L’evoluzione della Fantascienza, ovvero lo specchio della società

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L’evoluzione della Fantascienza, ovvero lo specchio della società

fantascienza4La fantascienza ci trascina con sé in un viaggio che non abbiamo mai immaginato di poter vivere, un percorso che ci trasporta in altre galassie, pianeti, parti dell’universo lontane anni luce per riportarci poi sulla Terra, dove la vita prosegue senza rendersi conto delle realtà al di fuori del nostro piccolo pianeta.
La meraviglia che risiede nel cuore della fantascienza è proprio la sua capacità di mostrarci una realtà quasi verosimile (dal punto di vista tecnologico) stravolta dall’inspiegabile mondo popolato di animali leggendari, creature mai viste e personaggi di altri mondi.

Il binomio tra fantasia e scienza che dà vita a questo genere letterario e cinematografico così particolare non vede gli umani come pionieri, ma come sperdute creature deboli, incapaci di difendersi e vittima delle invasioni marziane. Un genere esploso nella seconda metà del Novecento grazie allo sviluppo degli studi scientifici e che ha trovato posto nella narrativa dove ha potuto esplorare al meglio il nuovo fenomeno tecnologico e su come questo abbia radicalmente modificato lo stile di vita dell’epoca. La fantascienza quindi nasce e ottiene velocemente successo proprio per questa sua scelta: se da un lato siamo condotti a perlustrare nuove terre, ad ampliare la mente e buttarci a capofitto in una storia di viaggi spaziali, invasioni aliene e la conquista della Luna e di Marte, dall’altra la narrazione prende spunto dal periodo storico in cui l’autore si trova a scriverlo. 

fantascienza5Vi è un desiderio di fondo nelle opere di questo genere, di spingere più in là il progresso tecnologico in atto al momento della stesura dell’opera, come si può notare seguendo il percorso “evolutivo” della fantascienza. Non a caso, infatti, mentre la catena di montaggio spazzava via il vecchio sistema di lavoro, apparivano storie sui robot, o quando con l’aggravarsi delle condizioni sociali degli anni ’30, iniziamo a vedere episodi di invasione e di conflitti con i primi alieni. E così, proseguendo dalle guerre con i marziani, arriviamo al punto di diventare noi i conquistatori. Procedendo con le fasi storiche degli autori, ci ritroviamo a percorrere una nuova avventura, più introspettiva e riflessiva: un viaggio che l’autore di Cronache Marziane, Ray Bradbury, si impegna a rivelare nella sua raccolta di racconti.
Il tema alla base delle Cronache è quello della ricerca verso una nuova dimensione, una nuova possibilità per una vita migliore e la riscoperta della natura e di una vita più semplice, lontana dalla corruzione e dalla violenza che il genere umano ha fatto esplodere sulla Terra portandola inevitabilmente a diventare un pianeta invivibile. L’uomo è in fuga da ciò che ha creato e distrutto con la sua ferocia e Marte rappresenta la seconda possibilità che tutti vorrebbero avere. Anche in questo caso, gli umani entrano in contatto con gli extraterrestri, in questo caso i marziani, ma non tramite invasioni o guerre: lo scontro tra i due popoli avviene attraverso un’intricata abilità dei marziani di presagire i desideri più reconditi dei loro invasori, permettendo a quest’ultimi di trovare ciò che cercano, riuscendo a dominarli. L’uomo si ritrova sulla sua nuova Terra, un’illusione marziana, e vi rimane dimenticandosi di essere in realtà pioniere in un territorio extraterrestre.

Anche le storie successive di Bradbury ripercorrono il faticoso viaggio galattico della popolazione della Terra verso Marte rivelando implicitamente e nuovamente le condizioni reali e le paure della sua società. Ma se quest’ultima nel mondo reale si trova a dover subire le conseguenze delle proprie scellerate azioni, nel romanzo dello scrittore statunitense si intravede la possibilità di un lieto fine: se l’uomo saprà proteggere e curare il pianeta rosso, allora riuscirà a redimersi dagli errori passati e vivere serenamente.

Tuttavia nel corso degli anni i timori “fantascientifici” della società sono cambiati: non ci si sente più solamente prigionieri dei valori che hanno distrutto i rapporti umani ormai e rinchiuso l’uomo in un vortice di violenza e di paura, ma adesso le preoccupazioni si rivolgono verso qualcosa di molto più concreto e reale che l’invasione degli alieni: è il pianeta Terra a farci paura, nostra culla e dimora. Dopo anni passati ad inquinarlo, deturparlo e distruggerlo negando di essere la causa della sua progressiva e vergognosa rovina, il nostro pianeta ha deciso di lanciarci dei segnali. Con tutte le sue forze Madre Natura ha iniziato a scagliarsi contro il genere umano, bombardandolo di cataclismi e fenomeni naturali devastanti che ci hanno lasciato sgomenti. Terremoti, trombe d’aria, tsunami, tutto ciò che risiede nell’arsenale naturale della Terra è rivolto contro di noi, giustamente, anche se purtroppo le vittime di questa ribellione naturale non sono mai i ricchi industriali responsabili dell’inquinamento e dei soprusi nei confronti dell’ambiente.

fantascienza2Ovviamente anche in questo caso la fantascienza ha continuato ad accompagnarci passo per passo, entrando nei nostri pensieri ed esteriorizzandoli. Con l’avvento di questa nuova società non più violenta solo contro se stessa, ma incapace di rispettare la Terra, la science fiction ha ribaltato anche la rivolta dei marziani, spazzandoli via per dare spazio ai devastanti episodi naturali, protagonisti di un nuovo tipo di distruzione quasi apocalittico.
L’uomo dunque non ha più paura degli alieni, non alza lo sguardo verso il cielo alla ricerca di altre forme di vita, non pianifica viaggi spaziali e non viene più invaso (o almeno non così frequentemente come prima). La fantascienza ha innalzato un palco per Madre Natura che, furiosa, si scaglia contro la civiltà e stravolge crudele la nuova società che così miseramente l’ha trattata.

Con l’avvento di questi scenari apocalittici, le invasioni aliene sono dunque diminuite. Forse hanno capito pure gli extraterrestri che l’uomo è perfettamente in grado di autodistruggersi e di sottomettersi da solo, a casa propria, grazie al suo sfacciatissimo menefreghismo. La società moderna è abbastanza impegnata ad affrontare il ruggito della Terra e la fantascienza, ancora una volta, si mostra abilissima nel rispecchiare l’uomo e i problemi che nella vita reale sembra incapace di risolvere.

Dunque tutto si riversa nel racconto e chissà, forse un giorno qualcuno imparerà veramente come gestire le conseguenze che nei secoli le varie generazioni hanno lasciato ai posteri.

Margian Laganà Ghadimi per MIfacciodiCultura

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