Pablo Picasso: le radici di una realtà de-strutturata

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Pablo Picasso: le radici di una realtà de-strutturata

PicassoPablo Ruiz y Picasso, noto semplicemente come Pablo Picasso, è da sempre riconosciuto quale uno dei maestri della pittura del XX secolo. La vita entusiasmante e le opere di fama mondiale determinano l’importanza e la peculiarità di questo artista. Non esiste libro di storia dell’arte che non descriva l’evolversi della sua pittura e i cosiddetti “periodi” nella quale essa si dispiega.

Tuttavia, vi sono aspetti della vita del celebre maestro, e del Cubismo di cui si fa portavoce, che ancora restano nell’ombra. Secondo il noto neurologo olandese Michel Ferrari sarebbe infatti l’emicrania la “musa ispiratrice” dell’amato pittore. Tale ipotesi venne in mente al rinomato medico durante una visita al museo dell’artista a Barcellona: i quadri di Picasso mostravano una peculiare somiglianza con i disegni dei pazienti affetti da disturbo emicranico con aura visiva, ricoverati nel reparto di neurologia. Il neurologo ha spiegato infatti che parlare di emicrania non è come parlare di un semplice mal di testa: i pazienti accompagnano forti dolori localizzati a cambiamenti della percezione visiva come flash luminosi, sensibilità alla luce e ai colori, abbassamento delle diottrie, esperienze di scissione verticale nelle percezioni di volti e luoghi.

L’ipotesi di Ferrari trova fondamento nelle documentazioni relative allo stato di salute dell’artista, il quale avrebbe iniziato a soffrire di questo malessere nel ’37. Tale interpretazione dei fondamenti della pittura cubista non è certamente tra le più note, generalmente infatti l’attenzione si focalizza sul carattere geometrico e tecnico delle opere. Tuttavia, è possibile riconosce in essa un’argomentazione lineare ed interessante, nonché un messaggio positivo e di speranza. Ancora una volta, infatti, l’arte si fa strumento per il superamento di una condizione di disagio.

1Come molti altri disturbi neurologici, l’emicrania è una “patologia invisibile“: gli individui affetti da tale male non si riconoscono se non durante una crisi, per questo motivo spesso la loro sofferenza è lasciata sotto silenzio. Solo chi ha provato, anche solo per un breve arco temporale, ad essere “vittima” di attacchi di emicrania, può davvero conoscere a fondo quanto tale disturbo, specialmente se associato ad aura, possa essere invalidante, tanto da condurre in molti casi ad uno stato depressivo.

Picasso mette su tela la sua visione del mondo, la quale non è certamente tra le più tradizionali, ma è proprio questo che la rende unica: una realtà de-strutturata, proprio come quella dei pazienti affetti da emicrania.

Accreditare l’ipotesi di Ferrari significa anche riconoscere all’arte la capacità di mostrare al mondo intero quello che forse, senza di essa, solo gli occhi di una ristretta cerchia di individui sarebbe in grado di vedere. L’arte diviene uno “strumento” per la vita dell’uomo, uno dei più grandi doni che l’umanità potesse ricevere.

Martina Borghi per MIfacciodiCultura

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