Parole&figure, un nuovo sguardo su Emilio Tadini

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Parole&figure, un nuovo sguardo su Emilio Tadini

Emilio TadiniDomani, venerdì 30 settembre alle ore 18.30 verrà presentato in anteprima allo Spazio Tadini di Milano il nuovo libro edito da Pagine d’Arte Emilio Tadini testo&immagine.

Emilio Tadini (Milano, 1927 – Milano, 25 settembre 2002) è stato un artista nel senso rinascimentale del termine. Fu pittore, scrittore e saggista, o più semplicemente un uomo alla costante ricerca di un mezzo per comunicare, di un linguaggio che potesse esprimere il senso lato della vita così come le piccole cose.

L’abbinamento proposto da Pagine d’Arte, ossia quello tra scritti e immagini di Tadini, rappresenta un’ideale prosecuzione di una ricerca che in vita aveva caratterizzato l’artista. La volontà di creare una connessione tra testo e immagine caratterizza infatti molta della sua produzione, non stupisce che tra gli appunti di Tadini proposti in questa nuova pubblicazione vi sia la teoria del Ut pictura poesis. Questa formula latina si traduce letteralmente con “come nella pittura così nella poesia” e quindi che «il poeta e il pittore pensano entrambi con immagini visive: l’arte della memoria che suscita una dimensione in cui il ricordare diventi vedere», come appunto scrisse l’artista.

Nel libro, oltre ad appunti, schizzi e citazioni di Tadini, sono state raccolte anche testimonianza di chi ha conosciuto personalmente l’artista e un saggio inedito a lui dedicato da Arturo Carlo Quintavalle, rinomato storico dell’arte.

La stessa casa editrice non è nuova al sodalizio testo-immagine, al tema ha anzi dedicato la collana Parole&figure in cui appunto parole e figure di due diversi autori vengono abbinate in modo che possano esaltarsi a vicenda su temi come il valore della conoscenza, l’identità linguistica e culturale, l’arte e così via.

tadini-1Emilio Tadini all’interno di questa collana rappresenta un’eccezione siccome si distingue per la volontà già alla base del suo lavoro di abbinare delle parole a schizzi e colori. Significativa è la testimonianza di Matteo Bianchi inclusa nel libro riguardante gli appunti lasciati da Tadini:

Sono almeno mille foglietti, pagine di diario, appunti, citazioni; matite che scrivono testo e parole fra i colori, lettere sull’arte in un mare di carte disegnate sul tavolo e trattenute fra gli anelli di un raccoglitore. […] Nella sua varietà, l’insieme delle carte custodisce la differenza. I frammenti del quotidiano, scaglie di pensiero, si accordano fra le pieghe della diversità: grande e piccolo, pieno e vuoto, comico e tragico, vicino e lontano fra memoria e progetto – in prospettiva, nel silenzio della pittura.

Fu proprio Umberto Eco a definire Tadini «scrittore che dipinge, pittore che scrive» e questo libro ben rappresenta questo concetto. Un testo accessibile e piacevole da leggere, ma anche da sfogliare scorgendo velocemente qualche citazione e qualche schizzo.

Per maggiori informazioni clicca qui.

Elisa Pizzamiglio per MIfacciodiCultura

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