I Grandi Classici – “Fight Club”

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I Grandi Classici – Fight Club

4382_bigIl 1999 ha dato vita a una serie di pellicole che nel giro di pochi anni sono diventati veri e propri cult e il film che vede come protagonisti Edward Norton e Brad Pitt è uno di questi. Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di Fight Club, film basato sul romanzo omonimo scritto da Chuck Palahniuk. L’ispirazione per il soggetto è venuta a Chuck Palahniuk da un episodio di vita vissuta: in un campeggio, i vicini di tenda lo avevano picchiato. Al lavoro, il giorno dopo, aveva la faccia piena di lividi ma nessuno gli chiese che cosa gli fosse successo. Dietro il film Fight Club si nasconde una prima, terribile, grande verità: «Nessuno è veramente disposto a impegnarsi con il prossimo a livello personale».

Ma Fight Club non si ferma a questo.

L’opera diretta da David Fincher, forte del successo Seven che vede un potente Brad Pitt come protagonista, arriva dritta alla massa anche perché il personaggio principale della pellicola è l’uomo moderno, un borghese piccolo piccolo, uno schiavo del consumismo depresso ed insonne. Stordito dal jet lag e dai mobili Ikea, il “narratore” è l’emblema della decadente società occidentale: consulente nel ramo assicurativo di un’importante casa automobilistica, trova un’apparente cura ai suoi problemi solo cominciando a frequentare gruppi d’ascolto per persone affette da mali incurabili. Durante uno dei suoi viaggi di lavoro, il protagonista fa la conoscenza di Tyler Durden, un produttore e venditore di saponette. Oltre a produrre sapone fa altri lavori come il cameriere, ma solo perché a lui piace insaporire il cibo dei ricchi con i suoi rifiuti organici. Durden è l’opposto del personaggio interpretato da Edward Norton: bello, pieno di sé, strafottente, sicuro. Lo stesso giorno, dopo l’incontro con Durden, il protagonista scopre che la propria abitazione è andata distrutta in un’esplosione causata da una perdita di gas propagatasi all’interno di essa; disperato e affidandosi al caso, telefona a Tyler e decide di incontrarlo nuovamente. Tra i due nasce un affiatato quanto bizzarro rapporto, al punto che Tyler deciderà di ospitarlo nella propria fatiscente abitazione.

fight-clubI personaggi interpretati da Pitt e Norton sono lo specchio della generazione X, ovvero quella dei nati tra il 1961 ed il 1981, apparentemente priva di una propria identità. Figlia della precedente, non è cresciuta durante il boom economico con il massimo delle aspettative ma in un periodo di piena recessione in cui le prospettive sono ridotte al minimo, alla quotidiana sopravvivenza. Indebitamento pubblico, inquinamento, droga, criminalità, malattie sessualmente trasmissibili: è questo il loro mondo, un mondo in cui la famiglia come centro affettivo ed educativo non esiste più. Soffrono di solitudine, sono nichilisti ed il loro atteggiamento nei confronti della vita è quello di un impotente rassegnazione al proprio destino universale di sconfitti, perennemente alla ricerca di una propria identità, disgustati dalla società in cui vivono ed incapaci di cambiarla. La rassegnazione, il bisogno di aggregazione e la necessità di dare libero sfogo alla rabbia repressa sono le ragioni della nascita dei fight club, un circolo segreto i cui appartenenti prendono parte a violenti combattimenti tra loro.
I due entrano in simbiosi e radunano nuovi adepti: in breve tempo quello che era un circolo di combattimenti clandestini si trasforma in un ritrovo per uomini alienati e insoddisfatti, pronti a combattere fino alla morte pur di rovesciare ciò che considerano il loro nemico giurato: l’attuale disumana società. Gli adepti del Fight Club rifiutano il modello consumistico di vita, rifiutano le multinazionali, la pubblicità che ha spinto i loro simili ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno. In poche parole, signore e signori, il Fight Club è un attentato a tutto quello che rappresenta la cultura americana. Ed è questa la base per la creazione del Progetto Mayhem.
Il Fight Club è il tentativo della Generazione X di trovare un’alternativa, una risposta alla società in cui non si ritrovano:la soluzione auspicata da Tyler è un ritorno ad una società pre-industrializzata e sarà proprio il sopracitato Progetto a salvare il mondo (?).

downloadAll’interno della trama troviamo anche Marla, la femme fatale del film, ed anche lei nel suo vivere la vita come una randagia è l’opposto di quello che rappresenta la cultura americana.

Nel corso di questi diciassette anni il film è stato preso come modello da seguire da molti adolescenti e alcuni gruppi giovanili neofascisti pensano che il film parli di loro. Attenzione però, il Fight Club è il luogo in cui manifestare la propria rabbia impotente e nichilista nei confronti del mondo, se c’è rancore questo non è nei confronti dell’avversario, ma nei confronti della società ritenuta responsabile dell’insoddisfazione e dell’infelicità dell’individuo.

Ma nella più totale ironia, nonostante la feroce critica alla società capitalista, Fincher ha spiegato che c’è almeno una tazza di Starbucks in ogni scena del film. Chi non se ne fosse accorto ha una buona scusa per rivedere il film e meditare sui tanti spunti di riflessione che il Fight Club fornisce.

Massimiliano Romualdi per MIfacciodiCultura 

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