte non è più legata all’estetica, ma si lascia travolgere dal caso.

Grazie Hassan per averci aperto nuovi orizzonti.

Flavia Annechini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.