La genialità inconsueta del Caravaggio in un nuovo corso del FAI

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La genialità inconsueta del Caravaggio in un nuovo corso del FAI

Narciso - Caravaggio (1)
Narciso, 1597-1599

Scrivere di uno dei più grandi artisti della storia dell’arte non è cosa semplice, soprattutto quando la dirompenza delle opere dello stesso sono in grado di comunicare direttamente con l’osservatore, senza bisogno di filtri o intermediari. Proverò comunque ad affrontare la complessità di un’anima tanto tormentata come quella di Caravaggio, tentando in primo luogo di cogliere il nesso che lega il suo nome di battesimo, Michelangelo Merisi, e quello che si potrebbe definire il suo marchio di fabbrica: Caravaggio. La sua è una storia singolare, avente inizio nel 1571 a Milano. Nel corso dei secoli i più grandi artisti erano soliti identificarsi con il solo nome di battesimo e di fatto, tutt’ora, sono il loro solo nome: Giotto, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, per citarne alcuni.

Quando però nasce il piccolo Merisi, il posto di “Michelangelo” era già stato occupato dal Buonarroti e il Merisi quindi, una volta capite le proprie potenzialità, non potrà far altro che ripiegare sul nome del paese che aveva dato i natali ai genitori. Caravaggio appunto. La sua è una scelta fondamentale. Non sarà mai l’eterno secondo del Michelangelo della Cappella Sistina e si affiderà alla storia lasciandosi alle spalle il proprio cognome.
Inizia così l’affascinante viaggio di un pittore in grado di dipingere capolavori di intensa e commossa poesia e di compiere allo stesso tempo azioni di inaudita violenza.

FAI (1)Caravaggio, il “pittore criminale”, il primo fotografo della storia dell’arte per il crudo realismo caratterizzante le proprie opere, sarà la figura al centro del corso di storia dell’arte Il vero Caravaggio che il FAI – Fondo Ambiente Italiano, inaugurerà il 5 ottobre prossimo presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano.
Testi e documenti dell’epoca in cui Caravaggio è vissuto saranno analizzati e spiegati da giovani studiosi provenienti dalle università di tutta Italia, nel corso dei ventidue incontri che si terranno, a cadenza settimanale, fino al 24 maggio 2017; contribuiranno ad illustrare e a dar vita ad una vera e propria sceneggiatura anche attori diplomati alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano.
Le lezioni in programma saranno inoltre inframezzate da quattro concerti longhiani, speciali appuntamenti durante i quali quattro protagonisti indiscussi dello scenario teatrale italiano – Toni Servillo, Luca Zingaretti, Monica Guerritore e Lella Costa – daranno voce a brani tratti dal saggio Caravaggio, scritto nel 1968 da Roberto Longhi, storico dell’arte che riabilitò la figura di Michelangelo Merisi agli inizi del Novecento.

Maddalena - Caravaggio (1)
Maddalena penitente, 1594-1595

Un contributo fondamentale quello che il FAI, con la propria attività di educazione e sensibilizzazione, sulla scia dei fortunati corsi degli anni precedenti, renderà alla figura del Caravaggio, un artista per troppo tempo posto nell’oblio e riscoperto proprio grazie agli studi iniziati nei primi anni del Novecento dallo storico dell’arte Roberto Longhi.
Come ha affermato Giovanni Agosti, curatore del corso assieme a Jacopo Stoppa, la documentazione esistente su questo pittore è cresciuta enormemente in questi ultimi anni: da qui la possibilità di mettere a punto una sceneggiatura che, per alcuni frangenti, segue l’esistenza dell’artista quasi giorno per giorno.
Per gli iscritti sarà inoltre possibile visitare, con la guida degli stessi docenti del corso, alcuni luoghi di Milano che custodiscono alcune famose opere dell’artista e dei suoi maestri.
Ancora una volta il FAI, con questa iniziativa, dimostra fedeltà alla propria missione, mettendo in circolo monete preziose come la conoscenza, la competenza, la passione e la responsabilità verso la nostra storia e le nostre tradizioni.
Un tassello fondamentale verso una cultura di tutela e di valorizzazione del patrimonio artistico italiano, che parte proprio dalla diffusione della conoscenza della storia dell’arte e di chi, come Caravaggio, ha saputo cambiare il destino dell’arte italiana ed europea risvegliando, con la propria carica rivoluzionaria, gli animi di un gran numero di seguaci.

Greta Zuccali per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Pino Cito dice

    Il Merisi non si firmo’ mai come Caravaggio e l’unica volta che firmo’ una sua opera (Decollazione del Battista) lo fece usando il nome di Michel. Negli ambienti romani e in molti atti processuali compare l’appellativo “da Caravaggio”.

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