Leonardiana, un Museo Nuovo: la Scientia vinciana a Vigevano

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Leonardiana, un Museo Nuovo: la Scientia vinciana a Vigevano

Piazza Ducale di Vigevano
Piazza Ducale di Vigevano

Presso il Castello Sforzesco di Vigevano si snoda il museo Leonardiana, un Museo Nuovo: per la prima volta si ha una raccolta sistematica di tutte le opere e studi di Leonardo Da Vinci, in un luogo decisamente emblematico.

Ad ospitare le creazioni dell’Homo Universalis saranno le sale della Corte Ducale del Castello vigevanese, riaperte proprio in questa occasione dopo anni di chiusura al pubblico. Spazi che hanno significato molto per la vita dell’artista-scienziato. Infatti Leonardo Da Vinci (Anchiano di Vinci, 1452 – Cloux, 1519) attorno al 1494 lavorò molto a Vigevano, in concomitanza del suo primo periodo milanese sotto la protezione di Ludovico il Moro (dal 1482 fino alla sua caduta nel 1500 per mano dei Francesi). Un periodo in cui la famiglia Sforza, che aveva raccolto l’eredità del Ducato visconteo nel 1450, stava consolidando il suo dominio al di fuori di Milano.

Ludovico Il Moro e Dama con l'Ermellino (opera milanese di Leonardo Da Vinci)
Ludovico Il Moro e Dama con l’Ermellino (opera milanese di Leonardo Da Vinci)

Proprio per questo motivo si arrivò alla scelta di intervenire sulle località extraurbane, come Vigevano: in origine una fortezza militare con alcune aree bassomedievali borghigiane, Ludovico il Moro voleva renderla una residenza signorile all’avanguardia in termini architettonici e culturali. Pertanto fece modificare la struttura del Castello da roccaforte di difesa (come l’aveva voluto ai suoi tempi Luchino Visconti) a Palazzo Ducale in stile rinascimentale tramite l’aiuto di Leonardo Da Vinci, che collaborò anche con Donato Bramante nella progettazione della Piazza antistante.

Gli esiti furono innovativi per l’epoca, al punto che la costruzione delle nuove parti dell’edificio e della zona circostante furono imitate in tanti altri ducati e regni europei. Una vera e propria “città ideale” dell’Umanesimo, in cui l’impronta del pensiero di Leonardo è evidente anche ai suoi margini. Infatti egli non contribuì solo a livello artistico ed urbanistico, bensì anche ingegneristico, occupandosi dell’espansione e consolidamento del sistema di canalizzazione dell’acqua e della costruzione del Colombarone (la prima grande cascina lombarda).

Lavori che hanno dato tanto a Vigevano ed al Ducato intero, i cui progetti sono esposti alla museo Leonardiana, con gli altri dipinti e manoscritti in facsimile di Leonardo Da Vinci. Tutto tramite una museografia decisamente innovativa: curato da Migliore+Servetto Architects, l’allestimento di tutti i disegni, ritratti e appunti del toscano è ottenuto tramite l’uso di stampe classiche ove non si disponga dei fogli originali o di rese multimediali, in cui ad impattare notevolmente sul fruitore sono i giochi di luce e di grafica. Lo si può notare in fattispecie nella parte della “Pinacoteca impossibile“,  corollario naturale del “viaggio” in cui è possibile vedere tutti i dipinti di Da Vinci in alta risoluzione, corredati da una didascalia elettronica con cui conoscere tutti i dettagli sulle date, le tecniche di realizzazione e le iconologie.

Gioconda e Uomo Vitruviano
Gioconda e Uomo Vitruviano

Questo museo permette dunque un’esperienza totalmente inedita di fruizione totale del pensiero e della vita del famigerato artista-scienziato: un uomo spesso definito come Homo Universalis perché fu in grado di entrare in contatto con la Scientia per antonomasia.

Basti pensare ai suoi due lavori-simbolo: la Gioconda e l’Uomo Vitruviano. Uno un dipinto che gioca sulla mimica facciale, il chiaroscuro e la prospettiva rinascimentale, l’altro un disegno scientifico-matematico che riflette sul rapporto tra Anatomia e Geometria. Apparentemente diversi, seguono però un filo comune: quello dell’amore per il sapere, attraverso la Scienza dell’Arte e l’Arte della Scienza.

Che qui sono la stessa cosa.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Ravecca Massimo dice

    Message:Il legame più sorprendente, che collega la Sindone di Torino con le opere pittoriche di Leonardo da Vinci, è nella somiglianza del volto contenuto nell’immagine della ferita al costato della Sindone, con il volto urlante del guerriero centrale della Battaglia di Anghiari di Leonardo realizzata a Firenze a Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento. L’immagine della ferita al costato è la “prova” specchiata della presenza attuale della Battaglia di Anghiari, dietro gli affreschi del Vasari nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Cfr. ebook/kindle. La Sindone di Torino e le opere di Leonardo da Vinci: analisi iconografica comparata.

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