Italia nascosta – Villa Clerici

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Italia nascosta – Villa Clerici

Incisione Villa 1743
Incisione Villa, 1743

Nel parco del Ticino a Castelletto di Cuggiono su un basso colle si trova la settecentesca Villa Clerici lungo le sponde del Naviglio Grande, suggestiva residenza di villeggiatura dell’omonima famiglia milanese.

Durante il XVIII secolo si era diffusa la moda tra gli aristocratici che abitavano in città di commissionare immense ville nella campagna attorno a Milano in modo che fossero raggiungibili attraverso le vie d’acqua, cioè i Navigli. Villa Clerici infatti, pur non avendo più il porticciolo, ha ancora una doppia facciata, una rivolta verso il paese che si è formato nel tempo tutto attorno alla dimora e una di grande bellezza oltre che unicità verso il Naviglio.

La prima facciata è definita da tre arcate a tutto sesto rette da colonne binate ed è affiancata a sua volta dalle ali dell’edificio che inquadrano un piccolo giardino. La facciata principale è però quella rivolta verso il canale, grandiosa e ai suoi tempi certamente di una ricchezza che lasciava senza parole. All’altezza della villa si trova infatti una lunga balconata da cui prende il via lungo il pendio della collina fino alle sponde del naviglio un giardino pensile su cinque terrazzamenti collegati in modo scenografico da rampe di scale e scavati da nicchie che contenevano statue.

Il giardino pensile, un tempo popolato da piccoli arbusti e fioriture dai mille colori, è ora invaso da alberi che nascondono la facciata e i suoi caratteri suggestivi mentre le loro radici insinuandosi nel terreno spaccano i terrazzamenti che rischiano così di crollare.

Dettaglio conservazione giardinoLa famiglia Clerici, ascesa velocemente alle vette del potere, altrettanto velocemente sperperò tutto il proprio denaro e fu man mano costretta a vendere le proprie collezioni d’arte e infine nel 1871 anche la Villa a Castelletto di Cuggiono che iniziò così il suo inesorabile deperimento.
Le bellezze di questa villa, ora in stato di palese abbandono, rimangono solo ipotizzabili. Dal 1871 cambiò diverse volte di funzione, per un breve periodo venne adibita ad orfanotrofio per poi venir acquistata da un pioniere dell’energia elettrica per la vicinanza al Naviglio che la vendette a sua volta alla famiglia Simontacchi che la adibì a stabilimento tessile. La trasformazione in industria comportò inevitabili tanto quanto disastrose modifiche alla struttura interna oltre che la realizzazione di una grande vasca per la candeggiatura dei tessuti su uno dei terrazzamenti del giardino pensile.

Nel 1950 la villa venne infine venduta alla famiglia Pacchi che la adibì a magazzino lasciandola a se stessa e all’inevitabile deperimento. Solo nel 1973 l’edificio venne vincolato, ma questo di fatto non portò nessun miglioramento alla sua condizione che infatti continuò e continua tutt’oggi a peggiorare.
Villa Clerici si trova inoltre in un area edificata sin dal X secolo, lì sorgeva infatti una fortificazione in difesa degli Ungari che allora saccheggiavano e seminavano distruzione in buona parte dell’Europa.
Si tratta quindi di un lungo che riassume in sé tutte le trasformazioni che il nord Italia ha subito dal medioevo ai giorni nostri passando per il periodo feudatario, per le fortificazioni in difesa dai barbari, per la centuriazione del territorio agricolo, per le grandi ville aristocratiche settecentesche e infine per la rivoluzione industriale che ha portato alla creazione di moltissime filande lungo il corso dei Navigli.

Dettaglio conservazione muraturaIn questo momento un pezzo, seppur piccolo, della nostra storia è seriamente a rischio. La Villa anche solo esternamente manifesta il suo pessimo stato di conservazione: intonaco scomparso in molti punti, muschi e licheni, macchie di umidità. L’interno, solo minimamente messo in sicurezza dopo anni di infiltrazioni e crolli, versa nelle stesse condizioni. La reale portata dei danni non è nemmeno quantificabile.
Villa Clerici per la sua posizione nel parco del Ticino, per la sua storia e non ultima per la sua innegabile bellezza meriterebbe di essere valorizzata o perlomeno conservata.

Voglio comunque sottolineare che anche se in deperimento la dimora mantiene un fascino senza tempo e che vederla anche solo esternamente merita moltissimo. Per i più sportivi davanti alla villa passa una pista ciclabile e sperando in una bella giornata di sole raggiungere Castelletto di Cuggiono non lascia delusi, ma anche chi invece preferisce agriturismi e tranquille passeggiate non rimarrà deluso.

Elisa Pizzamiglio per MifacciodiCultura

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