Il colore dell’acqua: un viaggio insieme a Paul Signac

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Il colore dell’acqua: un viaggio insieme a Paul Signac

Signac-Saint Briac Les balises (1890)
Saint Briac Les balises (1890)

È intitolata Paul Signac. Riflessi sull’acqua la mostra curata dalla storica dell’arte francese Marina Ferretti Bocquillon che, si concentrerà unicamente sull’artista Paul Signac (1863-1935). Non aspettatevi la consueta rassegna che vede insieme i due amici Seraut e Signac, fondatori del Neoimpressionismo e che spesso, non solo per l’affinità del nome, ha portato a confondere le due personalità. Questa esposizione, invece, permette finalmente di fare chiarezza e conoscere bene l’artista, mostrando ai visitatori una panoramica dell’intera produzione di Signac. La mostra è stata recentemente inaugurata presso il LAC di Lugano e sarà visibile fino al 8 gennaio 2017, dopo essere stata esposta negli scorsi mesi a Losanna.

Circa 140 dipinti, acquerelli e disegni provenienti da una prestigiosa collezione privata, ripercorrono l’iter figurativo del pittore parigino, dai primi interni domestici realizzati nel suo studio d’artista, ai freschi porti di Francia, caratterizzati da colori abbaglianti, in cui inizia a dipingere en plain air, alla maniera impressionista. Dipingere all’aperto, con la luce del sole, apre una nuova strada al pennello di Signac. I paesaggi e i sentimenti che ne scaturiscono vengono espressi unicamente dal colore e dalla luce. Attraverso delle brevi pennellate – dei tratti prima, dei punti dopo – l’artista riesce a proiettare lo spettatore in riva al fiume, all’interno delle sue scene predilette. Tutto ciò attraverso uno studio scientifico: ponendo sulla tela punti di colore puro ravvicinati, la retina dell’occhio dello spettatore è in grado di creare, a debita distanza, l’immagine cromatica.

La storia del Neoimpressionismo comincia con l’incontro, in un capannone nel cortile delle Tuileries a Parigi, tra Georges Seurat e Paul Signac. Era il maggio del 1884 ed era appena stata inaugurata la prima mostra di un gruppo di artisti indipendenti che contestavano il Salon ufficiale, rifiutandone il principio di ammissione. Seurat aveva ventiquattro anni, Signac venti ed entrambi avevano già idee molto personali.

dal saggio Seurat, Signac e il neoimpressionismo di Marina Ferretti Bocquillon

SIGNAC_Saint-Tropez_Le-chantier-naval-et-le-phare
Saint-Tropez, le chantier naval et le phare, 1893

Dal loro primo incontro, i due diventano amici e nonostante le differenze stilistiche condividono le ricerche cromatiche e ottiche e l’ambizione di essere all’avanguardia, come gruppo, utilizzando uno stile divisionista tendente all’astrazione. Signac rispetto allo stile dell’amico, ricerca sempre più una maggiore libertà stilistica.
Dopo la morte di Seurat, Signac si rifugia nella sua pittura, solitaria, in Costa Azzurra dal 1892 al 1910, in cui produce opere bellissime per la maggior parte esposte in questa mostra. La sua passione per le barche a vela e il mare, lo spingono a vivere per lungo tempo a contatto con i porti e le coste francesi. Le tele si animano di alberi maestri, della scintillante Saint-Tropez, di fari. Quale elemento, infatti, meglio dell’acqua può rappresentare la leggerezza, la luce e la bellezza della natura, con i suoi giochi di riflessi? L’acqua e la luce diventano i compagni di vita di Signac. Il colore è il suo più grande amore negli anni Novanta, gli anni delle avanguardie che guardano al XX secolo: la pennellata si distende, è più libera. Nessun punto sulla tela, solo colori armoniosi e brillanti che si avvicinano l’uno con l’altro esprimendo quella libertà e quella armonia tanto attesa dal pittore. Colori puri che catturano la luce e la liberano affascinando lo spettatore.

Osservare questa mostra, la prima grande rassegna sull’artista, è come affrontare un viaggio silenzioso, sulla prua di una delle barche tanto amate da Signac, diretta lungo le coste del Mediterraneo nelle prime calde giornate di estate.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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