Pier Paolo Pasolini e il “Teorema” della censura

0 1.664

teoremaEra il 13 settembre 1968 quando la mannaia della censura calava sul film Teorema di Pier Paolo Pasolini: la Procura di Roma ne dispose il sequestro, quella di Genova lo metterà al bando e quella di Venezia dà il via al processo. La pellicola subisce questo trattamento a causa della presunta “oscenità e per le diverse scene di amplessi carnali alcune delle quali particolarmente lascive e libidinose e per i rapporti omosessuali tra un ospite e un membro della famiglia che lo ospitava”: fortunatamente Pasolini e il produttore di Teorema Donato Leoni vennero assolti e la pellicola non venne distrutta e potendo quindi proseguire la sua diffusione.

Il motivo di tanto turbamento e stupore creato dal film, non furono tanto di natura sessuale, quanto più sociale: in questo film, il sesso è solo un mezzo utilizzato dell’autore per veicolare il suo messaggio, facendo al contempo comprendere il ruolo centrale costruzione del sé.

Terence Stamp - Angelo, l'ospite
Terence Stamp – Angelo, l’ospite

Angelo è un giovane e misterioso ospite che giunge alla dimora di una famiglia benestante di Milano, composta dal capofamiglia, proprietario di una fabbrica, la devota moglie (Silvana Mangano) che coltiva la fedeltà, il figlio vocato all’arte incapace di “rispondere alla chiamata”, la figlia fragile e irrequieta. Infine vi è la servitù, e in particolare Emilia, che fa da contraltare contadino alla realtà borghese incanalata su binari rigidi e mortificatori. Infatti l’imposizione di norme comportamentali e sociali blocca inevitabilmente la libertà delle persone, che soffocano i sentimenti e si auto-impongono la prigionia del corpo. Proprio attraverso quest’ultimo l’ospite inizierà alla libertà tutti i membri della famiglia, intrattenendo rapporti sessuali con ciascuno di loro, con conseguenze devastanti sull’equilibrio famigliare, lasciando quella casa  in maniera improvvisa esattamente come vi era arrivato. Il padre, Paolo, lascerà la fabbrica agli operai, si spoglierà dei suoi averi e nudo correrà nel deserto, la moglie Lucia cercherà di nuovo quella passione che l’aveva travolta con Angelo, seducendo altri giovani ragazzi, non riuscendo però a “curare” la tristezza del suo animo, il figlio Pietro comprenderà la sua omosessualità e la sua anima d’artista, la figlia Odetta si chiuderà nella sua fragilità impazzendo, ed infine la serva Emilia leviterà come una santa grazie al suo animo sincero.

Massimo Girotti - Paolo, il padre
Massimo Girotti – Paolo, il padre

Teorema sconvolse per la sua promiscuità, in un’Italia nel 1968 decisamente indietro rispetto agli paesi occidentali per quanto riguarda la liberazione sessuale, in cui la Chiesa fu la prima sostenitrice della distruzione della pellicola. In questo film però il sesso è sconvolgente mai quanto il disvelamento delle terribili norme comportamentali borghesi: la  critica mossa da  Pasolini verso la società italiana dell’epoca, così perbenista è incapace di accettare la natura umana, fu la vera causa di tanto scandalo. Non si volle accettare una critica così puntuale e spietata che metteva in discussione una struttura sociale collaudata.

Pasolini con questo film mostrò semplicemente come la libertà passi dall’affermazione dell’individualità, che spesso  non corrisponde ai canoni comportamentali accettati, ma rinnegare il proprio Io porta inevitabilmente alla disperazione e all’infelicità, e quando l’epifania si palesa, il risultato può essere altrettanto devastante sull’animo umano, incapace di accettare se stesso.

Laura Betti - Emilia, la serva
Laura Betti – Emilia, la serva

Tutto questo la censura dell’epoca provò a fermarlo, perché non c’è niente di più pericoloso che la presa di coscienza individuale, con la scusa di considerare le scene erotiche del film scandalose e inadatte al pubblico italiano. Ma la censura dell’arte e del pensiero umano è totalmente inutile, perché essi si muovo aldilà delle imposizioni, esistono indipendentemente anche se fastidiosi e sovversivi: bloccare la parola o un’espressione artistica non farà che rafforzare quel messaggio. Teorema ha spinto inevitabilmente ad una presa di coscienza anche se la sua forza espressiva si è provato a contenerla: ad oggi la liberazione del corpo è in atto, seppur lentamente e con non pochi ostacoli, grazie ad un moto di liberazione iniziato in quegli anni, che ha trovato un manifesto anche in questo film.

Pasolini fu un profeta della società moderna e nella sua rassegnazione raccontò i troppi difetti italiani: mi domano se oggi sarebbe soddisfatto dei passi avanti fatti, quali critiche muoverebbe al mondo del 2016 e quale sarebbe la sua opinione in merito al corpo di oggi, se finalmente ha trovando la sua libertà o se dalla costrizione è passato alla strumentalizzazione. Oggi che la censura nell’arte esiste sempre meno, quale sarebbe il suo sincero pensiero?

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.