“Bellezza@governo.it”: i luoghi dimenticati rimangono dimenticati?

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Bellezza@governo.it: i luoghi dimenticati rimangono dimenticati?

luoghi dimenticatiIl 9 maggio scorso, Matteo Renzi dava il via alla lodevole iniziativa del Governo finalizzata ad intervenire in tutti i luoghi dimenticati d’Italia, salvaguardando quel patrimonio culturale abbandonato o non correttamente valorizzato.

Abbiamo lanciato ieri un appello a tutti gli italiani. Segnalateci i luoghi dell’identità e della bellezza che hanno bisogno di un aiuto economico e finanziario per ripartire. L’email è semplice: bellezza@governo.it. Ci sono, pronti, 150 milioni di euro che vanno assegnati entro il 10 agosto. Le segnalazioni dovranno arrivare entro il 31 maggio.

Le segnalazioni non sono tardate ad arrivare e da tutta la penisola privati e associazioni hanno candidato i loro luoghi meritevoli di aiuto, per un totale di 139.759 mail ricevute è più di 8000 siti segnalati. Peccato che di quella commissione ad hoc e dei 150 milioni di euro nessuno ne abbia più saputo nulla. Anche il sito dell’iniziativa risulta inattivo da agosto, confermando l’arenarsi del progetto. Niente decreto, niente luoghi scelti, niente notizie su quei 150 milioni.

C’è chi con tenacia ha scritto personalmente ai responsabili e ai politici direttamente interessati, visto che sul web le notizie sono decisamente scarse, ma con lo stesso risultato: nessuno sa niente. Questa “operazione bellezza” sembra proprio essere finita nel dimenticatoio.

bellezza_20160601_tabella-1Quello che mi domando è: perché un fondo per i beni culturali debba fare questa misera fine? Se qusi 150 milioni fossero stati destinati ad altri settori (teoricamente) più produttivi, avrebbero fatto la stessa fine? E soprattutto, sarebbero stati dimenticati dalla maggioranza con tale facilità? Domande senza risponda mentre i luoghi dimenticati rimangono dimenticati, senza supporto ed interventi ad hoc, destinati all’incuria se non al crollo.

Un po’ come il “Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate“: è della fine del 2015 la messa a disposizione di poco più di 194 milioni di euro per il recupero delle periferie urbane. Anche in questo caso progetti e candidature dovevano pervenire via mail. Una volta stabiliti criteri, organico, selezionatori e quant’altro, sembrava tutto pronto per passare alla pratica, invece no. La commissione costituta da 13 membri in rappresentanza di 6 Ministeri più rappresentanti di altri organismi pubblici come demanio e regioni, si è costituita a marzo ed è attiva da giugno, con un conseguente ritardo sulla selezione dei progetti: degli 868 inviati ne sono stati visionati solo 303, ma assicurano che entro fine anno la graduatoria sarà pronta.

Il progetto di riqualificazione dell’Italia intera “Casa Italia” si basa sulla messa in sicurezza dei luoghi dimenticati, siano essi “culturali” o “urbani”, e per entrambe le tipologie sono stati stanziati milioni di euro e di paroloni tanto belli quanti non veritieri, tanti profeti grandioso rivelatisi aria fritta.

j_51803_01-1Ciao Insomma, il Governo non ne esce bene tanto quanto il nostro patrimonio diffuso tanto elogiato dal ministro Franceschini: siamo immersi nella cultura, lo sappiamo perfettamente, come altrettanto perfettamente sappiamo che i soldi sono sempre troppi pochi per un ambito, un settore, un patrimonio che dovrebbe rientrare tra le primissime voci della spesa pubblica per importanza, tanto quanto la sistemazione e la messa in sicurezza delle periferie cittadine, specchio dell’abbandono delle istituzioni.

La “sparizione” di tutti questi fondi ci fa sentire proprio così: abbandonati.

 

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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