“Panorama d’Italia”: lectio magistralis di Vittorio Sgarbi a Salerno

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Panorama d’Italia: lectio magistralis di Vittorio Sgarbi a Salerno

sgarbi-costiera003-1000x600-1Mercoledì 7 settembre ho avuto la fortuna di assistere a una lezione di Vittorio Sgarbi nell’ambito della manifestazione Panorama d’Italia presso il teatro municipale Giuseppe Verdi di Salerno.

Il critico d’arte ha esordito dicendo che investire nella bellezza è necessario e che in Italia, soprattutto nel Meridione, questo non viene fatto abbastanza: «Possibile che le Baleari abbiano il triplo dei turisti in rispetto alla Sicilia?»

Il riscatto del Meridione sta avvenendo in questo momento, con la vittoria di Matera come Capitale Europea della Cultura 2019; quei sassi che negli anni ’50 furono evacuati a causa delle cattive condizioni igieniche adesso rappresentano l’unicità di questa città, dichiarati patrimonio UNESCO nel 1993. Matera, Lecce e Salerno rappresentano la rinascita del Sud, tre isole felici dalle quali è possibile ripartire, dove non c’è un Sud che si lamenta, ma un Sud fiero e consapevole delle proprie potenzialità,

La tappa salernitana di Panorama d’Italia fa parte di un percorso culturale ed eno-gastronomico in 26 città: anche se la lezione doveva raccontare i tesori nascosti della costiera amalfitana, Sgarbi ci parla di quelli della costiera cilentana.

Ecco un estratto di ciò che ha detto il noto e controverso critico d’arte.

Mi sono immaginato un percorso da Salerno a Sapri e ritengo che Paestum sia il punto di partenza di qualsiasi viaggio si voglia fare in Italia, io stesso appena patentato mi ci sono recato nel 1970. Grazie a Winckelmann noi ritroviamo lo splendore di Paestum che fino ad allora era inconsapevole della sua storia, erano edifici rovinati senza la poesia della rovina; a Paestum abbiamo il tempio di Hera, il più antico tempio di quella fattura, al suo interno si ha la percezione di essere fuori dal tempo. Roma non ha avuto il travaglio della decadenza, vive di continua presenza; tutti i suoi monumenti fanno parte ormai del paesaggio urbano. A Roma occorrerebbe un’associazione per tutelare la bellezza, l’ultima grande festa di Roma è stato il funerale dei Casamonica, peraltro pagato di tasca loro. A Paestum invece i monumenti hanno ripreso vita dopo Winckelmann; il tempio di Nettuno è magnificamente conservato, poi c’è Velia dalla quale è partito il pensiero filosofico moderno e Rocca di Vatolla dove soggiornò Gianbattista Vico.
Nel cortile della Certosa di Padula si ha la stessa sensazione che si prova all’interno del tempio di Hera, stessa cosa che si percepisce all’interno del cortile della Cattedrale di Salerno dove sono custoditi gli anonimi avori salernitani; l’ignoto autore degli avori è come Chagall, non segue le regole: una Madonna che è sdraiata sul letto mentre il bambino viene vegliato dal bue e l’asinello non si è mai vista. Ci racconta cose che abbiamo visto 1000 volte, in maniera completamente diversa.

panorama-ditalia-genova-sgarbi007-1000x600-1Avevo un’opinione di Vittorio Sgarbi parecchio indefinita, fatta di anni in TV e di memorabili ospitate: per me rimaneva lo Sgarbi dello schiaffo ricevuto da D’Agostino nella trasmissione di Giuliano Ferrara e all’epoca avevo solo 8 anni. Non mi ero fatta, insomma un’idea definita del suo personaggio e delle sue peculiarità.

Col tempo, ovviamente gli ho trovato una collocazione e devo dire che quella sera mi ha letteralmente ipnotizzata, ha parlato di luoghi che conoscevo a menadito ma di cose che non avrei mai immaginato e in un modo così coinvolgente che la noia non mi ha presa neanche per un secondo. Ha parlato di cose che avevo visto ma che attraverso le sue parole era come si materializzassero per la prima volta nella mia immaginazione.

Così come ha tenuto vivo il mio interesse per tutta la durata dell’incontro così ha catalizzato l’attenzione di tutto il teatro perciò chiudo con le sue parole: «Spero che l’autore degli avori sia salernitano affinché  possiate avere consapevolezza e godere della bellezza della vostra terra!».

Chiara Napoli per MIfacciodiCultura

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