La Scapigliata – “Hokusai Hiroshige Utamaro”

0 1.532

La Scapigliata – Hokusai Hiroshige Utamaro

Correva l’anno 1866 quando Italia e Giappone firmarono il loro primo Trattato di Amicizia e Commercio e, per celebrare i centocinquant’anni di sodalizio, Milano rispolvera il giapponismo: Palazzo Reale ospiterà la mostra Hokusai Hiroshige Utamaro sino al 29 gennaio 2017; alla Scala tornerà la Madama Butterfly di Giacomo Puccini (1904); l’Hangar Bicocca aprirà una retrospettiva su Kishio Suga (1944).

Katsushika Hokusai, Fuji rosso (giornata limpida col vento del sud) dalla serie Trentasei vedute del Monte Fuji, 1830-32 ca.
Katsushika Hokusai, Fuji rosso (giornata limpida col vento del sud) dalla serie Trentasei vedute del Monte Fuji, 1830-32 ca.

Dieci anni prima la firma del Trattato che ci interessa da vicino, nel 1856, le navi del commodoro americano Matthew Perry entravano nella Baia di Edo – oggi Tokyo – decretando la fine della politica isolazionista giapponese e del suo sistema feudale. Proprio quell’anno accade un fatto curioso: il pittore Félix Bracquemont scopre i manga. Le pagine di questi volumi erano state impiegate per imballare alcune ceramiche e saranno il primo punto di contatto fra l’arte giapponese e quella francese, influenzandola inevitabilmente.

Nella mostra di Palazzo Reale i manga di Hokusai (1760 – 1849) sono in esposizione così come le sue silografie policrome. A questa tecnica di stampa appartiene La Grande Onda di Kanagawa (1830 ca.) che lo ha reso famoso, opera facente parte della serie Le trentasei vedute del Monte Fuji che Hokusai disegnò per l’editore Nishimuraya. Del rivale Hiroshige (1797 – 1858) si apprezzano Le cinquantasei stazioni di posta del Tōkaidō che furono stampate tra il 1831 e il 1834 per l’editore Hōeidō e poi con Marusei tra il 1848 e 49 con l’aggiunta di poesie e la collaborazione di altri artisti.

Utagawa Hiroshige, Narumi. Negozi che vendono i celebri tessuti shibori dalla serie Cinquantatré stazioni di posta delò Tokaido, 1848-49
Utagawa Hiroshige, Narumi. Negozi che vendono i celebri tessuti shibori dalla serie Cinquantatré stazioni di posta delò Tokaido, 1848-49

La silografia giapponese è infatti un lavoro d’equipe: artista, editore, incisore e stampatore concorrono tutti al medesimo scopo e sono tutti ugualmente importanti. Ogni equipe rivaleggiava con le altre per guadagnarsi i maggiori favori del pubblico, che in periodo Edo (1615 – 1868) si allarga, affermandosi la classe dei commercianti e quindi la borghesia, i nuovi ricchi, che hanno necessariamente gusti e interessi diversi dall’aristocrazia rappresentata così bene dai samurai: il gusto dei borghesi è popolare e la produzione artistica si fa materialista e dissacrante.

L’Ukiyo-e, immagini dal mondo fluttuante, non fatta solo di paesaggi: Utamaro (1753 – 1806) è il maestro indiscusso della cosiddetta pittura di beltà femminile: grande frenquetatori di quartieri a luci rosse, insieme all’amico editore Jūzaburō, Utamaro rivoluziona il ritratto femminile intoducendo il mezzo busto e l’analisi psicologica. Dovrà però abbandonare le cortigiane per le mogli e le madri quando sul finire del Settecento gli shunga verranno banditi.

Kitagawa Utamaro, La ragazza precoce (Ochappii) dalla serie Varietà di fiori secondo il loro linguaggio, 1802
Kitagawa Utamaro, La ragazza precoce (Ochappii) dalla serie Varietà di fiori secondo il loro linguaggio, 1802

La mostra Hukusai Hiroshige Utamaro si articola su cinque sezioni all’interno della quali sono presentate duecento stampe provenienti dal Museo di Honolulu (Hawaii, U.S.A.). L’allestimento è molto elegante e la luce soffusa non è solo piacevole ma ha un fine pratico: salvaguardare le opere, la loro fragilità alla luminosità richiede infatti attenzione particolare.

INFO

Per tutti gli eventi relativi alla cultura giapponese consultare il sito del Consolato Generale del Giappone a Milano

Hokusai Hiroshige Utamaro:  Hokusai Milano

Museo di Honolulu

Veronica Benetello per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.