Basra Hall, il nuovo museo nell’ex palazzo di Saddam Hussein

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Basra Hall, il nuovo museo nell’ex palazzo di Saddam Hussein

57ea992f8aea9-image-1Basra Hall: questo il nome del nuovo museo inaugurato due giorni fa a Bassora, nel sud dell’Iraq, presso una delle oltre settanta dimore che furono di Saddam Hussein, dittatore iracheno fino al 2003, che fece costruire questa imponente reggia sulle rive del Shatt-el-Arab.

La realizzazione di questo nuovo polo culturale è il risultato della collaborazione tra lo stato iracheno e quello britannico, che già 9 anni fa propose la costruzione di un museo ex-novo, su idea di sir Barney White-Spunner, all’epoca generale della British Army, oggi presidente della Countryside Alliance.
La proposta del museo però, nacque in un certo senso dal “senso di colpa” della Gran Bretagna in seguito al mancato intervento durante il saccheggio del Museo nazionale di Baghdad. Infatti nel 2003, con l’inizio della Seconda Guerra del Golfo, moltissimi tesori archeologici vennero trafugati tra la disperazione dei curatori ed archeologi del posto e il disinteresse occidentale. Ad oggi di quei 16 mila preziosissimi e antichissimi reperti, solo un quarto è stato recuperato, il resto è disperso nel mercato nero dell’arte. Ma d’altronde è usanza europea quella di depredare dei tesori artistici i territori conquistati (e l’Italia lo ben sa, visto che ha riempito svariati musei esteri a causa di ciò), come però non lo è cercare di ripagare il danno apportato, perciò Basra Hall è un esempio virtuoso.

Alla convergenza tra i “mitici” Tigri ed Eufrate, tra mura che un tempo ospitavano il regime e la politica dittatoriale, rinasce la cultura antichissima dell’Iraq, un tempo Mesopotamia, culla della civiltà che ospitò il popolo dei Sumeri, croce e delizia del programma di Storia della scuola dell’obbligo.

57ea992f515dd-image-1Al momento è visibile la collezione di un’unica sala, che ospita circa duemila reperti tra monete, ceramiche e manufatti che raccontano la “terra tra i fiumi” ed in particolare Bassora dal 400 a. C., passando per la ricchezza commerciale del Medioevo fino all’Impero degli Abbasidi, che scelsero l’Iraq come loro centro. Ma Qahtan al-Obaid, neo-direttore del museo, ha spiegato che la sala aperta al pubblico è la prima di una serie, infatti ne sono previste altrettante dedicate a tutta la storia del territorio, partendo dal 3300 a.C. e raccontando Sumeri, Babilonesi e Assiri.

Mentre il Paese continua ad essere sotto attacco Isis, le notizie che giungono da quei luoghi sono principalmente legate ad attentati, terrorismo, stragi, tensioni religiose, ma l’apertura del museo di Basra Hall è l’occasione per ricordarci che quello che oggi è messo a ferro e fuoco per motivazioni politico-economiche, un tempo era il Vicino Oriente sede della Mezzaluna Fertile, dove l’uomo piantò le radici del suo pensiero, dove iniziò a studiare le stelle, dove si inventò uno dei primi sistemi di scrittura. Questo museo non fa che ricordarci quanto poco rispetto portiamo alla storia ed al passato, ma al contempo si presenta come un punto di partenza per una rinascita culturale tanto faticosa quanto necessaria, dell’Iraq e di tutto il Medio-Oriente.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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