I Travellers’ Choice di TripAdvisor eleggono il Met di New York il miglior museo del mondo

0 1.134

I Travellers’ Choice di TripAdvisor eleggono il Met di New York il miglior museo del mondo

themetmuseum-1
Il Metropolitan Museum di New York

Per il secondo anno di fila, secondo i Travellers’ Choice, “premi” assegnati da TripAdvisor, il miglior museo del mondo è il Metroplitan Museum di New York, seguito dall’Art Institute di Chicago e dall’Ermitage di Mosca.

Tripadvisor incrocia ogni anno grazie ad un algoritmo, i quei 400 milioni di commenti presenti sul suo sito, di conseguenza elegge i migliori delle diverse categorie in base a giudizi qualitativi e quantitativi. Dai risultati di quest’anno emerge che l’offerta museale italiana, per quanto ricca e prestigiosa, non soddisfa i visitatori stranieri: il primo museo italiano in classifica che incontriamo, sono gli Uffizi, solo al sedicesimo posto, per trovare gli altri bisogna superare la too 25, compresa l’Accademia di Firenze, l’anno scorso alla 14esima posizione. Un vero e proprio smacco per l’Italia, “produttrice” e depositaria di arte e cultura in tutte le epoche umane, ma oggigiorno non basta più possedere un nutrito numero di capolavori per essere considerati i migliori, bisogna offrire una serie di servizi che possono essere dati per scontati.

chicago-the-art-institute-685-1
L’Art Institute di Chicago

Anche nella classifica europea le cose non vanno meglio: fuori dalla top 10, troviamo gli Uffizi (11), Museo egizio di Torino (16), l’Accademia fiorentina (17), il Vaticano (19) e galleria Borghese (23). La National Gallery di Londra, il Louvre di Parigi e il Prado di Madrid sono musei di grandissima importanza e sono importanti tanto quanto le nostre strutture espositive, ma cosa hanno in meno rispetto a loro i nostri musei? Oppure, i musei americani, costruiti ad hoc nel corso degli ultimi secoli e non risultato di anni di storia e acquisizioni, cosa offrono per essere nettamente preferiti ai “vecchi” musei italiani.

Ciò che principalmente viene criticato è l’assenza di una vera e propria struttura web efficiente che consenta di reperire informazioni in maniera più rapida e che snellisca le procedura di acquisto dei biglietti: la nostra amata burocrazia non riusciamo proprio ad abbandonarla. L’Italia sta attuando una sorta di resistenza al cambiamento, decisamente controproducente: basti pensare ad un caso emblematico, ovvero la Pinacoteca di Brera, uno dei più importanti musei italiani, che ha un proprio sito da circa un anno, creato per volere del direttore James Bredbure, ovviamente straniero. È così sono tante altre le istituzioni piccole o grandi che con una tenacia immotivata rimangono alle loro vecchie abitudini e chi ovviamente ha la peggio è il patrimonio culturale, messo in secondo piano dai visitatori, colpiti più che alte dall’esperienza negativa più che dalla bellezza dell’arte.

uffizi-fienze-esterni-1
Gli Uffizi di Firenze

Ma il rapporto E-Tourism 2016 di Bem Research parla di un’Italia le cui “performance di rete” è medio-bassa, in un mondo che ormai organizza principalmente le proprie vacanze o escursioni tramite internet: è stato attribuito un valore a ciascun museo e il punteggio medio italiano è di 62 (per dire, quello della Tour Eiffel è di 157), piuttosto basso.

Mi domando perché tra i tanti e millantati investimenti per la cultura, non ce ne sia uno mirato per la conversione tecnologica dei musei italiani, o se ci sono stati, dove sono finiti?  L’impegno e il controllo devono essere collettivi: ormai il sito internet non è più un vezzo, deve essere parte integrante dell’offerta museale come in book shop o la caffetteria! Provate a fare una ricerca: cercate mostre, musei e metodi di acquisto dei biglietti. I primi risultati potrebbero essere siti che vendono biglietti o che organizzano visite guidate, ma dei siti ufficiali dei musei in questione neanche l’ombra.

La sensazione è che ormai si sia diffuso l’errato concetto che non serve sforzarsi per attrarre turismo, siamo l’Italia, ci si vende da soli senza alcun tipo di strategia di marketing. Così facendo siamo scesi al quinto posto dei paesi più visitati al mondo, i musei sono criticati e i visitatori sempre meno. Non basta un’eredità culturale meravigliosa, serve l’impegno reale di chi gestisce i musei affinché l’Italia possa tornare ad essere competitiva. Altrimenti saremo considerati esclusivamente con un luogo di cultura sì, ma vecchio e polveroso.

 

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.