Rinascimento e modernità si incontrano in un sogno a Mantova

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Rinascimento e modernità si incontrano in un sogno a Mantova

maxresdefault-1Un Sogno fatto a Mantova ha inaugurato, il 6 settembre, la seconda parte del percorso espositivo cominciato a giugno nella città lombarda per Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016. Il progetto, pensato da Cristiana Collu, direttrice della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma e membro del Comitato scientifico del Centro Palazzo Te, ha come scopo far vivere l’arte all’esterno dei luoghi che le vengono normalmente adibiti, inserendola in spazi urbani che la facciano entrare in contatto con la città. Fino al 13 knovembre, quindi, Mantova diventerà una mostra a cielo aperto che, toccando non solo ambienti come Palazzo Te ma anche le Fruttiere della Villa Giuliesca, mostrerà nuovi modi di vivere e visitare la città.

Il tema seguito da artisti nazionali ed internazionali vede la città come comunicazione, come costruzione costante di una comunità viva attraverso i secoli, per cui ogni nuovo palazzo o strada o monumento produce attivamente un cambiamento nella società. Un percorso ancora in aggiornamento, ma che non dimentica il contatto con le sue radici. Per questo, le opere contemporanee presentate sono inserite in un dialogo con quelle rinascimentali già presenti a Mantova, creando un trait d’union tra presente e futuro. Nelle Fruttiere di Palazzo Te è così possibile ammirare opere di vario genere, provenienti da grandi artisti: le videoinstallazioni Stefania, Da solo, Nuvole #1 e Nuvole #2 di Luca Rento; Family ties II dell’artista spagnola Eulalia Valldosera; le stampe fotografiche Rear Window di Paola di Bello. E poi ancora Paolo Meoni propone il video Silhouette e le stampe Dusty Landscape #1 e Dusty Landscape #2 mentre Grazia Toderi (già protagonista della prima stazione al Teatro Bibiena con il suo Luci per K222) ha presentato Fantasia e gli scatti del fotografo Armin Linke. Cornice fisica di queste opere è Palazzo Te, le cui corti interne sono state arricchite con alcune sculture di animali ed alcune installazioni luminose di Michel Verjux, mentre due inedite opere video dell’artista Hans Op de Beeck verranno poste nell’ala meridionale.

Infine, ha preso il via dal 24 settembre anche un’ulteriore rassegna al Cinema del Carbone, che proietterà i video degli artisti che hanno preso parte ad Un Sogno fatto a Mantova. Prima della normale programmazione, infatti, sarà proiettata a rotazione una selezione, di circa 15 minuti, di tredici opere video di Paola di Bello, Luca Pancrazzi, Hans Op De Beeck, Armin Linke, Paolo Meoni e Eulalia Valldosera, incentrate anch’esse sul tema della città intesa come spazio del vivere condiviso.

un-sogno-fatto-a-mantova-seconda-stazione-14-1Ha sottolineato Baia Curioni, direttrice del Centro Te, durante la presentazione alla stampa:

Non è una mostra, è una sperimentazione espositiva. Relazionarsi con l’arte del passato è più facile, più difficile è farlo con l’arte contemporanea, magari commentando “questo ero capace di farlo anch’io”. Più difficile ancora se le due arti vengono collegate. Superare questa diffidenza è però possibile.

Positivo è stato anche il commento del sindaco di Mantova Mattia Palazzi, che ha affermato:

Quando si governa una città capolavoro come Mantova, ci si chiede cosa si possa fare di più, o se sia meglio limitarsi alla valorizzazione e conservazione dell’esistente. Ebbene, io credo che non si debba solo contemplare e conoscere la città, bisogna provare a rileggerla. E il grande sforzo che il nuovo Centro Te sta facendo, va in questa direzione.

Eleonora Rustici per MifacciodiCultura

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