“La donna che legge”: la classe di Coco Chanel in mostra a Venezia

0 1.714

La donna che legge: la classe di Coco Chanel in mostra a Venezia

Coco-Chanel-4 (1)Poco importa che Gabrielle Coco Chanel sia scomparsa ormai in quel lontano 10 gennaio 1971 (all’età di 88 anni), la sua figura rimane nell’immaginario collettivo un’icona della moda che tutt’oggi ispira artisti, creativi e fashion addictedCertamente a incrementare ancor più la sua fama al giorno d’oggi ci pensano le iniziative culturali e gli eventi mondani a lei dedicati, oltre che da sempre le collezioni da lei stessa create.
Una mostra che attualmente risulta degna di nota è La donna che legge, in cui Coco Chanel viene celebrata in una location assolutamente unica e d’atmosfera, Venezia. L’esposizione sarà allestita presso Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna, dal 17 settembre 2016 al 8 gennaio 2017.

Culture Chanel è il titolo del macroprogetto ideato dal direttore artistico Jean-Louis Froment, che ha portato la maison omonima a essere apprezzata globalmente grazie a una serie di eventi promossi tra Mosca, Shangai, Pechino e Parigi a partire dal 2007.
L’obiettivo dell’exhibition è quello di presentare una persona oltre il marchio di moda, una pensatrice oltre le creazioni estetiche, una lettrice d’opere d’autore dietro quel celeberrimo tubino nero alla Audrey Hepburn.

A proposito di questo celebre abito, apriamo una parentesi: la stilista francese fu costretta a trascorrere la sua infanzia nell’orfanotrofio di Aubazine, presso la congregazione delle suore del Sacro Cuore, dal momento in cui la zia a cui i genitori l’avevano affidata, non potendo più curarla, aveva preferito abbandonarla alla vita di istituto, e così gli altri suoi fratelli. La vita monacale e austera le trasmisero l’amore per due opposti: il bianco e il nero, le tinte dell’animo umano, delle fotografie d’epoca e delle sue collezioni più famose in assoluto. Da qui concepì l’idea del Little Black Dress, classico, raffinato, elegante, mai banale, amato dalle star di Hollywood come da ogni donna amante della semplicità e del buon gusto.

ca-pesaroPer gli artisti, i creatori, gli esteti l’ispirazione, quella scintilla che scatta nella mente capace di portare alla nascita di imperi artistici (ed economici), è tutto: Coco lesse  Omero, Platone, Virgilio, Sofocle, Lucrezio tra i poeti e i filosofi dell’antichità, poi ancora Dante, Montaigne, Cervantes nell’universo della letteratura europea, e Madame de Sévigné, Stéphane Mallarmé, Pierre Reverdy, Max Jacob o Jean Cocteau come autori della sua amata Francia.
Quando si dice che la classicità, la mitologia e le più grandi letterature di tutti i tempi portano con sé l’amore per la bellezza, per la purezza, per la creatività e il desiderio di volare in alto, l’ambizione di esprimere se stessi, si dice solo la verità. E Coco Chanel ne è stata la prova vivente. Così l’Iliade e l’Odissea, Il simposio, l’Eneide, La Divina Commedia, Il De rerum natura, Don Chisciotte, Erodiade possono aver plasmato e influenzato la sua mente, solo partendo dal presupposto che la cultura sia bellezza. 

CULTURE-CHANEL_LaDonnaCheLegge (1)Che Chanel abbia letto realmente tutte queste opere? Solo pochi possono testimoniarlo, rimane certo il fatto che si fosse circondata di un patrimonio artistico per lo meno idealizzato, che ha contribuito comunque al suo successo. Questo suo gusto estetico faceva ugualmente trapelare la ricchezza della storia passata.

Gabrielle Chanel entra in contatto con la Laguna nel 1920, quanto una carissima coppia di amici la trascina con sé per un viaggio di riposo e assestamento dopo la morte dell’amato Boy Capel. L’anima dell’artista che è in lei, Coco, non può non che essere attratta dalla città. Basta uno sguardo e Venezia è sua. D’altronde le bellezze del capoluogo veneto sfidano chiunque a non apprezzarle: il fascino del Canal Grande, la caoticità di Piazza San Marco, lo splendore di Palazzo Ducale e della Basilica, la calma del lido.
Non casualmente Karl Lagerfeld – stilista tedesco all’avanguardia che dal secolo scorso opera nell’universo della moda collaborando con numerose etichette, come con Chanel stessa – fece sfilare nel 2010 la sua collezione Chanel Cruise di alta gioielleria, in onore di Gabrielle, proprio a Venezia, mantenendo così un legame tra stima professionale e luoghi meravigliosi e ispiratori.

Coco-Chanel-la-moda-e-i-libri-la-nuova-mostra-di-Chanel-a-Venezia_ (1)La donna che legge non concilierà solo il legame tra moda e letteratura, infatti una collezione di 350 pezzi dell’inventario personale di Coco Chanel, proveniente dal suo appartamento-atelier di Rue Cambon 31 di Parigi, ci aiuterà a comprendere la sua personalità, a svelarla a poco a poco. Gli archivi, le fotografie, i disegni, i bozzetti, i gioielli, i profumi e quant’altro costituiscono oggetti d’arte presentati ad hoc per la prima volta in una mostra pubblica per ricostruire la leggenda dell’iconica stilista parigina. In tal modo gli amanti della moda potranno sentirsi come sempre più a casa dell’amata creatrice, sempre più all’interno del suo mondo ispiratore, potendo osservare e assaporare tutti quegli oggetti che Chanel in vita ha saputo sfruttare al meglio, mettendosi in gioco il più possibile nello spettacolo e nella vita intellettuale europea e americana, evidenziando sempre al massimo, in modo instancabile e maniacalmente meticoloso, le potenzialità delle sue idee. Tra esse, probabilmente, nell’allestimento classico e barocco allo stesso tempo di Ca’ Pesaro, l’idea che non si sarà mai stanchi di respirare metaforicamente sarà quella della fragranza Chanel N° 5, prodotta nel 1921. Così la nostra Mademoiselle seppe cogliere l’essenza della bellezza femminile, perché un profumo ha l’obbligo di odorare «di donna, perché una donna deve odorare di donna e non di rosa». E davanti a queste parole così decise, illuminanti e perspicaci non si può fare altro che inchinarsi al suo genio artistico, perché «la moda passa, lo stile resta».

Vi proponiamo di seguito lo spot originale Marilyn et N°5 – Inside Chanel per ammirare un’altra icona, Marilyn Monroe, che evidentemente della moda di Coco non seppe farne a meno.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.