Milano Vs. Torino: niente accordo, in arrivo due saloni del libro?

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Milano Vs. Torino: niente accordo, in arrivo due saloni del libro?

ae204b8d8529320fafc83458e5df4e69-jpg_997313609-1I rappresentanti della città di Torino (la sindaca Appendino, il governatore del Piemonte Chiamparino e l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Parigi) e quelli della città di Milano (l’assessore ai Beni Culturali di Milano Filippo del Corno) si sono incontrati ieri al Ministero dei Beni culturali, insieme ai portavoce dell’Aie – Associazione Italiana Editori (il presidente Federico Motta) della Fabbrica del libro (collaborazione tra Aie e Fiera Milano per l’organizzazione dell’evento, presieduta da Renata Gorgani), a Massimo Bray della Fondazione del Libro e ai ministri Giannini e Franceschini, rispettivamente dell’istruzione e dei beni culturali, per discutere del futuro del Salone del libro: non è stato trovato alcun accordo, perciò l’intenzione dei due capoluoghi è quella di organizzare due saloni del libro distinti e agguerritissimi.

L’origine della diatriba risale a qualche mese fa, quando l’Aie ha manifestato l’interesse di trasferire lo storico Salone del libro dalla città del Lingotto a quello della Madonnina per una questione di maggior visibilità e ritorno economico. Ovviamente Torino si è subito dichiarata contraria a questo spostamento, mentre Milano ha accolto favorevolmente questa nuova possibilità culturale e quello di ieri doveva essere un incontro risolutivo, mediando le richieste delle due città. L’idea era quella dunque di organizzare un’unico Salone dislocato in due città, ma sottostante la medesima organizzazione e come auspicava l’Aie, a Milano far esporre gli editori mentre concentrare a Torino la vendita dei libri. Idea che non ha messo tutti d’accordo.

Dall’incontro sono usciti tutti amareggiati ma determinati a portare a casa la propria idea di Salone del libro, tranne i ministri, infatti Franceschini ha dichiarato:

È una sconfitta per l’Italia. Abbiamo provato a favorire un accordo, ma ci sono state troppe rigidità. Avremo due eventi che si fanno concorrenza a 100 chilometri di distanza.

salone-libro-torino-2016-640x480-1Ma se separare editori dai librai è stata vista da Milano come un’interessante pacificazione dell'”offerta”, per Torino è stato considerato inammissibile: nonostante gli accordi presi sull’organizzazione, promozione, comunicazione e biglietteria unica per un doppio Salone nel medesimo periodo, la proposta di settorializzare le due città ha creato la rottura. Mentre Torino dice no e la sua sindaca si prepara al «Salone del libro più straordinario di sempre», dalla Fabbrica del libro e dall’Aie fanno sapere che già il 5 ottobre verrà presentato l’evento milanese Progetto Promozione del Libro.

Anche il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha voluto esprimere il suo rammatico per lo scontro venutosi a creare tra le due città:

Questa era una splendida occasione per far sì che da una situazione critica si potesse fare una grande operazione culturale. Purtroppo le reciproche rigidità hanno impedito, almeno ad oggi, questo orizzonte.
L’intento del governo e dei nostri due ministeri era quello di rilanciare una grande operazione culturale e nazionale. Non vi sfugge che Mibact e Miur hanno insistito in questi due anni e mezzo sul tema della lettura come una chiave centrale in un paese in cui la metà degli italiani legge meno di un libro all’anno partendo dalle scuole ma estendendo poi il discorso con il Centro del Libro a tutta la popolazione.

Dopo questo muro contro muro destinato a creare inevitabilmente una rottura e quindi l’organizzazione di due saloni dal libro, resta  da domandarsi perché gli editori abbiamo deciso con tanta fermezza di volersi “trasferire” Milano e lasciare la storica sede dell’evento: negli ultimi anni il capoluogo lombardo sta vivendo un notevole fermento culturale senza abbandonare la sua solida tradizione economica e produttiva, quindi forse gli editori in questa dualità hanno visto le condizioni ideali per la propria promozione, mentre hanno evidentemente considerato Torino poco dinamica non stimolante.

o-salone-libro-torino-facebook-1Sia a Torino che Milano hanno le loro buone ragioni: da un lato la tradizione e l’impegno di decenni che hanno dari vita ad un appuntamento consolidato e considerato, dall’altro una città che si veder proporre un evento molto interessante, un’occasione preziosa per incrementare l’offerta culturale.

Ma mentre il braccio di ferro continua senza nessun vincitore, a perdere è ancora una volta la cultura, piegata da interessi economici disinteressati alla sua diffusione e promozione, alla creazione di eventi capaci di avvicinare sempre più persone al mondo della lettura e della conoscenza.

Siamo sicuri che frammentate il Salone del libro porterà risultati positivi e non si rivelerà un flop?

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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